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Jacopo Alberti: Il Napoli ha ritrovato equilibrio tornando a un assetto più familiare.

Nel corso dell’ultima puntata di Casa Serie A, Jacopo Alberti – allenatore ed ex tecnico di diverse realtà del calcio italiano – ha offerto una lettura tecnica e diretta su alcuni dei temi più caldi del momento, dal comportamento dei calciatori in campo fino alle difficoltà recenti del Napoli, passando per una riflessione profonda sul peso degli alibi e sulla gestione mentale delle squadre

Simulazioni e rapporto con gli arbitri

Alberti ha affrontato senza giri di parole il tema delle simulazioni e del rapporto tra calciatori e arbitri, condividendo la linea dura già espressa in studio:

«A volte si vedono scene oggettivamente imbarazzanti. Un cartellino giallo per simulazione, in certi casi, rimetterebbe subito a posto le cose. Bisognerebbe avere il coraggio di farlo».

Secondo l’allenatore, oggi molti giocatori vanno deliberatamente “a cercare il fallo”, fermandosi apposta per ottenere il massimo vantaggio possibile:

«Nella testa del calciatore c’è l’idea di prendere il massimo da ogni situazione, che sia una rimessa laterale o un contatto. È una mentalità che va corretta».

Niente scuse: “Conta concentrarsi sul proprio lavoro”

Uno dei concetti più forti espressi da Alberti riguarda il tema degli alibi. Per il tecnico, attribuire una sconfitta a un errore arbitrale è spesso una scorciatoia per non affrontare i problemi reali:

«Se ti concentri sul tuo lavoro, difficilmente l’errore di qualcun altro incide sull’esito di una partita. Hai sempre tante cose da sistemare».

Una posizione netta, che richiama la responsabilità individuale e collettiva all’interno di una squadra.

Napoli, analisi tecnica senza scorciatoie

Interpellato sulle difficoltà del Napoli, Alberti ha invitato a leggere i recenti risultati con maggiore profondità, andando oltre le giustificazioni più immediate:

«Giocare contro una squadra che ha tutta la settimana per preparare la partita è completamente diverso. Contro l’Udinese, poi, è estremamente complicato perché è una delle squadre più fisiche del campionato».

Secondo Alberti, gli azzurri hanno pagato soprattutto l’impatto fisico e l’intensità dei contrasti:

«Ogni palla diventa una battaglia: rimesse laterali, calci d’angolo, seconde palle. Sono situazioni che, se non le reggi, ti mettono in grande difficoltà».

Cosa ha ritrovato e cosa manca

L’allenatore ha però sottolineato anche gli aspetti positivi emersi nelle settimane precedenti:

«Il Napoli aveva ritrovato compattezza e ordine, soprattutto dopo l’infortunio di De Bruyne, tornando a un assetto che la squadra già conosceva. Questo ha permesso anche l’inserimento di giocatori come Neres e Noah Lang».

Il vero nodo, oggi, secondo Alberti è soprattutto mentale:

«Quello che manca adesso è la tranquillità. Più che una questione fisica, è una questione di serenità».

Infortuni e gestione del lavoro

Sugli infortuni, Alberti non ha negato le evidenze, ma ha invitato a una riflessione più ampia:

«Se si fanno male giocatori con strutture fisiche così diverse, qualcosa probabilmente è stato sbagliato. C’è sicuramente anche la sfortuna, ma un minimo di dubbio bisogna porselo».

E ha aggiunto un elemento spesso sottovalutato:

«Il lavoro settimanale è perfetto quando giochi una partita a settimana. Quando invece hai viaggi, rientri notturni e impegni ravvicinati, gestire quel metodo diventa molto più difficile».