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Napoli-Milan, il giorno dopo: l’inconsolabile Spalletti applaude gli azzurri tra le lacrime di Kvara, gli infortuni e un Maradona ritrovato – Le Pillole del Campionato del Napoli

Napoli-Milan sancisce l’addio degli azzurri dalla Champions League, con il ko rimediato a San Siro e il pari del Maradona che ha condannato l’undici di Spalletti all’eliminazione

Napoli-Milan ha vissuto numerosi capovolgimenti di fronte, con un calcio di rigore a testa parato da Maignan e Meret, le numerose occasioni non concretizzate dai partenopei, ben tre infortuni rimediati dal team di casa, il gol subito nel miglior momento e polemiche arbitrali. Davanti a sé un Milan arcigno e difensivamente perfetto che, all’italiana, ha chiuso tutti gli spazi a Osimhen e soci, capitalizzando con cinismo l’unica vera azione da gol creata. Ma non solo le questioni di campo: le lacrime di Kvaratskhelia, il Maradona ritrovato, le voci dei protagonisti e tutti i dettagli  nelle Pillole del Campionato del Napoli!

Maradona ritrovato

Napoli-Milan è durata una settimana intera, con l’attesa di un’intera città verso un sogno. La possibile maxi coreografia degli ultras, la pace fatta con il presidente De Laurentiis (LA FOTO) e il sold out di un Maradona chiamato a raccolta per essere tinto d’azzurro. Già nella gara del sabato in campionato contro il Verona, si era riascoltato il supporto dei tifosi di casa, la cui mancanza aveva rappresentato uno psicodramma nella disfatta interna contro il Milan. E questa volta, c’era da combattere ancora una volta insieme, ritornando ad essere il dodicesimo uomo in campo, per urlare al cielo quel THE CHAMPIONS che rappresenta un cammino perfetto, un obiettivo già storico. E nella notte che ha sancito qualche lacrima di tristezza, il Napoli ha ritrovato il suo pubblico che ha sì salutato la Champions ma al contempo ha applaudito i suoi eroi, artefici di una stagione davvero indimenticabile.

Lentine appannate e infortuni

Napoli-Milan inizia con il consueto assedio partenopeo che non porta però vantaggio concreto sul tabellone luminoso del Maradona. Ben sette tiri collezionati ma mai nello specchio e quando davanti ci si ritrova il solito super Maignan insieme a Calabria e Tomori davvero perfetti, è tutto ancor più difficile. La dea bendata però, sembra avere un conto in sospeso con Pulcinella. Prima il palese rigore negato per fallo su Lozano, poi il penalty fischiato al Milan e battuto da Giroud ma parato da Meret nel miglior momento degli azzurri e ancora la rete rossonera con la solita cavalcata di Leao che brucia sul tempo un distratto Ndombelè con Giroud che questa volta non sbaglia. Come se non bastasse, la doccia fredda del doppio infortunio di Mario Rui e Politano (IL BOLLETTINO). Eh sì, forse è davvero troppo.

Lacrime di stelle

Il Milan gestisce alacremente, il Napoli proprio non riesce a scardinare il bunker rossonero, sapientemente e nuovamente eretto da Pioli. Un Maradona impeccabile, pian piano diminuisce i decibel allo scorrere del tempo. Poi, all’82’, succede l’incredibile. L’arbitro Marciniak, tra una lentina appannata e un Var spento, decreta il calcio di rigore per il Napoli. Sul dischetto va Kvaratskhelia (LE PAGELLE). Beh, scelta sì discutibile ma considerando le sostituzioni operate, le alternative erano Marfella, Tommaso Starace e Simeone dalla tribuna autorità. Infondo, il concetto principe del calcio lo canta De Gregori dall’82 in maniera magistrale. “Kvara non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia” e i tifosi del Napoli ne hanno vista un bel po’ in questi mesi. Ma, Kvara, quella luce negli occhi non devi mai perderla, il sorriso e la voglia di divertirti con i compagni. E nulla fa se sbagli un tiro, se fallisci un cross. E’ quel coraggio che farà di te un grande campione e che, presto, trasformerà le lacrime di delusione in una gioia incontenibile.

Solo applausi

Napoli-Milan decreta la legge della forza psicologica prima di quella in campo, della tattica al di là della tecnica, della fortuna che aiuta gli audaci, degli episodi al dispetto della razionalità. Complimenti al Milan di Pioli (LE SUE PAROLE) cinico, spietato, affamato ma gli applausi del Maradona li merita assolutamente una squadra che ha costruito insieme un gruppo splendido e una stagione fenomenale, ben al di sopra delle aspettative e superando infiniti limiti. Certo, l’esperienza si colleziona e nel tempo farà la differenza: come dichiarato da Spalletti (LE PAROLE), gli azzurri hanno pagato l’ingenuità di innervosirsi, di non far fallo al momento giusto, di cadere nelle provocazioni. E che non si dica che sarebbe stata gara scontata: alla portata del Napoli, questo sì, come tutte le avversarie da quel lato del tabellone. E lo ribadisco anche nel day after. 

Da un sogno alla realtà

La Champions è stato un bellissimo sogno, come una splendida vacanza indimenticabile che colleziona momenti, attimi di intensa felicità e esperienze uniche. Che sia un ricordo che susciti un sorriso spontaneo, un nuovo punto di partenza per un futuro radioso. Per un sogno sfumato, ce n’è un altro che sta per essere conquistato ed è giusto voltare pagina: deve farlo al meglio un Napoli che ha bisogno di convogliare le migliori energie fisiche e mentali per il big match di domenica sera al cospetto della Juventus, in attesa della sentenza che questo pomeriggio potrebbe ridonare ai bianconeri i 15 punti di penalizzazione in classifica. Un Napoli ad un passo da un traguardo storico, che manca da 33 anni, che potrà consolare anche la delusione di Spalletti nell’aver fallito la qualificazione in semifinale di Champions. Tutti, uniti, verso un unico obiettivo che dista 11 punti: forza, non si molla! Alla prossima con le Pillole del Campionato del Napoli!

Alessia Bartiromo
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