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Lino Cascelli – Milano Azzurra, su Conte: “Ha riportato disciplina e identità al Napoli”

Durante l’ultima puntata di Casa Serie A, l’opinionista  Lino Cascelli ha offerto una riflessione netta e profonda sul caso che ha coinvolto Michael Folorunsho, autore di un pesante insulto in campo.

Per Caselli, non è il gesto isolato ad allarmare, ma l’indifferenza con cui viene trattato: “Il problema non è solo Folorunsho, è tutto quello che gli gira attorno.

“Se un ragazzo dice ‘tua madre deve morire’ durante una partita, e tutto si risolve con quattro righe su Instagram, allora il calcio ha smesso di essere educativo”, ha affermato Cascelli con fermezza.

“Settimana scorsa il segno rosso in faccia. Oggi? Silenzio. È ipocrisia”

Caselli ha evidenziato la contraddizione tra i messaggi sociali promossi dal calcio e la realtà dei comportamenti tollerati: “Appena una settimana fa, i giocatori avevano il segno rosso in faccia per la Giornata contro la violenza sulle donne. Ma poi, davanti a una frase come questa, nessuno interviene. È tutto un grande paradosso.”

“Non è solo questione di sanzioni – ha proseguito – è questione di credibilità. Non possiamo chiedere ai tifosi e ai ragazzi di rispettare certi valori se poi, noi per primi, li ignoriamo.”

Cascelli: “La prova TV è inutile se non può intervenire su questi casi”

Uno dei punti centrali del discorso di Cascelli riguarda l’inefficacia della prova TV: “A cosa serve la prova TV se non può punire un insulto così grave? Se non possiamo usarla quando davvero serve, vuol dire che è uno strumento vecchio, che va cambiato.”

Il giornalista sottolinea come sia necessario adeguare le regole alla realtà: “Il calcio è cambiato, i riflettori sono ovunque. E allora anche la giustizia sportiva deve evolversi. Non possiamo accettare che un episodio così resti impunito solo perché le norme non lo prevedono.

Su Conte: “Ha riportato disciplina e identità al Napoli”

Nel finale, Cascelli ha parlato anche del lavoro di Antonio Conte a Napoli: “Conte ha rimesso ordine. Ha dato alla squadra una gerarchia, un’idea. Ma soprattutto, ha dato un esempio.”

Secondo Cascelli, è proprio questa la chiave: “Nel momento in cui dentro al campo ci sono persone coerenti, credibili, con principi, tutto il resto si allinea. Serve la stessa coerenza anche fuori dal campo.”