Luca Marrelli: “Divieto di trasferta? Serve equilibrio tra sicurezza e diritto al tifo”
Nel corso della diretta di CasaNapoli.net, dedicata alla partita Milan–Napoli e al controverso divieto di trasferta imposto ai tifosi del Napoli residenti in Campania, è intervenuto il Consigliere Regionale della Lombardia – Vicepresidente Commissione Antimafia. Luca Marrelli, con un intervento che ha unito lucidità istituzionale, passione sportiva e profonda empatia verso i tifosi penalizzati.
Marrelli ha affrontato con onestà e senza retorica un tema spinoso, quello delle limitazioni imposte per motivi di ordine pubblico, riconoscendo le ragioni della sicurezza ma richiamando con forza il bisogno di equilibrio, equità e rispetto per il tifo sano.
“Le autorità possono adottare delle restrizioni preventive per evitare scontri, incidenti, tensioni, situazioni di pericolo. Quindi il divieto ha lo scopo di limitare la presenza dei tifosi che avrebbero partecipato alla trasferta. Il tema, quindi, è una mediazione.”
Secondo Marrelli, l’obiettivo non deve essere la repressione, ma la tutela di un diritto, quello alla partecipazione sportiva, che riguarda migliaia di cittadini onesti.
“Si deve trovare un punto di equilibrio tra il rispetto delle regole di ordine pubblico e il riconoscimento di un tifo che è sano, che non ha nulla a che vedere con la delinquenza o l’estremismo.”
Il fallimento della tessera del tifoso
Uno dei punti più critici toccati da Marrelli è l’inefficacia della tessera del tifoso, nata anni fa con l’intento di separare chi ama il calcio da chi lo strumentalizza per fini violenti.
“La tessera del tifoso famosa non ha portato i risultati auspicati. Vediamo che quasi ogni domenica ci sono eventi poco piacevoli, e questo dimostra che lo strumento non ha funzionato come ci si augurava.”
Il risultato è che anche i tifosi regolari, che rispettano le regole, che acquistano i biglietti in anticipo e organizzano viaggi con sacrifici, vengono spesso trattati alla stregua di facinorosi, con una penalizzazione collettiva che mina la credibilità delle istituzioni.
Il tifo come sacrificio e passione
Nel suo intervento, Marrelli ha voluto dare voce a quella parte silenziosa e pulita della tifoseria, che oggi si sente colpita da un provvedimento ingiusto:
“Viaggiare per le trasferte è qualcosa di bello, ma vietarle è brutto, dispiace molto a chi ama lo sport, in modo particolare il calcio. Il tifo è la linfa, i tifosi sono la linfa del calcio. Sono loro che trasmettono emozioni, sentimenti. Si sostiene la propria squadra del cuore con passione, amore, dedizione, affrontando vittorie e sconfitte, anche con sacrifici personali ed economici.”
Poi il riferimento diretto ai tifosi del Napoli:
“Pensiamo ai tifosi nella fattispecie, che hanno acquistato i biglietti, magari hanno preso giorni di ferie per seguire la loro squadra del cuore. E ora, in ottemperanza alla decisione del prefetto, non possono più seguire la propria squadra.”
Napoli: una città che ti resta dentro
Marrelli ha voluto sottolineare anche il suo legame personale con Napoli, città in cui ha vissuto anni importanti della sua formazione:
“Io mi leggo a Napoli con un rapporto di amore, di affetto, perché ho studiato giurisprudenza lì. Ho vissuto cinque anni tra i più belli della mia vita. Napoli per me è stata una palestra di vita e di crescita. Ho conosciuto persone straordinarie.”
E anche se il cuore sportivo dell’Onorevole batte per altri colori, la sua vicinanza ai tifosi azzurri è autentica:
“L’unica cosa che non mi ha legato a Napoli è il tifo: io sono tifoso della Juve. Ho seguito anche la mia squadra in Italia e all’estero con tanti sacrifici, quindi capisco bene oggi la delusione di tanti tifosi del Napoli che non possono partecipare a questa importante partita.”
Un messaggio di responsabilità
L’intervento si è concluso con un messaggio di sportività e responsabilità civile:
“Viva lo sport, viva il calcio, viva il tifo. Vanno bene i cori, va bene la passione, ma la violenza no. Stiamo vivendo un momento storico molto brutto, con guerre, crisi internazionali… e purtroppo anche nel calcio ci sono stati eventi spiacevoli che hanno portato a feriti e morti tra i ragazzi. E francamente, se uno ci riflette, non ne vale la pena. Mando un messaggio chiaro: il calcio è partecipazione, è gioia. La parte violenta non può e non deve più oscurare quella sana.”
Le parole dell’Onorevole Luca Marrelli arrivano dritte al punto: il diritto al tifo non può essere sacrificato in nome della scorciatoia repressiva. Le istituzioni devono garantire sicurezza senza cancellare la passione. Perché il calcio, come ha ricordato con forza, vive dei suoi tifosi. E privarli della possibilità di esserci, senza colpa, è un errore che va corretto.

