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Empoli-Napoli anno zero tra lo psicodramma di Meret, la legge di Murphy e lo sfogatoio Castel Volturno – Le pillole del Campionato del Napoli

Empoli-Napoli

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Empoli-Napoli sarà una gara davvero difficile da dimenticare per i tifosi azzurri, ancor più per i quasi 4000 cuori azzurri accorsi al Castellani

Empoli-Napoli è facilmente assimilabile ad uno psicodramma calcistico che si è consumato in soli sette minuti, quelli che hanno separato, con ferocia, il doppio vantaggio azzurro costruito con le belle reti di Mertens ed Insigne, dall’incredibile rimonta dei padroni di casa, propiziata dall’errore di Alex Meret e dal black out finale. Chance scudetto ormai definitivamente spente ed un atteggiamento, quello della squadra di Spalletti che proprio non è andato giù ai tifosi ed alla stessa società che ha imposto il ritiro permanente. Ma non solo le questioni di campo: le dichiarazioni dei protagonisti, il presente ed il futuro del club e tutti i dettagli nelle Pillole del Campionato del Napoli! 

Il sogno addosso

“Empoli-Napoli non ci deve spaventare, ci credo ancora nello scudetto. Il trucco è sentirsi addosso la situazione: la fame dell’Empoli, la responsabilità dei tifosi che sono innamorati del Napoli deve essere uno sprone”. L’incipit delle parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa proprio alla vigilia della gara contro il Castellani (LEGGI LA CONFERENZA), risuonavano quasi come un mantra, del quale si carpisce la vera importanza soltanto dopo 24 ore, in seguito alla resa partenopea. Una bandiera bianca sventolata da chi lascia prevalere la paura al coraggio, il rimorso al rimpianto, le lacrime al sorriso. Eppure bastava guardarsi intorno per comprendere davvero che quel sogno la piazza lo sentiva ancora addosso. Gli improbabili calcoli delle ultime giornate di campionato per superare il Milan, le serate trascorse a carpire i punti deboli dell’Inter ma soprattutto, inondando d’amore, incondizionato, non solo il Maradona ma qualsiasi stadio d’Italia dove il Napoli sarebbe sceso in campo. E fu così che il più bello dei sogni è diventato una bolla di sapone, pronta a svanire via alle spalle di un cielo azzurro, macchiato da inaspettate nuvole di tempesta.

Caldarroste

Eppure, Empoli-Napoli non era iniziata per niente male. Qualche difficoltà di sorta c’era, in particolar modo sulla fascia dove Zanoli, alquanto distratto, continuava a chiedersi se avesse preso la pillola per la gastroenterite. Ma se per il giovane classe 2000 l’alibi è subito servito, al 200° passaggio sbagliato di Anguissa si riesce a capire rapidamente che non sia propriamente giornata. Eppure, nel miglior momento dei padroni di casa, c’è qualcuno che come sempre, è pronto a togliere le castagne dal fuoco. Ciro Mertens, dall’alto della sua classifica marcatori all time del Napoli (LA NOTIZIA), decide di aggiungere una perla alla sua raccolta. Abbraccione con Insigne ed un patto: il raddoppio. Ci penserà proprio il capitano, al 53′ a superare Vicario (LA STATISTICA), battendosi la mano sul cuore, nell’ennesimo struggente ricordo di un imminente addio. Ma non illudetevi di questa felicità: sarà soltanto l’inizio della fine.

La legge di Murphy

Cari amici delle pillole del campionato del Napoli, non mi dite che non conoscete la legge di Murphy, mantra perfetto di Empoli-Napoli. “Se c’è una possibilità che le cose vadano male, quella che può arrecare il danno maggiore sarà la prima a farlo”. Detto fatto. Il primo scossone lo dà il neo entrato Henderson al 79′, poi, la legge di Murphy si trasforma rigorosamente nella legge di Meret che, un po’ Buffon ed un po’ Neuer, decide di complicarsi la vita regalando il peggiori dei gol a Pinamonti che festeggia sotto la curva un insperato pareggio. Eh sì caro Alex, avresti dovuto sapere che tra le ben note leggi c’è anche “Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio” e se aggiungiamo che ahimè, al peggio non c’è mai fine, la frittata è fatta. Correre al minuto 87′ per comprenderlo ma forse, era tutto già scritto quando in telecronaca, prima del match, si è sottolineato più volte che l’Empoli non vinceva da 15 gare. Ossia, proprio da quella dell’andata contro il Napoli.

Flashback

E’ il minuto 87 di Empoli-Napoli il preciso momento in cui il cuore dei tifosi azzurri si è nuovamente spezzato. Pieno di cerotti, ferite e contusioni, al suo interno si intravedeva ancora uno spiraglio di luce, quello dell’ottimismo che, chi ha fede non perde mai. Eh sì, la fede: quante volte è stata maledetta, odiata, scacciata ma è sempre ritornata forte, prepotente, come il più puro degli amori. Ed anche quando è ferito, maltrattato ed umiliato resta lì, incondizionatamente nelle nostre vite, per riaffacciarsi pian piano, facendo capolino da un angolino mai abbandonato. Un po’ si è avuto paura, quando al termine della gara del Castellani la società ha divulgato un comunicato stampa con la notizia del ritiro permanente. “Ce manc’ solo il secondo ammutinamento” hanno tuonato i tifosi, con l’immagine di De Laurentiis ed Ancelotti spalla a spalla a mmò di 007 che ha abitato nei peggiori incubi notturni di chi ha avuto la fortuna di riposare. Il resto, è stato un gioco al rinfaccio: dalle colpe alle rese, passando per la testa di Spalletti (LA NOTIZIA). Ma ieri è stato l’anno zero e solo dal fondo ci si può rimboccare le maniche per rinascere.

Terapie di gruppo

“Ciao, sono Alessia e non mi intossico da 20 ore… o forse soltanto da pochi minuti considerando che stong ancor ‘ntussecata”. Potrebbe iniziare proprio così la seduta psicologica di gruppo a Castel Volturno che, più che coinvolgere staff tecnico e calciatori, dovrebbe invitare al seguito anche i poveri traumatizzati tifosi partenopei. Eh sì: perchè dopo lo shock di Fiorentina-Napoli e dell’ormai altisonante Napoli-Verona, proprio non ce lo si aspettava di aggiungere alle caselle dei giorni no anche il 24 aprile 2022. Parlare, chiarire le incomprensioni, è questo il messaggio giunto questa mattina dai vertici del Napoli. Il secondo comunicato ufficiale integra a ritiro ed allenamenti al Training Center anche delle belle chiacchierate all together serali, davanti ad una ricca cena (IL COMUNICATO). Insomma, volemose bene e non accusiamo Meret per le sue insicurezze, Mario Rui che spesso crede di essere più brasiliano che portoghese, Insigne ed il tiragggir, Mertens ed il rinnovo, Malcuit e la sua capigliatura o Zanoli perchè è troppo giovane. Persino Spalletti, che da buon capro espiatorio si è assunto tutte le colpe dell’assurdo ko di Empoli (LE SUE PAROLE). Le stesse, che vanno altresì divise con società, direttore sportivo e calciatori. Perchè questo è l’anno zero: preparatevi a grandi rivoluzioni.

Alessia Bartiromo
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