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Napoli-Sassuolo ed un trionfo che sa di rammarico tra un super Mertens, gli sguardi di baby Ciro e le cene di Castel Volturno – Le Pillole del Campionato del Napoli

Napoli-Sassuolo

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Napoli-Sassuolo è il trionfo che non ci si aspettava, un bellissimo 6-1 per gli azzurri che hanno dispensato un grandissimo calcio dopo la cocente delusione della sconfitta dello scorso turno di campionato contro l’Empoli

Napoli-Sassuolo rappresenta il rammarico di tutto ciò che poteva essere e non è stato: piazzamento Champions ormai blindato con tre giornate di anticipo, prestazione perfetta degli uomini di Spalletti che con grande orgoglio danno un segnale importante anche ai tifosi, ancora arrabbiati ed in protesta dopo lo scudetto sfumato. Ma non solo le questioni di campo: le parole di Spalletti e Mertens, le decisioni di ADL, baby Ciro al Maradona e tutti i dettagli di una settimana ricca di novità nel Le Pillole del Campionato del Napoli!

La cena per farli conoscere

Prima di parlare di Napoli-Sassuolo, ci eravamo lasciati con la raffica dei comunicati ufficiali della SSC Napoli. Ritiro sì, ritiro no, gli hotel sono pieni ed un ammutinamento da gestire già è troppo, figuriamoci due. Ecco che per limare le tanto invocate incomprensioni di squadra, si è ricorso al tradizionale metodo made in Naples: la cena. Eh sì, perchè davanti ad una mozzarella ed un bicchiere di vino, una bella cantata insieme ed un inciucio, tutte le vecchie ruggini vengono superate (LA NOTIZIA). Scurdammece o passato, intonano all’ombra del Vesuvio e, nonostante qualche faccia scura, la voglia di stare insieme è prevalsa su tutto. E se i risultati sono quelli di sabato pomeriggio al Maradona, mi offro volontaria per offrire già a settembre una pizza a tutti nella prossima stagione.

Giorgio, Giorgiano, Cuara e Zizì

Nella settimana di Napoli-Sassuolo, le novità non sono mancate. Il presidentissimo ADL infatti, non ha presenziato soltanto alle indimenticabili cene di Pozzuoli ma soprattutto a tutte le sedute di allenamento a Castel Volturno. Occhialetto da sole e rigorosamente divertito tra un torello, una corsetta ed una partitella in famiglia, si è trovato il tempo anche per un’intervistina. Il futuro del Napoli ma anche il passato: a non volere Ibra in azzurro è stato Gattuso, a perdere lo scudetto non è stata la mentalità ma l’inesperienza però, i colpi in canna già ci sono, come quello di Cua…Kva…Kua… insomma, lui. Come Bruno di Encanto, anche in questo caso il suo nome è impronunciabile, pena la trasformazione in una statua di marmo. Ci prova il giornalista, meno De Laurentiis: “Lo chiamerei Giorgia ma già esiste e canta, Giorgio o Giorgiano non è il caso…Gli troveremo un soprannome come Ciro, magari Zizì!” (LE PAROLE). Nel frattempo mi sono cautelata ed ho imparato a scrivere il nome: Khvicha Kvaratskhelia, per gli amici Cuara. Benvenuto!

I 20.000 della discordia

Arriviamo finalmente a Napoli-Sassuolo, nella settimana più difficile della stagione, quella dell’amore tradito, perduto, sofferente. I miei annunci nei giorni precedenti li ho fatti: così come nella vita, sono abituata sempre ad affrontare ogni tipo di situazione, senza fuggire. Arrabbiati sì, ma sempre innamorati, così come hanno urlato a squarciagola i 20.000 del Maradona che hanno deciso di seguire, con merito, la squadra nell’ennesima gara. Uno spettacolo: 4 reti in 21′ minuti e scroscianti applausi per Mertens e Koulibaly, gli unici mai contestati. Anche prima della gara infatti, una doppia rappresentanza delle curve ha seguito il Napoli fino all’arrivo a Fuorigrotta, epitetando giocatori e società in malo modo (LA NOTIZIA). “Il tifoso ha sempre ragione”, ha tuonato in settimana ADL, un po’ meno invece la ha Spalletti quando “si accontenta” dei 20.000 spettatori in un tempio del calcio come quello azzurro, abituato a ben altri sold out (LE PAROLE).

21′ da applausi

Napoli-Sassuolo è il pomeriggio che non ti aspetti, la gioia dietro l’angolo anche se il mondo è circolare. Koulibaly, Osimhen, Lozano e Mertens superano Consigli in soli 21′ in una gara che non ha mai visto pericoli nelle zone di Ospina, tranne il gol della bandiera nel finale di Raspadori. Ancora Mertens e Rrahmani nella ripresa per un risultato tennistico che fa comprendere bene le vere potenzialità del Napoli, che non sono di certo quelle di Empoli (LA PARTITA). E lì dove i sorrisi si scandiscono ad un ritmo infernale a tempo dei bellissimi gol partenopei, la mente vola e si estranea, rievocando il dolore della delusione, sale su una ferita che ancora deve rimarginarsi. I ko in casa, gli scivoloni contro Fiorentina ed Empoli, il pari con la Roma, l’Inter ad intermittenza ed il Milan lì in vetta. Sì, si poteva sognare fino alla fine, sì, i tifosi lo avrebbero meritato. Ed ancora sì, era necessario crederci un po’ in più, tutti insieme, realmente. Dovrà essere un promemoria importante per un futuro, si spera, non troppo lontano.

Dries sono ADL, apri

Alla fine di Napoli-Sassuolo una foto ha svegliato il web, ancora focalizzato su Empoli-Napoli: è Dries, con baby Ciro ed il presidentissimo, sorridenti negli spogliatoi del Maradona con un tweet che ha strappato un sorriso. La proposta di contratto al piccolo 14 (LA FOTO), che con uno sguardo arcigno e poco convinto verso il numero 1 del club dall’alto del suo primo mese di vita, apre al futuro in azzurro anche del suo papà, sempre più amato ed idolatrato dalla tifoseria (GLI AGGIORNAMENTI). Chissà Ciro Romeo cosa stesse pensando: “Presidè, caccia i Plasmon!” l’ipotesi più concreta, anche perchè, obiettivamente, anche nella stessa foto con Tommy Starace era distratto dall’odore del caffè. Insomma, ha già capito tutto, pronto a godersi ancora a lungo quella magliettina azzurra che gli sta così bene, come i suoi occhi, all’unisono con il cuore di papà Dries e mamma Kat, per la gioia di una città intera.

The Champioooons

Napoli-Sassuolo è ormai archiviata, così come tre punti importanti per i partenopei che anticipano la vittoria della Juventus che segue, sulla scia. La zona Champions è blindata, così come la speranza resta quella di mantenere il terzo posto che Insigne e soci meriterebbero senza ombra di dubbio per quanto visto in questa stagione. Le parole di Mertens sono emblematiche: c’è delusione tra il gruppo squadra, perchè la consapevolezza del proprio valore, almeno al pari delle prime della classe, era palpabile. E per quanto valga, anche io concordo con la sua analisi (LE PAROLE). C’è da considerare però, anche il risvolto della medaglia ed è compito di Spalletti ricordarlo: l’obiettivo stagionale primario, fondamentale per il futuro, era proprio il ritorno nell’Europa che conta. Solo così si può essere ancora competitivi e riprovare a sognare già dal prossimo anno. Amen. Alla prossima con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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