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Zini espugnato, il Napoli riparte: Højlund firma il 2-0 e chiude un 2025 da sogno

Hojlund

Cremona e Napoli, due città lontane per geografia, storia e ritmo di vita, tornano a incrociarsi in una sera che profuma di passato e di presente. Da una parte l’ordine e la tradizione lombarda, dall’altra il battito incessante di una metropoli che vive di calcio e passione.

Allo stadio Zini, terreno storicamente ostico per gli azzurri, il Napoli si presenta con addosso la luce della Supercoppa appena conquistata e il peso di una trasferta che, negli anni, ha spesso lasciato cicatrici.

La tradizione non sorride ai partenopei: poche vittorie, tanti pareggi, e un solo vero squillo recente, quel 4-1 del 2022 nell’anno dello scudetto. Ma il calcio, si sa, vive di presente. E il presente dice Napoli, ancora una volta.

Effetto Supercoppa, il Napoli non sbaglia

La squadra di Antonio Conte riprende il campionato esattamente da dove aveva lasciato: con personalità, compattezza e fame. Finisce 0-2 allo Zini, una vittoria pesante contro una Cremonese organizzata, intensa, mai doma, ma costretta a inchinarsi davanti alla serata perfetta di Rasmus Højlund, autore di una doppietta tutta nel primo tempo.

Il Napoli prende in mano il pallino del gioco fin dai primi minuti, ma trova davanti a sé una Cremonese attenta, pronta a chiudere gli spazi e a colpire in transizione. L’equilibrio si spezza al 13’: Spinazzola calcia, la difesa respinge corto, e sul rimpallo il più lesto è Højlund, che non perdona. Il VAR conferma, lo Zini ammutolisce: 0-1.

Il danese è incontenibile. Scappa ancora a Baschirotto, va giù in area, ma per l’arbitro Mariani non c’è nulla. Dall’altra parte protesta anche la Cremonese per un contatto su Zerbin, ma la linea resta la stessa. Il Napoli cresce, alza i giri del motore e, allo scadere del primo tempo, colpisce di nuovo. Cross di Politano, mischia, rimpallo favorevole: Højlund è freddo, chirurgico. 0-2, doppietta, e partita indirizzata.

Nella ripresa il copione non cambia. Il Napoli controlla, la Cremonese prova a rientrare ma sbatte contro una difesa attenta e un centrocampo sempre lucido. McTominay sfiora il tris, Rahmani va vicino al gol di testa, Audero tiene in piedi i suoi evitando un passivo più pesante.

L’unico vero brivido per milinkovic arriva al 63’, quando Vardy insacca di testa, ma il fuorigioco spegne l’urlo grigiorosso. È l’ultimo tentativo di una Cremonese generosa, che lotta fino alla fine ma deve arrendersi alla superiore qualità e alla maturità degli azzurri.

Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio certifica il verdetto: Napoli corsaro a Cremona, secondo posto momentaneo e pressione messa sulle milanesi.

Conte e la forza di un gruppo

Nel dopo partita, Antonio Conte si presenta con il sorriso di chi sa di aver costruito qualcosa di importante:

«È stato un anno straordinario. Abbiamo festeggiato uno scudetto e una Supercoppa, e farlo a Napoli, in una città come Napoli, è qualcosa di speciale. Non è facile vincere qui, ma il lavoro sta pagando. Finché avremo questo spirito unito, sarà difficile affrontarci».

Poi lo sguardo va già avanti:

«Ci godiamo la fine dell’anno, festeggiamo con le famiglie, e poi ci prepariamo al nuovo anno con la stessa intensità e determinazione. Speriamo di recuperare gli infortunati: stiamo affrontando i problemi da uomini coraggiosi».

Il 2025 del Napoli si chiude così, con una vittoria pesante, una trasferta finalmente domata e la sensazione netta che questa squadra abbia imparato a soffrire, a colpire, a vincere.

E quando il vento del Nord soffia forte, il Napoli risponde con la forza del gruppo.