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Viviani: Piotr non si discute, è adeguato alla filosofia di Spalletti

ADL blinda Zielinski

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Fabio Viviani, ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Udinese. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Possibile cessione di Zielinski? “La qualità tecnica di Piotr non si discute. È adeguato alla filosofia di Spalletti: può giocare da sottopunta, ma anche come mezz’ala. Ha le capacità di cambiare il sistema di gioco costantemente, spesso questa caratteristica puo rappresentare l’arma in più di una squadra”. Il Napoli si sta indirizzando verso il 4-3-3, anche se nel calcio attuale non ci si focalizza più sui moduli…”I calciatori ormai si sono evoluti. Spalletti è un allenatore preparato da questo punto di vista. Durante il corso della partite, si può cambiare il sistema di gioco in base alle esigenze della gara con determinati calciatori, a seconda della loro duttilità. Per cambiare l’interpretazione del match, non è più necessario effettuare delle sostituzioni; si può mantenere ugualmente l’equilibrio della squadra”. Con il nuovo calendario di Serie A, cosa cambia dal punto di vista della preparazione? “La preparazione è mutata nel corso degli anni. L’intensità medio-alta è fondamentale per le tante partite ravvicinate. Per quanto concerne la preparazione estiva, tuttavia, non ci sono stati cambiamenti vistosi rispetto al passato. Anche se ci sono carichi di lavoro aerobica minori”. In casa azzurra, quanto è importante ingaggiare calciatori prima che si arrivi a ridosso dalla fine del calciomercato? “Gli allenatori vorrebbero sempre la rosa già completa durante la prima settimana di preparazione estiva. Quest’anno, purtroppo, il campionato comincia prima, avere la rosa completa al 90% sarebbe importante per Spalletti e tutti i tecnici, ma spesso la situazione della squadra dipende dalle regole del calciomercato”. Perché i giovani italiani decidono di recarsi all’estero piuttosto che restare in Serie A? “La forza economica preponderante è un aspetto da tener conto. Inoltre, in Italia domina il timore di far debuttare i giovani e di puntare sulla loro qualità, a differenza dei campionati esteri. Si tratta di avere una dose maggiore di coraggio per affidarsi ai ragazzi talentuosi; bisogna concedere loro la possibilità di giocare e di sbagliare. I giovani non vengono migliorati, abbiamo a volte soltanto l’obbligo di far giocare loro, sprecando tante possibilità rilevanti”.