A Udine decide Ekkelenkamp: azzurri ko, vetta persa

C’è un filo sottile che lega Udine a Napoli. È fatto di pareggi che diventano storia, di gol che pesano come macigni e di notti che restano scolpite nella memoria.

La quindicesima giornata di Serie A riporta il Napoli al Bluenergy Stadium, uno stadio che negli anni ha smesso di essere ostile ma non ha mai smesso di essere imprevedibile.

I precedenti in Friuli raccontano equilibrio e tensione: 47 sfide ufficiali, 14 vittorie Udinese, 11 Napoli e ben 22 pareggi. L’ultimo successo bianconero risaliva alla stagione 2015/16. Da allora una lunga striscia positiva azzurra — sei vittorie e tre pari — aveva addolcito una trasferta storicamente indigesta. Ma a Udine, si sa, la storia non garantisce mai il futuro.

E infatti, ancora una volta, il Bluenergy Stadium cambia il corso delle cose.

Un’altra caduta, un’altra lezione

Il Napoli di Antonio Conte cade ancora. Dopo la sconfitta europea contro il Benfica, arriva un nuovo stop: Udinese–Napoli 1-0. Decide uno splendido gol di Jurgen Ekkelenkamp, e per gli azzurri è una serata amara: vetta della classifica persa, settima sconfitta esterna stagionale, segnali di fragilità che tornano a galla.

Il primo tempo è un braccio di ferro fatto di duelli e intensità. L’Udinese pressa alta, il Napoli prova a colpire quando trova spazio. L’occasione più grande capita a Spinazzola, che sfonda a sinistra e mette in mezzo per Hojlund: decisivo Bertola in recupero. Poco dopo ancora Hojlund, ma il tempismo non è quello giusto. Gli azzurri tengono il pallino, ma senza affondare.

Nella ripresa, cambia l’inerzia. L’Udinese rientra con più fame, più coraggio, più cattiveria. Due gol annullati — prima a Davis, poi a Zaniolo — una traversa colpita da Piotrowski: i friulani avvisano, il Napoli trema. Il gol, a quel punto, sembra solo una questione di tempo.

Arriva al 73’. Rinvio lungo di Okoye, palla che viaggia, Ekkelenkamp prende la mira e disegna un tiro a giro meraviglioso che si infila sotto la traversa. È l’1-0 che rompe l’equilibrio e accende Udine.

Il Napoli reagisce, ma con più cuore che lucidità. All’88’ l’occasione clamorosa: errore di Solet, palla che danza in area, Hojlund ha il tap-in del pareggio… fuori. In pieno recupero, Lucca scivola sul secondo palo e colpisce il palo esterno. È l’ultima fotografia di una notte storta.

Conte: «Dobbiamo essere più maliziosi»

Nel post partita, Antonio Conte non cerca alibi ma lancia un messaggio chiaro:

«Nel primo tempo l’Udinese non ha mai tirato in porta. Poi, dopo alcuni episodi, siamo andati in affanno. Ci siamo fatti prendere dal timore. Dobbiamo crescere in esperienza e malizia, soprattutto nei momenti negativi. Il gol, se l’atteggiamento è questo, te lo chiami».

Il tecnico parla anche di infortuni, di emergenze, di una rosa accorciata che alla lunga presenta il conto:

«Non sarà un’annata semplice. Dobbiamo restare uniti, compatti, senza perdere motivazione. Fuori casa dobbiamo fare di più».

Parole che sanno di realismo, ma anche di preoccupazione.

Lucca, il ritorno più silenzioso

Non è stata una partita come le altre per Lorenzo Lucca. Nessuna chiacchierata, nessun abbraccio, niente scambi di maglia. Un ritorno sobrio, quasi freddo, come annunciato alla vigilia. Eppure Udine è il luogo dove Lucca, sotto la guida di Runjaic, ha vissuto il picco della sua carriera: 14 gol e 1 assist, l’esplosione che lo ha portato sotto i riflettori delle big.

Conte lo aveva segnato in rosso sul taccuino già da febbraio, dopo un Napoli–Udinese sofferto. «Dominante fisicamente», lo definì. Ma l’avventura azzurra non è partita col piede giusto: l’arrivo di Hojlund, le critiche, i fischi, un ruolo ridimensionato. Eppure, nel recupero, è proprio lui ad andare a un soffio dal pareggio. Quel palo esterno suona come una beffa personale.

Quando si torna da ex, si indossa sempre l’abito migliore. Lucca ci ha provato. Il campo ha detto altro.

Udine non dimentica, Napoli riflette

Udinese–Napoli non è mai solo una partita. È memoria, ritorno, ferita e lezione. Una volta era il luogo dello scudetto, del 4 maggio 2023, quando un pareggio valse un trionfo eterno. Stavolta è il teatro di una caduta che pesa.

Il Bluenergy Stadium sorride ancora all’Udinese. Il Napoli riparte con domande pesanti nello zaino.

Perché a Udine, come spesso accade, il passato non protegge nessuno.