Il nuovo affondo di De Laurentiis: “Troppe partite, troppi infortuni. Se i miei tornano ko dalle nazionali, voglio indennizzi”
Il nuovo affondo di De Laurentiis: “Troppe partite, troppi infortuni. Se i miei tornano ko dalle nazionali, voglio indennizzi”
Aurelio De Laurentiis torna a colpire il sistema calcio. E lo fa da Ginevra, collegato in videoconferenza con il Centro Congressi della Federico II, durante lāedizione speciale di Motore ItaliaāAmericaās Cup.
Quel collegamento, pensato per parlare soprattutto di vela e di strategie industriali, diventa presto il palco per una denuncia frontale contro la gestione del calcio mondiale.
Lāaccusa: Ā«I club pagano, le nazionali consumanoĀ»
Il presidente del Napoli non la manda a dire: “Presto i miei giocatori alle nazionali e cosa succede? Rrahmani ĆØ tornato sfasciato, Anguissa pure. CosƬ non si può andare avanti”.
Ć un tasto che ADL preme da anni, ma che ora, complice lāescalation di infortuni nei grandi club europei, risuona con forza rinnovata.
Per De Laurentiis la radice del problema ĆØ chiara: “troppi impegni, troppo ravvicinati”.
Un calendario internazionale che non tiene conto delle esigenze delle societĆ , ma nemmeno della salute dei calciatori, costretti a saltare da una competizione allāaltra, da un continente allāaltro, senza reali pause.
“I campionati non devono avere soste, insiste. Bisogna ridurre il numero di squadre e di partite”.
Una ricetta che punta a liberare spazio, razionalizzare le competizioni e diminuire gli stress fisici.
Il contesto: una stagione monstre
Negli ultimi anni il calendario globale è esploso: Mondiali invernali, Nations League, nuovi format di Champions e Mondiale per Club, amichevoli di lusso, tournée estive intercontinentali.
Lo stesso Napoli, come molte big europee, si ĆØ ritrovato con calciatori impegnati in oltre 60 partite lāanno tra club e nazionali. Un carico che, sommato ai viaggi, leva spazio a recupero, preparazione e prevenzione.
Studi condotti da organismi sportivi indipendenti hanno evidenziato come gli infortuni muscolari siano aumentati sensibilmente negli ultimi tre anni. Un trend che alimenta il malumore dei club, soprattutto quando i giocatori si infortunano lontano dalle societĆ che pagano stipendi e gestione quotidiana.
Il nodo economico: chi risarcisce i danni?
Ć qui che si inserisce la richiesta di De Laurentiis. “Se un calciatore si fa male con la nazionale, sostiene il presidente azzurro, il club deve avere diritto a un indennizzo economico proporzionato al valore del giocatore e al danno sportivo subƬto”.
Un tema che divide da tempo il calcio mondiale:
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La FIFA ha istituito fondi assicurativi, ma i club li ritengono insufficienti.
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Le leghe europee chiedono da anni un maggior coinvolgimento nella stesura dei calendari.
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Le federazioni difendono il diritto delle nazionali di convocare i migliori.
Il risultato ĆØ un braccio di ferro continuo, spesso risolto con compromessi provvisori.
Le reazioni: tra solidarietĆ e scetticismo
Le parole di De Laurentiis non passano inosservate. Nel mondo del calcio italiano cāĆØ chi le applaude come la voce di un sistema stanco e sotto pressione, e chi invece le giudica eccessive, ricordando lāimportanza del calcio internazionale per lo sviluppo dei giocatori e per la visibilitĆ globale del movimento.
Alcuni dirigenti, pur senza esporsi direttamente, condividono la necessitĆ di una riflessione seria sul calendario, una revisione che tenga conto delle nuove esigenze fisiche e commerciali dello sport moderno.
Altri sottolineano come la soluzione non possa essere solo la riduzione delle partite: serve una riforma coordinata, non la somma di iniziative individuali o dichiarazioni d’impeto.
Un dibattito che torna ciclicamente al centro
Quello di De Laurentiis ĆØ lāennesimo episodio di un confronto irrisolto.
Ogni anno, tra pause per le nazionali e infortuni dei giocatori più utilizzati, il tema riemerge con forza, ma raramente si traduce in decisioni strutturali.
La sensazione ĆØ che servirĆ un accordo globale ā FIFA, UEFA, leghe e club ā per disinnescare una bomba che rischia di esplodere con lāallargamento del Mondiale per Club e il nuovo format delle coppe europee.
ADL: “Il sistema cosƬ non regge”
Il presidente azzurro chiude con un avvertimento: “Il sistema del calcio va ripensato. La tutela dei giocatori, che sono patrimonio dei club, deve essere una prioritĆ . Non possiamo continuare a subire danni senza tutele adeguate”.
Una posizione netta, che riaccende la discussione e costringe il mondo del calcio a interrogarsi ancora una volta sul proprio futuro.
Giornalista pubblicista. Speaker presso radio Radio Sud 95, Radio Marte negli anni 70-80. Redattore capo presso casanapoli.net; Redattore presso napolinew360 ed estenews.
