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Lazio-Napoli apoteosi azzurra tra Pedro Pè, super Politano e Conte paciere – Le Pillole di CasaNapoli

Lazio-Napoli sorride agli azzurri con un’altra prestazione perfetta tra l’entusiasmo dei tifosi partenopei, la garra di Conte e un gruppo sereno.

Lazio-Napoli conferma il magic moment degli azzurri che con il 3-4-2-1 conquistano una vittoria senza appello e tre punti fondamentali per confermarmi nei piani altissimi della classifica, a ridosso della capolista Inter in vista dello scontro diretto del 10 gennaio. In cattedra salgono Spinazzola e Rrahmani che sbloccano il risultato ma anche Politano con due assist al bacio tra risse, sorrisi e tantissime curiosità. Scopriamo tutto quello che è successo all’Olimpico nelle consuete Pillole di CasaNapoli!

La doppia presa di Roma

Era il 30 novembre 2025 quando il Napoli si impose all’Olimpico contro la Roma per 1-0 con la rete al 36′ di Neres e la splendida esultanza con Hojlund. Solo 34 giorni dopo, gli azzurri si riprendono l’impianto di gioco della capitale questa volta contro la Lazio, con un meraviglioso e perentorio 2-0. Una doppia impresa che conferma il magic moment della squadra di Conte che supera due avversarie tutt’altro che semplici, affrontandole con grande carattere piglio deciso e con un’organizzazione di gioco incredibile, forte in entrambi i casi della tifoseria extra Campania che si è fatta sentire dal primo all’ultimo secondo. Stoici. 

Politano superstar

Se Spinazzola e Rrahmani strappano gli applausi dei supporter dello spicchio del settore ospiti dell’Olimpico per le due marcature decisive contro la Lazio, il man of the match è Matteo Politano che non solo ritrova con continuità la titolarità ma che, sentendo traballare le certezze del sicuro impiego in ogni gara, risulta ancora più devastante, imprendibile e indemoniato. I complimenti di Conte in conferenza stampa in un parallelo con la situazione di Buongiorno, rimarcando il suo essere professionista facendosi trovare sempre pronto, così come la felicità del capitano Di Lorenzo alla consegna del premio di Mvp contro la Lazio, a conferma di quanto il 21 partenopeo sia sempre più leader dentro e fuori dal campo. Pendolino.

Conte innesca e disinnesca

Un po’ sarto nel cucire il miglior vestito tattico su misura del momento azzurro, un po’ pater familias nel buttare su di sé tutte le pressioni nei momenti difficili, molto mental coach nel caricare i suoi, gamer nel gestirli in campo come un joystick a grandezza d’uomo ma anche artificiere nel disinnescare risse e tensioni. Antonio Conte al Napoli è questo e molto altro, sentendo sempre di più le responsabilità di difendere con le unghie e con i denti lo scorso scudetto meritatissimo e cucito sul petto, con la voglia di scrivere ancor di più la storia, nell’anno del centenario. Da capo squadra a capo popolo in uno schioccar di dita, conscio che la strada è sì ardua ma che “il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale, è il coraggio di continuare che conta”. Punto di riferimento.

Pedro Pè

Inutile negarlo: il momento più bello e iconico di Lazio-Napoli non è stata la magia di Spinazzola né il gol di Rrahmani e tanto meno il rissone tra Mazzocchi e Marusic. Occhi e orecchie all’87’ quando a bordo campo è pronto a fare il suo ingresso in campo Pedro, numero 9 biancoceleste ed eroe inconsapevole della conquista del terzo scudetto partenopeo. Tempo di calcare l’erba dell’olimpico e dal settore ospiti azzurro parte l’ovazione. Già così era tutto strano ma diventa EPICO quando i pazzi tifosi partenopei iniziano divertiti a cantare sulle note di Raffaella Carrà l’indimenticabile “Pedro Pedro Pedro Pedro Pè”, unendo per qualche secondo gusti e preferenze delle due squadre. Le magie che solo il calcio sa fare.

La calma è la virtù dei forti

La chiosa andava assolutamente fatta sul parapiglia tra Mazzocchi e Marusic, tra gli episodi più divisivi del calcio moderno. Se i tifosi azzurri osannano il proprio giocatore per un morboso attaccamento alla maglia, sono alquanto certa che si sia preso una bella ramanzina da Conte e dai piani alti del club e non posso che condividere. Al di là dello stigmatizzare episodi di “violenza” in campo, la sua è stata davvero una mossa sconsiderata, lasciando in difficoltà una squadra già rimaneggiata e falcidiata dagli infortuni in un momento topico del campionato. Ancor più per lui che si sarebbe ritagliato uno spazio importante. Insomma, cornuto e mazziato. Intanto alla prossima con le Pillole di CasaNapoli!

Alessia Bartiromo
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