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Napoli-Milan, psicodramma in un silente Maradona tra una batosta mortificante e il giallo della maschera – Le Pillole del Campionato del Napoli

Napoli-Milan non sancisce solo una sonora sconfitta per gli azzurri nel primo match dei tre di aprile contro i rossoneri ma rappresenta un vero e proprio psicodramma sportivo con numerosi aspetti da analizzare sia in campo che sugli spalti

Napoli-Milan è gara a sè con gli azzurri mai scesi realmente in campo: prestazione tatticamente perfetta degli uomini di Pioli che sfruttando una serata completamente storta dei partenopei, scarichi dai viaggi delle varie Nazionali e che risentono dell’ambiente ostile della protesta delle curve. Il tifo ospite ha persino preso il sopravvento con offese, cori denigratori nei confronti di squadra, città, supporter di casa, campionato e giocatori avversari, con uno scenario paradossale per un undici che si appresta a conquistare il suo terzo scudetto della storia. Ma non solo questioni di campo: le voci dei protagonisti, l’analisi degli accadimenti e tutte le curiosità nelle Pillole del Campionato del Napoli!

Il giallo della maschera

Che Napoli-Milan non sarebbe stata gara facile lo si era capito già venerdì quando la città partenopea è stata svegliata da una notizia terribile: Osimhen ha perso la sua maschera. DRAMMA! Inutile mentire, sappiamo benissimo che il forte attaccante azzurro utilizza la protezione al viso ormai come vezzo scaramantico e non come precauzione e la notizia ancor più singolare è che non ne ha neanche una di riserva, dovendo attingere al primo prototipo, quello fastidioso. Panico tra i supporter azzurri che hanno pensato al peggio…che poi è arrivato qualche ora dopo. Lesione distrattiva all’adduttore e stop di almeno 15 giorni. Se De Laurentiis e Spalletti hanno seminato una finta calma (LE PAROLE) la mente vagava già nel futuro e al triplo impegno contro i rossoneri, Champions compresa. “Tranquilli, ci pensa Cholito” ma nel frattempo ‘na maschera in più procuratela, iamm bell. 

Ferita profonda

Napoli-Milan inizia ancor prima del campo, con la protesta degli ultras all’esterno del Maradona. Le motivazioni sono svariate: i toni sono duri ma i modi pacifici e colorati (LA PROTESTA) mentre all’interno si consuma un vero e proprio psicodramma. Prima il silenzio, poi le spalle all’ingresso in campo dei giocatori e l’imposizione a tutta la curva dello stesso modus operandi. Rissa, pugni, calci, spinte e persino cinghiate mentre la squadra è lì, in campo, a giocarsi una gara importantissima. E ancora silenzio, troppo silenzio mentre i tifosi rossoneri, in massa, hanno deriso e offeso in maniera becera città, squadra, calciatori e tifoseria (L’EPISODIO). No, non è questo il calcio che amiamo, non è l’idea di protesta civile o ancor meno di tifo in prossimità di un momento storico come quello della vittoria di uno scudetto. Che si trovi un altro modo per risolvere le proprie questioni con la società, che non includa mai e mai più il terrore di adulti, donne e bambini nello scappare da un luogo che dovrebbe rappresentare una seconda casa.

La reazione

Mentre in campo Napoli-Milan sancisce il predominio assoluto dei rossoneri, sugli spalti le orecchie sanguinano alle continue offese dei supporter rossoneri che oltre i napoletani e la splendida città di appartenenza, prendono di mira in maniera continuata Politano. Prima, è reo di esser caduto ai continui falli di Theo Hernandez reagendo con istinto, poi semplicemente perchè ha un passato importante con i “cugini” dell’Inter. I tifosi nello spicchio del settore ospiti sono un martello e dall’altro lato non c’è reazione. La stessa però, l’ha umanamente lo stesso Politano che vi si rivolge in maniera alquanto palese e “mascolina”, di Tottiana memoria. Perchè quando non c’è nessuno che ti difende, lo si fa da soli..ma come ha dichiarato Spalletti, il tifo che non canta pesa come l’assenza di Osimhen. Ricordatelo. 

Dente avvelenato

Il Napoli non è praticamente mai sceso in campo contro il Milan, fantasma della squadra che abbiamo visto in tutto il campionato e in Champions (LE PAGELLE).  Eppure, c’è chi aveva un bel po’ il dente avvelenato a riguardo. E’ Stefano Pioli, che ha seguito le linee guida della tifoseria ricordando alla vigilia chi sono i campioni d’Italia in carica e motivando la sua squadra verso una risurrezione Pasquale..che per l’appunto c’è stata al Maradona (LE PAROLE). Ciò che non era piaciuto all’ambiente Milan, sono stati i festeggiamenti di parte della tifoseria nell’aver trovato i rossoneri nel bussolotto di Champions. Inutile spendere settimane intere a spiegare che quella gioia riassumeva l’aver evitato l’altro lato del tabellone, con le big Real Madrid, City e Bayern. Inutile far comprendere che ogni gara è gara a sè, da tripla, così come lo sarà anche per i rossoneri. Perchè vincere una battaglia è ben lungi dall’aver vinto la guerra, ancor di più se in campionato si resta molto, molto lontani.

Calma&Pasticciotti

Napoli-Milan è alle spalle e come dichiarato da Spalletti, è necessario guardare già avanti per la settimana corta e la trasferta di Lecce venerdì pomeriggio (LA CONFERENZA). Un brutto incidente di percorso che con tanto lavoro e spirito di gruppo può diventare solo un amaro ricordo. C’è da ritrovarsi nella mente: perchè al di là di una splendida città già colorata e bardata d’azzurro in attesa di un grande giorno, bisogna sempre restare ben focalizzati sull’obiettivo, gara dopo gara. Bisognerà valutare un piano B contro squadre come Lazio e Milan che hanno compreso come bloccare le fonti del gioco azzurro in una serata completamente storta, comprendere che il gioco con attaccanti diversi è al contempo diverso, avere il coraggio di scelte impopolari ma forse giuste per privilegiare chi è sereno e sta meglio fisicamente. Ai posteri anzi al campo, l’ardua sentenza. Intanto, tutti tranquilli e in mano i cornicielli! Alla prossima con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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