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Auriemma: i motivi della mancata vittoria del campionato 21-22

Auriemma

I motivi della mancata vittoria del campionato scorso, secondo Auriemma

Parole incandescenti pronunciate a Tele A, nel corso di un’intervista, dal noto giornalista napoletano Raffaele Auriemma:

“Napoli: a maggio lo spogliatoio era una polveriera, c’era chi chiedeva il triplo dell’ingaggio”

Il conduttore televisivo e radiofonico, ha profferito testuali parole:

“Non possiamo ignorare quanto accaduto a maggio”.

Tutto ciò è accaduto nel corso del salotto televisivo di Tele A, dove il giornalista è intervento analizzando il bel momento del Napoli, ma non dimentico di quanto accaduto in passato: “Lo voglio dire per l’ennesima volta: a maggio lo spogliatoio del Napoli era una polveriera.

In città si respirava un’aria bollente.

C’erano degli striscioni contro Luciano Spalletti, dei cori contro Aurelio De Laurentiis.

Tra i calciatori c’era poi chi voleva il triplo di quello che guadagnava, chi aveva già deciso da tempo di lasciare il club”.

“Poi per fortuna il capitolo è stato riscritto per intero e oggi siamo molto felici per quanto sta accadendo, ma non possiamo dimenticare quanto è accaduto nel mese di maggio.

Ragazzi, la storia è questa: non possiamo fare finta di nulla”, ha aggiunto Raffaele Auriemma nel corso del suo intervento.

In pochi mesi, in casa Napoli, c’è stata una vera e propria metamorfosi positiva. Ora tutto l’ambiente, dalla squadra ai tifosi, appare molto compatto,

soprattutto per gli ottimi risultati che la squadra di Spalletti sta ottenendo sia in campionato, sia in Champions.

Il record di otto vittorie consecutive non è da poco e stasera potrà continuare la striscia positiva se al Maradona, nella sfida di ritorno di Champions,

l’Ajax dovesse schiantarsi contro un’altra prova positiva di Kvaratskhelia e compagni.

Mister Spalletti può davvero scrivere un’altra pagina di storia, ma lo dovrà fare nella consapevolezza di non poter utilizzare Osimhen e Rrahamani

contro i Lanceri, ma con la certezza degli apporti di Raspadori e Simeone, veri assi nella manica di Lucianone.