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ADL: la conferenza stampa

Il Napoli

ADL : la conferenza stampa

Ricostruiremo un Napoli fortissimo” questo e tanto altro ha detto ADL nel suo incontro con la stampa di ieri. Ma andiamo per ordine!

Aurelio De Laurentiis ha organizzato una conferenza stampa a Palazzo Petrucci per presentare i ritiri della squadra azzurra in programma quest’estate a Dimaro e Castel Di Sangro, ma nell’occasione ha affrontato anche altri temi.

Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni:

“So che molti aspettano novità da me, ma oggi noi parleremo del Trentino e dell’Abruzzo e poi entro il 31 maggio faremo una bella conferenza stampa che seminerà tutto il futuro che noi stiamo organizzando.

Ma poiché non siamo pronti, capisco che voi siete ghiotti di notizie che però non esistendo non vi posso dare, altrimenti si parla di caz**ggio e visto che mi conoscete io non caz*eggio.

Mi va di essere preciso nelle mie affermazioni. Oggi non vi posso dare nessuna notizia.

L’unica cosa che posso dirvi è quella che voi avete fatto circolare da tempo, ovvero che ci sarà un nuovo direttore sportivo che dovrebbe quindi palesarsi al più presto così da poter già agire sul mercato sia in uscita che in entrata”.  Chiaro il riferimento a Manna.

“Stiamo ripartendo con una ricostruzione totale che non possono non considerare la temporalità.

Bisogna investire bene e soprattutto non avere fretta. 

Bisogna fare programmazioni serie senza affidarsi alla fortuna. Noi siamo gli unici responsabili delle nostre azioni.

Io sapevo perfettamente che quest’anno non sarebbe andata con successo tant’è che lo dissi anche.

Dissi ‘quest’anno non competeremo per lo scudetto’ ma era normale, era nell’aria, e io ho accettato di vivere questa grande soddisfazione dello scudetto ma di vivere anche questa misera annata che però serve anche per capire, per fare il punto, per verificare che quello che si era già verificato dal 20 marzo e che poi ha avuto una sua continuità avesse radici profonde e ben diverse da quello che gli altri potevano pensare.

Le situazioni vanno sempre vissute dall’interno, parlare è facile.

Potrei dire di aver sbagliato a mandare via Garcia, chissà, ma di sbagli quando uno lavora se ne commettono.

 Quindi io chiudo un capitolo, ne apro un altro che adesso scriviamo con quella stessa attenzione che ha permesso a questa società di essere l’unica ad avere per quattordici anni l’Europa come frequentazione.

Poi se per una volta non ci vai non sarà una tragedia.

Faremo grossi respiri e gettate di aria, comprimeremo lo stomaco, ci concentreremo col cervello ossigenato e andremo avanti con grande passione.

Il tema stadio:

“Io sono stato un sostenitore di Bagnoli, però qui mentre il primo cittadino ovviamente pensa al 2032, io devo pensare a essere forte nell’immediatezza, quindi mi sono fatto una serie di domande e ho fatto delle analisi.

Ho pensato:  se c’è il bradisismo poi dobbiamo sgombrare 50mila persone e in uno stadio succede il putiferio.

Io mi sono messo l’anima in pace, oggi ho chiamato i miei architetti, ho detto: vi do un input, io voglio metterci non più di due anni dal momento in cui metto mani all’ex San Paolo che deve essere fatto in un determinato modo.

Quindi puntiamo sulla ristrutturazione del Maradona, a meno che Manfredi non farà promesse da marinaio.

Tra l’altro lui non c’è mai. Lui lo sa, gli dissi che qui non ho mai avuto bei rapporti coi sindaci.

Io ci metto i soldi miei, non ho bisogno di intrallazzi o finanziamenti, mi dovete firmare una cambiale in bianco di autorizzazione perché il primo che mi blocca i lavori mi alzo, me ne vado e in questa città non mi faccio più vedere perché sono stanco di questa gente che non sa dare seguito alle parole.

A settembre spero di poter mettere la prima pietra sul nuovo centro sportivo.

Per costruirlo ci vorrà più di un anno perché comprenderà dieci campi di calcio, diecimila metri quadri di uffici, strutture varie.

Ma devo trovare un posto dove le mamme possano stare tranquille di far arrivare i figli in sicurezza in pochissimo tempo dopo la scuola.

Castel Volturno? No, basta, ci siamo stati. Faremo una cosa a un quarto d’ora da Napoli”.

“Conte? Ne parlate voi”

Ancora De Laurentiis: “Conte? Ne avete parlato voi. Io ne ho parlato a novembre. 

Stiamo calmini, sembra ci sia solo un uomo pronto a guidare il Napoli verso lidi importanti.

L’avevo detto e lo ripeto, sarà difficile ripetersi dopo lo scudetto.

 Non puoi obbligare gli allenatori ad allenare una società o non puoi fare in modo che la tua prima punta faccia ventotto gol e che non stia male e che magari abbia partecipato al 50% delle partite che avrebbe dovuto giocare.

Io raccolgo tutto su di me, va benissimo, ma voglio dire, a un certo punto qualcosa la rimando anche al mittente.

Le scelte sono sempre state fatte in base allo scouting.

Poi se a un certo punto le scelte non si sono rivelate quelle presunte, io la mia parte d’investimenti come investitore l’ho fatta.

Abbiamo messo sul tavolo tanti milioni, abbiamo comprato parecchi giocatori. 

Avrei potuto dire: basta, si fanno solo prestiti. Invece abbiamo comprato anche a gennaio alcuni giocatori, 20 milioni per Ngonge ad esempio.

Io non mi sono mai tirato indietro, anche quando avevo capito che la stagione era compromessa e avrei potuto evitare alcuni investimenti.

Ma il calcio che tu pratichi è in fieri, non puoi improvvisamente creare uno stop.

Poi non ci sono solo i calciatori. Io non ho fatto scelte dirette, ho scelto solo Ngonge, volevo lui. 

Devi capire chi hai accanto a te e poi fare eventualmente dei correttivi.

Io non sono mai deluso. Nella vita ho sempre vinto, ma quando qualche film rarissimamente non è andato bene ho avuto una maggiore spinta.

Non servono scusanti, bisogna affrontare la realtà. Ci sono stati sbagli? Uno se ne assume la responsabilità. Altrimenti non si va più avanti.

Ci saranno nuove figure oltre ad allenatore e direttore sportivo”.

Sul modulo di gioco

“Nuovo modulo? Questo dipenderà dall’allenatore. 

Noi abbiamo scritto un libro di 19 anni, ora ne scriviamo un altro in un contesto di un calcio che sta andando alla deriva perché noi abbiamo una Lega inesistente, una Federazione traballante, due network privati che non fanno il bene del calcio perché non lo sanno gestire e dove addirittura noi andremo a rimetterci dei soldi.

Per cui stiamo cercando di fargli capire che quello che loro avevano promesso si concretizzerebbero in un bel nulla.

Nei prossimi anni incasseremo meno di quello che abbiamo incassato i tre anni prima.

Troppi galli stanno a cantare. Addirittura la Lega, casa nostra, è diventata una nostra deriva.

Noi li paghiamo e loro fanno un casino che non finisce mai.

Non è vero che io ho un carattere difficile, ma divento una bestia quando vedo incompetenza”.

La nuova squadra

“I calciatori sono tutti cedibili, sempre. Bisogna vedere chi è che se li vuole comprare.

 Kvaratskhelia ha un contratto che scade nel 2027. Io sono serenissimo, tranquillissimo. 

A me questo fatto che voi ogni volta vogliate girare il cacciavite in una ferita aperta e stimolare gli stessi procuratori…come se uno non volesse dare seguito ai contratti. 

Io quando ho preso Kvara tutti dicevano chi è questo sconosciuto, poi è esploso come Cavani che mi volevano ammazzare per aver mandato Quagliarella alla Juventus.

Kvara lo abbiamo fatto esplodere noi? Bene, allora dobbiamo sempre prenderla in quel posto o dobbiamo avere anche dei premi per averli scoperti?

Signori, i contratti vanno rispettati, ma se voi siete i primi a metterli in discussione…voi parlate di 3-4 milioni, 6-7 milioni, raccontate una tonnellata di caz*ate.

Io non rispondo nemmeno ma vi sarei molto grado se tra di noi ci fosse una collaborazione.

Errore principale? Non bisogna aspettare tutto quel tempo per mandare via delle persone che vogliono andare via.

Se avessi deciso a marzo o aprile o con Giuntoli che da gennaio voleva andare alla Juve…chissà.

Quando hai un altro anno non capisci il tradimento, ma quando cominci a capire che da bambino lui voleva la Juve, noi che siamo i nemici speculari della Juve, è come avere nel fegato varie coltellate, ti arrabbi.

Questo è stato il mio errore. Sia con lui che con Spalletti che mi ha detto tardi che non sarebbe rimasto”.

Il discorso allenatori

Italiano era pronto a venire, non ho voluto fare un torto alla Fiorentina, poi Thiago Motta non è voluto venire. 

Il Napoli lo scorso anno è crollato a marzo, altrimenti non si perde 4-0 col Milan.

Il signor Kvaratskhelia non ha segnato da novembre a marzo. 

Tudor voleva due anni e non me la sono sentiva di bloccarmi per l’anno successivo perché avevo capito che l’anno era ormai andato e già immaginavo la famosa ricostruzione.

Sì, potevo mandarlo a quel paese a fine anno, ma io sono una persona per bene.

Scelsi Mazzarri perché c’è sempre stato feeling e tutti ne hanno parlato bene quando arrivò. 

Comunque se non avessimo mandato via Garcia, l’unica cosa che forse andava fatta, o se avessimo preso Tudor, non è detto che avremmo fatto un campionato di primissimo livello.

Però meglio così, nasce da qui il concetto della rifondazione. Ora si volta pagina”.