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Il Napoli oggi, Libero: “Un’atmosfera del tutto nuova negli spogliatoi, grazie a Kvara &C.”

Il Napoli

Il Napoli oggi, Libero: “Un’atmosfera del tutto nuova negli spogliatoi, grazie a Kvara &C.”

“Da troppo tempo si respirava un’aria permeata dagli umori dei cosiddetti senatori”.

Oggi la situazione è cambiata a tutto vantaggio della squadra di Spalletti e del presidente De Laurentiis.

La riprova sono i risultati sul campo che questo nuovo Napoli sta ottenendo, soprattutto giocando un calcio frizzante e con la collaborazione di tutta la rosa,

non solo di quelli che scendono in campo dal primo minuto.

Queste le considerazioni apparse sulle colonne di Libero relative al momento magico che il Napoli squadra sta vivendo e sta regalando ai propri tifosi.

Il nuovo clima all’interno dello spogliatoio azzurro è tutt’altra cosa rispetto a quello che si toccava con mano alcuni mesi fa. Oggi tutti lavorano con grande

responsabilità e con l’intento di migliorare se stessi in nome degli obiettivi societari. E le cose pare stiano andando per il verso giusto..

“I nuovi arrivati, fino ad adesso, non hanno fatto rimpiangere i partenti e le casse della società sono state messe a posto”…così scrive il quotidiano Libero sul

momento del Napoli.

“Una parsimonia che non è andata certo ad inficiare la qualità del gioco e dei suoi interpreti. Anzi.

Il merito, in questo caso, è tutto di Spalletti che ha osato, ha rifondato la squadra trovando la “famosa” amalgama in un telaio di squadra che già l’anno scorso

era arrivata terza in campionato.

I nuovi giocatori (il georgiano dal cognome impronunciabile Kvaratskhelia, il coreano Kim, Simeone e Raspadori su tutti) hanno dato nuova linfa ad

uno spogliatoio troppo legato agli “umori” dei senatori ceduti come Insigne, Koulibaly e Mertens, che forse proprio nella città del Golfo avevano fatto il loro

tempo.

Nel Napoli ora non mancano la qualità e la personalità che già c’erano, ma quelli di adesso (ed è il segreto che potrebbe dare la svolta ad una stagione da

ricordare), hanno in più anche tanta “fame” di vittorie che probabilmente chi è andato non aveva più”.