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Roberto Saviano alla Gazzetta: “Ho voglia di tornare allo stadio! Grande Napoli ma ecco cosa temo. Vi spiego la mia ammirazione per Kvara…”

Roberto Saviano ha parlato alla Gazzetta dello Sport: dalla voglia di rivedere il Napoli dal vivo fino all’obiettivo Scudetto passando per l’ammirazione per Kvara.

Roberto Saviano alla Gazzetta: “Ho voglia di tornare allo stadio! Grande Napoli ma ecco cosa temo. Vi spiego la mia ammirazione per Kvara…”

Roberto Saviano, giornalista e scrittore napoletano, sotto scorta dal 2006 per la pubblicazione del libro “Gomorra”, ha parlato della sua passione per il Napoli ai microfoni de “la Gazzetta dello Sport”.

La voglia di ritornare a guardare il Napoli dagli spalti e la “paura Scudetto”, questi alcuni temi trattati dallo scrittore.

Ecco le sue parole:

“Manca lo stadio? Non poterci andare mi fa soffrire. Faccio fatica a chiamarlo stadio Maradona, temo di esser troppo vecchio e continuerò a chiamarlo San Paolo. Ma prima della fine del campionato voglio andarci. Sto pensando come essere invisibile perché il Napoli dovrà vincere, altrimenti se la prima volta che torno allo stadio fa male, poi si nota… ed è malamente. Con che maglia tornerò allo stadio? Quella di Kvara che ha detto no a Putin.

Il Napoli? Mi piace moltissimo, per lo spirito con cui gioca. Si vede che si diverte, che è un gruppo in armonia. Non c’è un leader che detta la sua linea e comanda. Sono rappresentate tantissime nazionalità, lo spogliatoio trasmette l’idea di comunità. Io lo vedo come un Napoli internazionalista, accogliente e libertario, contro il populismo scontato dell’individualità”.

Ancora su Kvara (e non solo): “Mio padre me lo aveva segnalato prima che ci pensasse il Napoli. Lo aveva visto nell’Under 21. Mi piace perché non ha la faccia del calciatore, ma di un bambino timido che gioca in strada. E poi perché giocava in Russia, e alla scoppio della guerra è tornato in patria, anche a costo di perdere le chiamate dei ricchi club tedeschi. Il Napoli è stato bravo a inserirsi. Per me Kvara è uno che ha detto no a Putin, anche se non parla mai delle pressioni subite quand’era al Rubin Kazan. Ma anche Osimhen mi entusiasma, anche lui ha una corsa allegra, da ragazzo di strada, va in fuorigioco per troppa passione. La maschera lo ha reso più iconico. Kim poi mi ha fatto impazzire quando ha chiesto scusa per un errore contro l’Udinese”.

Chiusura sul sogno Scudetto: “Cosa temo per il titolo? Da tifoso: che non ce lo facciano vincere… Che si metta in moto la grande macchina che spinge le squadre del Nord. Seconda paura: come ripartiremo dopo il Mondiale. Con l’Inter gara chiave, scopriremo se siamo quelli di prima”.