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Fabian non rinnova il contratto

Contratto Fabian

Fabian Ruiz: il suo ruolo nel Napoli 2019-2020.

Fabian non rinnova il contratto

GdS, decisione clamorosa di ADL. Si rischia nuovo caso Milik

Le conseguenze potrebbero essere le stesse come per Milik: l’essere messo fuori squadra fino alla scadenza contrattuale.

La dirigenza partenopea è sempre più impegnata a costruire la squadra da affidare a mister Spalletti per garantirgli di affrontare con serenità, ma anche

con la voglia di raggiungere obiettivi importanti, sia il campionato, sia la Champions League, passando attraverso la Coppa Italia.

Il gran lavoro di Giuntoli

Il lavoro da fare, da parte di Cristiano Giuntoli, è di grande rilievo per tentare di far comprendere e accettare il progetto Napoli ai calciatori, ma ancor di più

ai loro agenti, abituati a ragionare tenendo conto anche del “vil danaro”.

Questo il punto essenziale che sta creando non pochi problemi ai contratti in scadenza: non è nella logica delle trattative rinnovare a parametri inferiori

rispetto alle cifre concordate e riconosciute in passato.

Bisogna sposare il progetto Napoli

Considerato questo punto di vista allora sarebbe totalmente inutile anche sedersi ad un tavolo, ma Giuntoli sta invitando tutti a riflettere sul progetto

Napoli che, se condiviso, potrà nei prossimi anni portare grandi vantaggi, alla società, ma soprattutto a chi in questa società vi lavora con serietà e professionalità.

In pratica sarebbe come dire ai propri calciatori di accettare oggi un taglio negli emolumenti per poter poi gioire in futuro di scudetti vinti e, chissà,

anche di coppe dei Campioni.

Intanto vi è una fase di stallo per la trattativa di rinnovo di Fabian Ruiz.

Lo spagnolo non ha raggiunto l’accordo con la società che gli aveva da tempo proposto il prolungamento.

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport scrive: “In questo caso le intenzioni di De Laurentiis potranno avere uno sviluppo clamoroso, come già avvenne nell’estate di due anni fa con Arek Milik. Il centravanti polacco infatti non accettò allora la proposta di rinnovo di contratto e il presidente impose il pugno duro: l’attaccante si allenava a parte, non più con la prima squadra”.