fbpx

Spalletti ha deciso: “Il mio futuro è a Napoli, sto bene qui”

Luciano Spalletti

Spalletti nella solita conferenza stampa prepartita chiarisce che il suo futuro è a Napoli

Dopo la deludente sconfitta rimediata dal Napoli contro l’Empoli, Spalletti è tornato sulla gara.

“Non sono contento dell’ultima partita, nè io nè la squadra nè la società. Se però allarghiamo lo sguardo a tutto il camponato io ci sto benissimo nel risultato perché siamo in lotta per la Champions, quello che volevamo all’inizio”.

Da quali certezze si riparte questa settimana per il Sassuolo?

“Le certezze sono quelle tracciate dal presidente. Viene sempre disegnato come un caterpillar, in questo caso ha dimostrato grande sensibilità, per rinforzare quel corpo unico che ci ha dato tante soddisfazioni in stagione. Secondo me è stata la cosa giusta da fare. Presentarsi agli allenamenti, ha dato stimoli ai calciatori. Ha avuto la sensibilità di parlare con tutti, di venire a renderesi conto del momento attuale. Si riparte da questo gruppo compatto, forte e unito, che vuole raggiungere la Champions League, l’obiettivo di inizio stagione”.

Sono state anche gettate le basi per il futuro?

“Non abbiamo parlato di niente. Siamo tutti molto determinati a voler far bene queste partite, visto quanto successo nell’ultima trasferta. Il presidente ha a cuore questo e ha trasmesso questo messaggio”.

Il presidente l’ha blindata. Sente ambizione e voglia per continuare questa avventura?

“Se mi parla di futuro, il mio è la partita di domani e la cena di stasera. Se mi parla del futuro della mia professione, è quello di avere un altro anno di contratto con opzione per la società. Voglio rimanere ed essere l’allenatore del Napoli. Ho firmato per due anni, mi sento benissimo qui, per la città, per la squadra e per il ruolo. Non vedo dove possa esserci problema. Noi allenatori ci diamo sempre il riferimento del futuro immediato, ovvero la partita successiva. Quello che verrà dopo, lo vedremo a fine campionato”.

È deluso Spalletti dopo quanto successo?

“Io non sono contento dell’ultimo risultato e dell’atteggiamento della squadra. Come me, non lo è nessuno in società e nella squadra. Poi bisogna fare zoom out. Io mi sento benissimo nella situazione generale. È chiaro che eravamo stati bravi a creare una chance importarte, ma non siamo stati bravi a sfruttarla. È un dispiacere che abbiamo tutti. Se si guarda nella completezza della stagione, però, io sto benissimo in questo risultato, siamo in lotta per la Champions League, che è il nostro obiettivo”.

Al presidente De Laurentiis bastano 4 punti da qui a fine stagione. Lei che si aspetta?

“Mi aspetto che la squadra abbia una reazione corretta dopo quanto accaduto. A parte quel risultato, ci vedo molte cose fatte bene e altre fatte male. Quei dieci minuti costano molto, ci sono stati diversi errori tecnici, siamo stati lunghi e preso ripartenze che non dovevamo concedere. Abbiamo analizzato quanto successo e si prepara quello che non dobbiamo ripetere. Il risultato di Empoli è clamoroso. In situazioni come questa, si tirano fuori le solite manfrine e le minestre riscaldate. In 25 anni che faccio allenatore, accade sempre. Abbiamo commesso errori e perso una partita che non doveamo perdere. Nel calcio ci sono tanti risultati che hanno ribaltato qualsiasi previsione. Lo si supera con grande professione e attenzione. Il presidente ha voluto darci una mano, abbiamo lavorato in maniera corretta. Ora vogliamo vincere contro il Sassuolo”.

Il presidente De Laurentiis ha detto che ci siamo ingolositi tutti, lei perché ci ha creduto?

“Perché la squadra aveva giocato un calcio fantastico, reagendo bene alle sconfitte. Era il momento di spingere e di rendere responsabile e partecipativo il gruppo, poi non ce l’abbiamo fatta. Qualche punto l’abbiamo perso, quindi bisogna rendersi conto della realtà ed accettare il risultato sul campo, non portando questa delusione ad un livello che non deve offuscare che siamo in lotta per la Champions League dall’inizio, riuscendo ad estromettere 3-4 squadre, che ora sembrano che facciano un grande campionato. La delusione per non essere nella lotta Scudetto c’è e ci dispiace per i tifosi”.

Mertens insieme a Victor Osimhen: come giudica la prova? È una soluzione anche per domani?

“In modo positivo, hanno fatto buone giocate, sono giocatori problematici per gli avversari. Anche io un tifoso di Mertens, ma sono anche allenatore e devo pensare ad un equilibrio di squadra. Mertens ha altre caratteristiche di un centrocampista. Posso sempre giocare insieme anche domani, ma domani sarà difficile. Il Sassuolo gioca bene a calcio e il risultato dipende da chi terrà palla. Se la tengono loro, diventa difficilissima, altrimenti sarà il contrario”.

Il commento di Spalletti sulla bassa prevendita di domani

“Sono 20mila, pare… La reazione è quella del tifoso dispiaciuto perché è troppo innamorato di questi colori. Io spero sempre di trovarmi di fronte ad un tifoso di questo tipo, che reagisce così, io voglio sempre avere la gente che ho intorno per come hanno reagito. Sono reazioni belle, anche se di dispiacere, vogliono bene al Napoli”.

Sulla sensazione di De Laurentiis sui problemi della condizione fisica.

“E’ il discorso di prima, quando sei in fase offensiva e lasci due lì e non gestisci sulla ripartenza, andando per 100 metri all’indietro, quello lì allo spettatore appare un momento di difficoltà della condizione fisica. È sempre una questione tattica se non hai equilibrio, se perdi palla devi riaggredire subito dove l’hai persa, se sbagli lì con tanti uomini offensivi. Noi vogliamo fare questo, è una scelta fatta ad inizio stagione, lasciando parità numerica dietro. A me non piace un calcio in area, aspettare gli altri. Non sarei credibile, non saprei insegnarlo. Poi è chiaro che ci sono momenti dove siamo al limite dell’area e bisogna difendersi dalla forza offensiva degli avversari. I dati non danno differenze sulla normalità”.

Come sta Meret dopo l’errore di Empoli? Può essere di nuovo titolare?

“Sta come tutti quelli che commettono un errore. Non è solo suo, anche mio chiedendogli di giocare palla con i piedi anche se lui punta a buttarla più via. Il portiere per me è calciatore di movimento, se non lo è diventato già, il portiere deve anche costruire, iniziare l’azione come i difensori. Nel migliorare questa qualità c’è anche il poter sbagliare qualche palla, perdere un decimo di secondo è un errore come tanti. Sono due portieri forti”.

Come sta Demme? Quanto ha pesato l’assenza di Di Lorenzo?

“Demme sta bene, è convocato e ci sono le possibilità di essere scelto. È un professionista eccezionale e un ragazzo intelligente. Di Lorenzo è un leader anche se taciturno, avercelo è differente di non averlo. Bisogna valutare bene, anche se Zanoli ha fatto il suo. Ha fatto vedere di essere forte in prospettiva e di avere molte cose che somigliano a Di Lorenzo ma gli serve un po’ di esperienza. Oggi Di Lorenzo è andato bene, ma essendo molto diretti è una cosa che sceglie lui perché lui deve sentirsi tranquillo”.