Gianluca Gaetano svela l’allenatore del Napoli che lo ha fatto arrabbiare: “Non andavamo bene”
Gianluca Gaetano svela l’allenatore del Napoli che lo ha fatto arrabbiare: “Non andavamo bene”
Gianluca Gaetano si racconta senza filtri. Il centrocampista del Cagliari, cresciuto nel vivaio del Napoli, ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera nell’intervista rilasciata all’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, soffermandosi in particolare sull’esperienza in maglia azzurra e sugli allenatori che hanno inciso maggiormente nel suo percorso di crescita.
“Ho avuto tecnici di primissima fascia: Spalletti, Ranieri, Ancelotti, Conte, Garcia. Mi sento fortunato per questo”, ha spiegato Gaetano, sottolineando quanto ogni allenatore gli abbia lasciato qualcosa, non solo dal punto di vista calcistico ma anche umano.
Tra tutti, un posto speciale lo occupa Luciano Spalletti: “Mi è rimasto impresso il suo lavoro quotidiano, formidabile”.
Parole di stima anche per Fabio Pecchia, che lo ha allenato a Cremona: “Mi ha dato una mentalità vincente”.
Il centrocampista rossoblù ha evidenziato come ogni esperienza torni utile nell’attuale stagione: “È un campionato molto difficile, le distanze sono ridotte e noi siamo abituati a vivere questa situazione”.
Gaetano guarda più alla sostanza che ai numeri: “Non mi soffermo sulla quantità del tempo trascorso in campo ma sulla qualità. Conta essere utili”.
C’è stato però anche un momento di tensione nel suo passato napoletano. Alla domanda se si sia mai arrabbiato per lo spazio avuto, Gaetano
ammette con sincerità: “Forse con Garcia a Napoli, perché era un periodo in cui non andavamo bene e sentivo che avrei potuto dare di più
per il gruppo”.
Infine, un pensiero carico di emozione per le sue origini e per chi ha reso possibile il suo sogno. Gaetano è entrato nel settore giovanile del Napoli a circa 13 anni grazie al nonno materno Luciano: “Ogni giorno mi accompagnava all’allenamento: da Cimitile sono oltre 100 chilometri tra andata e ritorno. Non tutti hanno la possibilità di farlo. Io ringrazierò mio nonno per sempre”. Un sacrificio fondamentale, considerando che la madre Carmela, insegnante, e il padre, gestore di una pizzeria, non avrebbero potuto garantirgli quella presenza costante.
Un racconto autentico, fatto di riconoscenza, autocritica e voglia di crescere ancora: il ritratto di un calciatore che non dimentica le proprie radici e guarda al futuro con maturità.
Giornalista pubblicista. Speaker presso radio Radio Sud 95, Radio Marte negli anni 70-80. Redattore capo presso casanapoli.net; Redattore presso napolinew360 ed estenews.
