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Napoli-Genoa con le emozioni dell’addio di Insigne tra i cd di Pino, l’anima napoletana e Spalletti showman – Le Pillole del Campionato del Napoli

Napoli-Genoa

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Napoli-Genoa ha riassunto in un pomeriggio tutti i motivi per cui amiamo il calcio: le emozioni, l’affezione alla propria maglia, la passione dei tifosi, non solo quelli di casa ma anche gli ospiti che, dopo aver macinato chilometri, non smettono di cantare anche con il cuore spezzato

Napoli-Genoa ha lasciato spazio non solo al bel calcio giocato degli azzurri di Spalletti ma soprattutto alle emozioni, quelle che hanno avvolto in un eterno abbraccio virtuale gli ultimi 90′ partenopei del capitano Lorenzo Insigne, pronto per l’avventura canadese. Una giornata difficile da dimenticare, così come le prodezze del 24 in questi formidabili anni all’ombra del Vesuvio. Ma non solo la commozione del match: le parole dei protagonisti e l’ennesima settimana turbolenta, tutto come sempre nel Le Pillole del Campionato del Napoli!

Ridateci Pino

Napoli-Genoa è iniziata ben prima di domenica, già in settimana, quando Spalletti ha parlato in conferenza stampa e si è confermato un ottimo showman. Eh sì, perchè ha ballato tra le domande piccate della stampa, gliene ha cantate quattro ed ha suonato note acute e stridule, che hanno risuonato ed ancora risuoneranno per tanto tempo. Focus sul presente, sul futuro ed anche sulla sua Pandarella, rubata ormai da mesi (LA NOTIZIA), riprendendo un particolare striscione di una frangia di “tifosi” esposto all’esterno del Maradona (LA FOTO). L’auto, ormai vetusta, la potrebbero anche non restituire anche se, all’interno, c’erano degli oggetti di valore inestimabile: i cd di Pino Daniele (LE PAROLE). Eh no, così non si fa. Tenetevi la Panda ma Pino no, Pino è nostro per sempre.

Non sarà mai un addio

Napoli-Genoa è un colpo d’occhio d’amore appena si salgono le scale del Maradona: lo stadio, pieno fino all’ultimo sediolino, è stracolmo d’amore e, dopo tanto tempo, batte all’unisono per salutare al meglio il suo capitano. Strano il calcio, così come la vita: spesso ci si accorge dell’importanza di una persona solo quando ci priva della sua presenza, delle sue rassicurazioni, della sua costanza. Ma infondo, solo quando si ama davvero si riescono a superare insieme gli ostacoli, comprendendo anche quando è il momento perfetto per lasciarsi alle spalle il passato. Le targhe, i regali, la squadra commossa, i tifosi in lacrime, le bellissime parole di Lorenzo, le poesie, i cori e gli striscioni (LA CERIMONIA). Persino le parole più belle sminuirebbero ciò che abbiamo vissuto e provato, inimmaginabile ciò che ha  sentito Insigne per una giornata davvero assurda. Ci mancherai ed anche tanto Lorè. E non preoccuparti, perchè, anche se così non sembra, ti abbiamo sempre capito. E’ solo che a volte l’amore fa compiere strani gesti. E saremo sempre qui, consci di non essere mai soli, così come non lo sarai mai tu. Perchè capitani del Napoli lo si è per sempre (LE SUE PAROLE).

L’anima napoletana e la casetta in Canadà

No ragazzi, non è ancora arrivato il momento di Napoli-Genoa perchè in settimana, un altro avvenimento ha scosso le orecchie dei tifosi azzurri. Sono le parole del presidentissimo De Laurentiis che ha gettato nel calderone un bel po’ di temi. Dall’impossibilità a costruire uno stadio nuovo ma con la grande volontà di creare un Maradona sempre più bello fino all’anima napoletana, quella che sta studiando per vedere se Spalletti ne è fornito. Anima o non anima, sicuramente il tecnico partenopeo è fornito di grandissima pazienza, che poi ha iniziato a vacillare persino al rinfaccio di vivere in albergo e non in casa a Napoli. Scelte di vita, le stesse che hanno condiviso numerosi tecnici del passato ma che forse sottolineano qualche elemento ancora da chiarire tra le parti. Così come un punto interrogativo lo rappresenta l’addio di Insigne, eventualmente riaccolto in futuro a braccia aperte se la casetta in Canadà dovesse crollare. Sì, avete letto bene, parola di ADL (IL VIDEO). 

Il paradosso del calcio

Finalmente torniamo al calcio giocato e parliamo di Napoli-Genoa, la partita dei paradossi. Si inizia dai 30 gradi del Maradona, 50 nei Distinti col sole di fronte, ustioni riportate ed il collasso contemporaneo di un piccione ed uno steward. Si passa dalle emozioni dell’addio di Insigne fino ad una gara vera in campo, con i difensori del grifone specializzati in anticipo difensivo in tuffo, con coefficiente di difficoltà da medaglia d’oro. La tempra però non regge ed è Napoli show: apre le marcature Osimhen con uno stacco imperioso, Lobotka show alla stregua di Ronaldinho salta tutti e, come nella più romantica delle storie c’è spazio anche per Insigne. Al secondo tentativo, però. Eh sì, perchè il primo calcio di rigore si infrange sul palo ma Fabbri, o forse la provvidenza, suggeriscono la ripetizione. E meno male (L’ANALISI). Ma il paradosso è anche lì dove, da un lato dello stadio c’è una festa in onore del suo Masaniello, dall’altro una squadra che chiede scusa ad un settore ospiti meraviglioso, che non ha mai smesso di cantare nonostante il fantasma della B ed il cuore spezzato. Chapeau, sperando di rivederci presto in A, amici genoani (LA NOTIZIA).

La bolgia

Terminiamo l’analisi pillolesca della settimana di Napoli-Genoa con un dato di fatto ed un auspicio personale per il futuro. Quella appena trascorsa è stata una settimana difficile per il tifo azzurro, paradosso difficile da spiegare razionalmente, per una squadra che ha lottato per lo scudetto fino ad un mese fa ed ha conquistato un ottimo piazzamento Champions con tre giornate di anticipo. Certo, non deve essere un alibi e non sta a me giudicare le delusioni, comprensibili e giuste, di una piazza che ha estremo diritto e dovere di sognare in grande. Ma vorrei che, per la prossima stagione e già dal ritiro di Dimaro, si ripartisse proprio dalla bellissima domenica vissuta ieri. Da quella sinergia magica tra squadra e tifosi che mette i brividi, dal Maradona 12° uomo in campo che trascina i suoi beniamini in ogni secondo di gara, dai cori, dai colori, dalle lacrime dei bambini che spero siano sempre e solo di gioia. Dai gol, dai veterani, dai sorrisi, dagli abbracci in campo. Ma soprattutto, da un Napoli ambizioso e senza paura di sbagliare, di provare e di mettersi in gioco, rigorosamente tutti insieme. Alla prossima con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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