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Serie A traumatizzata dalla forza del Napoli, secondo il CdM

Serie A

Serie A traumatizzata dalla forza del Napoli, secondo il CdM

Il Corriere del Mezzogiorno propone sulle proprie colonne un’analisi attenta di ciò che sta succedendo nel calcio italiano, riconoscendo alla società di De Laurentiis e al tecnico partenopeo Luciano Spalletti, la forza della squadra azzurra, capace di mettere in riga tutte le altre e imporre il proprio dominio attraverso un calcio giocato effervescente, studiato nel metodo e praticato con l’intelligenza dei singoli calciatori, ognuno calato nel proprio ruolo, ma anche disposto al sacrificio nell’aiutare gli altri.

La forza del Napoli è lo spogliatoio

La forza del Napoli sta nello spogliatoio, compatto, fiducioso di quanto i calciatori possono regalare ai tifosi, indisponibile a polemiche di ogni tipo.

Secondo il CdM  la gara del Napoli contro la Juventus ha rappresentato la prova di forza che ha traumatizzato tutta la A e, aggiunge, con questo Napoli non c’è nulla da fare per le altre.

Ecco come il CdM presenta l’argomento:

“Venerdì sera, battendo la Juventus, il Napoli ha allungato in vetta alla classifica e il pari del Milan ha portato il vantaggio sulla seconda a nove punti. Un po’ come se superando i bianconeri la formazione di Luciano Spalletti abbia mandato un messaggio anche ai rossoneri e alle altre inseguitrici. L’altra sera il Napoli ha offerto una dimostrazione di tecnica, tattica e fame agonistica che ha vinto le resistenze non solo della squadra di Allegri ma di tutta la Serie A. Una resa senza condizioni. È come se i calciatori di Pioli si fossero guardati negli occhi e avessero compreso che contro questo Napoli non c’è niente da fare. Ed è vero, la squadra di Spalletti è di gran lunga la squadra più attrezzata e competitiva del calcio italiano. Per una serie di ragioni che puntualmente vengono rimosse perché estranee alla grottesca narrazione che da sempre accompagna il Napoli. Lo storytelling per cui la Juventus incarnerebbe il Nord produttivo e imprenditoriale, e il Napoli ovviamente la confusione organizzata, l’estro indissolubilmente legato alla discontinuità. La realtà è tutt’altra ma è dura scardinare la narrazione, un po’ per l’evidente disparità di forze editoriali tra Nord e Sud e un po’ per l’autolesionismo che da sempre contraddistingue il racconto napoletano del Napoli”.