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Iannone: stiamo snaturando il calcio

Iannone: stiamo snaturando il calcio

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione ā€œA Pranzo con Chiarielloā€ ĆØ intervenuto l’ex arbitro Antonio Iannone.

Iannone ha detto la sua sulle ultime polemiche che investono il mondo arbitrale. Ecco le sue dichiarazioni:

“Timori dei giocatori per il mio fisico? L’occhio nella societĆ  vuole la sua parte, ma sicuramente dopo ci devono essere per andare avanti i contenuti e le capacitĆ  del giudice di gara.

Se le cose non collimano, ĆØ peggio.

A dir la veritĆ  non sono cresciuto con la definizione di ā€œStep on footā€.

Io conosco quella di pestone classico tradizionale che per essere giudicato in quanto tale deve essere colpito tutto il piede.

Per questo ci tengo, però, a fare una riflessione su quanto ĆØ accaduto ieri sera in occasione dell’episodio tra Mkhitaryan e Rrahmani.

Se il fatto si limita al solo contatto tra Mkhitaryan e Rrahmani, osserviamo che l’armeno ĆØ più veloce a giocare il pallone del difensore del Napoli che arriva dopo e lo colpisce sulla parte anteriore del piede.

Se osserviamo la dinamica complessiva dell’episodio e vogliamo dare il merito all’applicazione delle regole del calcio e allo svolgimento complessivo del gioco possiamo vedere che Mkhitaryan, anticipando la giocata a Rrahmani che a sua volta lo voleva fare con lui, scarica il pallone ad un altro compagno.

L’intento di Rrahmani ĆØ di giocare il pallone per interrompere il flusso di gioco, quindi non impedisce la giocata al giocatore dell’Inter.

Infatti il giocatore dell’Inter che prende il controllo e il possesso del pallone dopo Mkhitaryan, va anche a fare la sua giocata indisturbata.

Doveri ĆØ lƬ e abbassa il baricentro per focalizzare il focus sull’azione.

Inizialmente l’arbitro non interviene perchĆØ non percepisce l’intensitĆ  e la dinamica del contatto di gioco.

Noi dobbiamo volere e fare il bene del calcio.

Io sono un sostenitore del Var perchĆ© ĆØ uno strumento tecnologico che aiuta nelle decisioni da campo, ma il problema ĆØ l’utilizzo del on-field review che se ne sta facendo che va verso un concetto più di moviola e sempre meno di calcio.

Io mi auguro e spero che questa storia dello step on foot vada individuata in una regione ben precisa del piede, che debba essere un vero e proprio pestone dichiarato che metta in discussione l’incolumitĆ  del piede del giocatore.

Dopo di che l’arbitro stabilisce, salvo se il vantaggio non si concretizza e si può tornare indietro, se ĆØ un pestone vero e se preserva l’incolumitĆ  del giocatore.

Per come si stanno prendendo le decisioni in campo, si sta snaturando il gioco del calcio e stiamo perdendo tutti. Non c’è un solo vincitore.

Voti truccati e falsificazioni? Per mia natura sono abituato a documentare tutto ciò che dico: se Minelli ha detto ciò evidentemente ha degli elementi che lo supportano e che dimostrano ciò che sostiene.

Non conosco, però, la sua vicenda. Io mi sono dimesso d’AIA e ho incominciato il mio percorso con più tempo a disposizione.

La mia era una situazione dove c’era un’AIA diversa.

Io sono stato immesso nel periodo successivo a quello di Calciopoli.

Mi sono trovato in una situazione dove nel maggio del 2006 avevo come commissario Gigi Agnolin e da lui nominato arbitro….. Minelli, invece, no.

Non conosco la vicenda di Minelli.

Ci tengo però a sottolineare che nel corso di questi ultimi quattro anni Rocchi ha avuto nel suo percorso tre presidenti dell’AIA: Alfredo Trentalange, Carlo Pacifici e Antonio Zappi.

Per un designatore lavorare in un periodo dove si succedono tre presidenti dell’AIA mentre nel decennio precedente 2010-2021 ne ha avuto solo uno, cioĆØ Marcello Nicchi, non ĆØ facile.

Da un punto di vista dell’associazione ĆØ importante avere un riferimento stabile e duraturo perchĆ© si lavora in un certo modo e si dĆ  continuitĆ  ad un certo tipo di lavoro.

Le commissioni arbitrali sono nominate dalla politica e dalla governance dell’AIA.

Quando più un governo ha una maggioranza nelle sedi parlamentari tanto più può legiferare e portare avanti il suo programma che sia giusto o sbagliato e senza che ci siano interferenze.

Questo rafforza il tuo potere come presidente e associato e indebolisce quello di designatore.

Tutte queste fazioni che si succedono in seno all’AIA tolgono la serenitĆ  anche agli stessi arbitri e alle commissioni.

In questo momento agli arbitri manca la serenitĆ , dopo di che ci sono arbitri bravi e meno bravi.

Daniele Doveri mi piace molto come arbitro e ieri ha fatto una buona partita.

Però il rigore avrei preferito che lo chiamasse lui e non il VAR.

PerchĆØ Doveri ha tanta di quell’esperienza che non ha bisogno della revisione in questi casi”.