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Napoli-Spezia e l’urlo di Raspagol tra un pazzo turnover e sette giorni di fuoco – Le Pillole del Campionato del Napoli

Napoli-Spezia scuote il tepore di un sabato pomeriggio di fine estate e regala al Maradona la grande gioia del gol vittoria di Raspadori al fotofinish insieme alla conferma della vetta della classifica

Napoli-Spezia ha atteso ben 89′ prima di vedere gli azzurri superare, con merito, la porta difesa da Dragowski. Il turn over molto ampio Spallettiano premia Raspadori che nel finale trova la traiettoria giusta per far esplodere ancora una volta Fuorigrotta di gioia. Ma non solo le difficoltà dei 90′. Le parole di Spalletti, i prossimi 7 giorni di fuoco partenopei e tutte le novità all’ombra del Vesuvio nelle Pillole del Campionato del Napoli!

Crisi da turnover

Napoli-Spezia non è affatto il caffè post pranzo delle 15 che aiuta nello sprint del prosieguo di giornata ma il babà che invece di addolcire il fine pasto si mette sullo stomaco a mmò di “chiummo”. Nulla è semplice in casa azzurra e se il big match da sogno contro il Liverpool era ormai già un bellissimo ricordo, regnava sovrana già da giorni la consapevolezza che la vera insidia sarebbe stata proprio quella del campionato. Spalletti ci mette il carico da 90: titolari Juan Jesus, Ndombele, Politano e Raspadori, cambiando ancora una nuova le carte in tavola tra centrocampo ed attacco. E chi la gioca questa palla? Non lo sa neanche il tecnico azzurro che al 15′ è già affranto, con la clavicola in mano e le braccia in cielo a mmò di Cristo di Rio. Crisi isteriche da turn over (IL COMMENTO). 

Il fantasma pasticciotto

Napoli-Spezia scorre via e, nonostante le centinaia di occasioni create sin dai primi minuti con il solito scatenatissimo Kvara, il risultato non si sblocca. Ad ogni conclusione degli attaccanti azzurri, davanti all’area di rigore, si materializzava un’ombra incombente, sempre più grande. “Sarà quella gufesca di Milik”, borbottano sugli spalti. Ed invece no, c’era un elemento che faceva ben intendere la sua provenienza. Tra le mani, a mmò di spauracchio, brandiva una maglia giallorossa ed un dolcetto alla crema fumante. Eh sì, è proprio il fantasma pasticciotto, direttamente da Lecce, a ricordare al Napoli quanto “le piccole” possano far male al Maradona. Che poi si sa, già dallo scorso anno è fraterno amico del fantasma spezzino, che ci prova sempre a mettere lo sgambetto. Ma questa volta l’aria è diversa, questa volta, si festeggia al 90′ (L’ANALISI).

Raspagol

C’era una volta un ranocchio che voleva diventare un principe. La sua casa era in un laghetto vicino Modena ma il suo più grande sogno era cullarsi in acque più nitide, lì dove il sole bacia terre inesplorate. “Quasi quasi parto per Napoli”, racconta agli amici e, nonostante la sua giovane età, intraprende il lungo viaggio che non sarà privo di difficoltà. Accompagnato da un grande entusiasmo giunge a destinazione e lì, a pochi metri dal traguardo, qualcosa lo blocca. Ha la barba, l’aria arcigna ed una maglietta arancione e non ne vuole sapere di lasciarlo entrare: la strada è sbarrata. Poi, una voce lo scuote: “Non aver paura, giocala Raspa(L’INTUIZIONE)! Ed ecco che il ranocchio, quasi privo delle sue energie, in extremis ci prova e ci riesce: batte l’uomo barbuto e vince la sua scommessa, insieme ad una città intera, dimostrando di avere tutte le carte in regola per cullare la sua ambizione (IL COMMENTO DI SPALLETTI). Morale della favola: mai giudicare una persona dal suo passato, ancor meno all’inizio della sua avventura. Perchè il presente può riservare bellissime sorprese, basta concedere una giusta chance.

Pace fatta

Napoli-Spezia non è solo il gol di Raspadori e un equilibrio da trovare a braccetto con il turnover. E’ anche e soprattutto, la conferma del grande ritorno, convinto, del tifo che solo il Maradona può donare, quello che può fare la differenza fino all’ultimo secondo e sospinge a vincere gare che sembravano impossibili anche solo a sognarle, come accaduto contro il Liverpool. La serenità di una tifoseria che, seppur divisa, ha compreso in gran parte le necessità della società, delle scommesse sulle quali ha puntato e che in larga parte sta già vincendo, al netto delle sue potenzialità e possibilità. Ancora, il tifoso innamorato pazzo che riconosce il suo beniamino sempre con la maglia sudata, quella lucida follia dei giovani a caccia di un sogno, remando tutti nella stessa direzione. Ed è solo così che si possono costruire cose folli e sogni ambiziosi. Provare per credere.

7 giorni di fuoco

Con Napoli-Spezia archiviata, è tempo già di pensare all’incombente settimana. Si inizia da Rangers-Napoli, che fa paura solo a scriverla, in programma inizialmente martedì sera e poi rinviata a mercoledì per la morte della Regina Elisabetta (IL RINVIO). Il problema è la decisione della chiusura del settore ospiti, con tantissimi tifosi azzurri già in viaggio verso Glasgow. Ancora la sconfitta del calcio, insomma. Come se non bastasse, domenica si vola a Milano, sponda rossonera, questa volta con il settore ospiti aperto, per uno scontro davvero affascinante tra due delle tre capolista. Mancherà Osimhen, infortunato e mancherà anche Leao, squalificato ma lo spettacolo è davvero assicurato (LE ULTIME). Insomma, sette giorni che diranno tanto sulla forza, la tenuta e le ambizioni del Napoli: noi prepariamo sale, cornicielli e riti apotropaici, ce ne sarà davvero bisogno! Alla prossima!

Alessia Bartiromo
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