Napoli – Pisa, Il ritorno dei titolarissimi: Meret tra i pali, Hojlund al comando

Il Napoli riparte da certezze e scelte nette: Antonio Conte mette ordine, azzera i dubbi e dà continuità al lavoro. La sfida contro il Pisa non è soltanto un appuntamento da vincere, ma un banco di prova per consolidare meccanismi, testare la condizione e lanciare definitivamente chi finora ha dato solo assaggi del proprio potenziale. È il caso di Alex Meret e Rasmus Højlund, due protagonisti che tornano al centro della scena, ciascuno a modo suo.

Meret, il ritorno del leader silenzioso

Come scrive Antonio Giordano, “Meret si riprende il posto. Il portiere dei due scudetti non teme i ballottaggi”. Un titolo forte, che ben riassume la decisione di Conte di rimettere il numero uno friulano al centro del progetto. Dopo la parentesi con Milinkovic tra i pali contro Fiorentina e City, il tecnico ha ristabilito le gerarchie. “È talmente un via vai sull’uscio di casa che ormai non stupisce più”, scrive Giordano, ricordando quanto sia cambiata la vita del portiere napoletano negli anni, ma anche quanto sia rimasto solido nel tempo.

Meret ha vissuto momenti difficili, ha dovuto affrontare infortuni, Covid, ballottaggi con Ospina, Gollini e ora Milinkovic, ma è sempre riuscito a riguadagnarsi spazio e centralità. E oggi, a Pisa, torna titolare “con gerarchie che paiono (ri)aggiornate da Conte in persona”. La sua è una “vita in perenne confronto”, ma da portiere di razza, Meret ha sempre saputo farsi trovare pronto.

Højlund, il Napoli è tuo

Se da un lato Conte ha scelto l’usato sicuro in porta, dall’altro si affida al talento esplosivo in attacco. Come riporta Vincenzo D’Angelo, “contro il Pisa il tecnico schiera dall’inizio tutti gli acquisti fatti in Inghilterra: Højlund in attacco, De Bruyne e McTominay a supporto per lanciarlo”. Un Napoli dal respiro internazionale, con struttura da Premier League, identità tattica precisa e un chiaro obiettivo: vincere e convincere.

Højlund, dopo il gol a Firenze, è pronto per l’esordio al Maradona e cerca continuità. “Vuole richiamare l’amore dei tifosi con il gol, per sentire sulla propria pelle l’effetto che fa il Maradona”, scrive ancora D’Angelo. Il danese è arrivato a Napoli carico, impressionato dalla passione della piazza e deciso a lasciare il segno. Con 22 anni e un bagaglio importante già accumulato tra Atalanta, United e Nazionale, ha il profilo perfetto per il calcio verticale e aggressivo di Conte.

De Bruyne e McTominay, motore e anima

Accanto a lui, il Napoli ritrova De Bruyne e McTominay. Il primo è il leader tecnico designato, il secondo è la diga che serve in mediana. “In costruzione”, viene definito lo scozzese, che ha ammesso di sentirsi ancora in ritardo di condizione, ma che ha tutte le caratteristiche per diventare un perno nel centrocampo azzurro.

I tre – Højlund, De Bruyne e McTominay – rappresentano l’essenza della nuova identità partenopea: dinamismo, intensità, letture rapide, e un bagaglio di esperienza internazionale che può fare la differenza. “Sarà allora un Napoli da Premier dalla cintola in su”, sottolinea la Gazzetta, evidenziando l’ambizione crescente del progetto Conte.

Pisa, problemi e riorganizzazione

Sul fronte opposto, il Pisa di Gilardino deve fare i conti con qualche problema. Come riportato in un altro approfondimento, “il Pisa recupera Cuadrado ma perde Stengs”. L’olandese ha subito un infortunio all’adduttore che rischia di tenerlo fuori a lungo. Cuadrado torna a disposizione ma solo per uno spezzone. Marin rientra in mediana, mentre in difesa spazio per Bonfanti.

Gilardino dovrà affidarsi alla compattezza e alla mentalità forgiata in ritiro: “La parola paura non fa parte del nostro vocabolario”, dichiara il ds Alessio Carli. Il modulo sarà variabile, probabilmente un 3-5-1-1 che diventerà più accorto nelle fasi difensive, ma l’obiettivo è chiaramente contenere il potenziale offensivo azzurro.

La svolta passa da qui

Il Napoli ha l’occasione di volare da solo in testa alla classifica e Conte non intende sbagliare. Con Meret in porta, Højlund al centro dell’attacco e un’anima sempre più internazionale, gli azzurri vogliono confermare quanto di buono mostrato in questo avvio di stagione.

Come conclude la Gazzetta, “Conte è tentato di rilanciare dal 1’ al posto di Beukema anche Rrahmani, recuperato”, altro segnale di quanto sia alta l’attenzione sulla gestione delle energie e delle rotazioni. La squadra è pronta, il Maradona è pronto, ora tocca al campo parlare.