Milan-Napoli e un ko tra polemiche, mugugni e nessun dramma – Le pillole di CasaNapoli
Milan-Napoli sancisce una domenica sera amara per gli azzurri che sotto di due gol nel primo tempo, accorciano le distanze ma non riescono a conquistare almeno il pari in superioritĆ numerica
Non basterebbero due vite per analizzare a fondo tutto quello che è successo in Milan-Napoli di ieri sera tra capovolgimenti di fronte, polemiche, mugugni, decisioni al Var e gol meravigliosi. Una sfida tra due delle squadre più in forma del campionato, attualmente prime in classifica con la Roma, che hanno palesato ottime trame di gioco nonostante fossero in due momenti molto diversi. Grande emergenza in difesa per gli azzurri, stato di forma al top per i rossoneri che frenano la corsa della squadra di Conte. Tutti i dettagli, le voci del campo e le novità come sempre nelle Pillole di CasaNapoli!
Il lazzaretto azzurro
La settimana della partita più importante del momento non inizia proprio bene per il Napoli. Di Lorenzo non ĆØ in forma smagliante e in difesa c’ĆØ un vero e proprio lazzaretto: out non solo gli ormai lungodegenti Buongiorno e Rrahmani ma anche Olivera e Spinazzola… insomma, un intero reparto. Conte ĆØ chiamato a nuove soluzioni, optando per una scelta ardita: non confermare Beukema che stava ben figurando bensƬ affiancare a Juan Jesus il giovane Marianucci, insieme a Gutierrez sulla fascia. Decisione che, ahimĆØ, non ripaga assolutamente in avvio con un reparto scosso, confuso e in balia dell’impeto rossonero.
Inizio da psicodramma
Al pronti via, il Napoli ĆØ giĆ sotto di un goal. Pulisic si invola sulla sinistra saltando Marianucci senza alcun timore nĆ© difficoltĆ , crossando al centro per l’incombente Saelemaekers che si inserisce alla perfezione in un buco difensivo clamoroso. Tutto da rifare mentre il Milan in serata di grazia, brilla sempre di più e raddoppia al 31′ ancora con Pulisic, che questa volta raccoglie il preciso assist di Fofana. Un avvio da psicodramma in un San Siro che scoppia di gioia: il Napoli però non ci sta a vestirsi da vittima sacrificale e reagisce, come solo le grandi squadre sanno fare: con il cuore e con i denti.
Tra Var e mugugni
Tra le decisioni molto contorte del Var e un Chiffi che non ha sempre ben chiaro il metro equo di giudizio arbitrale, l’episodio chiave arriva al 57′ con l’espulsione di Estupinan, anche questa molto sofferta, rivista decine e decine di volte prima di comminare il rosso e concedere il rigore agli azzurri. Sul dischetto va Kevin De Bruyne che glaciale, non si lascia distrarre da Maignan versione ballerino e pennella la traiettoria perfetta. Nel suo momento di massimo hype, ci pensa Conte a rovinargli, di nuovo, la festa, richiamandolo in panchina al 72′. Una stretta di mano mancata con Stellini e un mugugno verso il suo allenatore che nel post gara commenta: “Se ce l’aveva con me, ha sbagliato persona”. E mi sa mi sa…
Incognite modulo e scelte
Non ĆØ stata panchina solo per De Bruyne: tornano a sedersi anche Politano, McTominay, Lobotka e Anguissa, lasciando spazio alle proverbiali seconde linee. Vero, mercoledƬ c’ĆØ la Champions al Maradona ma il campionato ha sempre la prioritĆ , cosƬ come agguantare un pari in superioritĆ numerica più che alla portata. Neres ĆØ tra i migliori subentrati, sempre pericolosissimo ma i suoi colleghi non regalano l’apporto sperato. Da qui, si aprono numerosi scenari: ĆØ giusto mantenere il 4-1-4-1 con il sacrificio di McTominay e un De Bruyne comunque insoddisfatto? Per non parlare di Hojlund, quasi mai servito negli spazi stretti. Ai posteri, anzi, a mister Conte, l’ardua sentenza.
Restart
Tranquilli amici, nessun dramma. Il Napoli non esce assolutamente ridimensionato dalla serata caotica di San Siro, amareggiato sì ma sempre ben organizzato, ricco di talento e alternative. Spetterà come sempre ad Antonio Conte risolvere le questioni apparentemente più spinose come la gestione di De Bruyne, la coesistenza con McTominay, il turnover tra Champions e campionato e la crescita dei prospetti partenopei migliori. Una mission più che possibile, con la parola che spetterà come sempre al campo. Su col morale e intanto a giovedì post Champions con le Pillole di CasaNapoli!
Alessia Bartiromo
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Testarda, imprevedibile, caparbia e passionale. Con la “testa nel pallone” ed i piedi in uno stadio.
