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Napoli-Parma: Il muro gialloblù e il VAR stoppano gli azzurri

Napoli Sassuolo

Il passato racconta di gol, di sfide accese, di notti illuminate da campioni assoluti. Napoli-Parma è una partita che porta con sé memoria e rispetto, intrecciando storie diverse ma spesso incrociate. Dal primo successo azzurro del 1991, firmato da una doppietta di Maradona e dalle reti di Careca e De Napoli, fino all’ultima sconfitta interna datata 2019, il Maradona è quasi sempre stato terra ostile per i ducali.

Eppure il calcio vive di presente. E il presente, questa sera, dice 0-0.

Gli azzurri arrivano allo stadio Diego Armando Maradona accolti, come sempre, da Fuorigrotta in festa. Sciarpe al vento, bandiere, cori: la cornice è quella delle grandi occasioni. Il Napoli vuole vincere per avvicinarsi alla vetta, scavalcare il Milan e portarsi a un solo punto dall’Inter. Il Parma, invece, cerca continuità e ossigeno per allontanarsi dalla zona calda della classifica.

La partita, però, prende subito una piega che farà discutere.

Al 13’ il Maradona esplode: McTominay trova il gol che sembra poter indirizzare la gara. Ma l’urlo resta strozzato in gola. Il VAR annulla per un fuorigioco millimetrico di Mazzocchi nell’azione che porta alla rete. Un episodio chiave, forse decisivo, che toglie fiducia e serenità agli uomini di Conte, costretto a seguire la gara dall’alto per squalifica.

Il Napoli prova comunque a fare la partita, ma appare contratto, poco lucido, appesantito da una condizione fisica non brillante e da un’emergenza infortuni che costringe a dosare le energie. Il Parma si compatta, si abbassa, soffre ma non cede. E trova nell’esordiente Rinaldi, portiere 23enne, il protagonista inatteso della serata: sicuro, reattivo, decisivo.

Højlund va più volte vicino al gol, così come McTominay e Lang, ma c’è sempre una mano, un riflesso, un corpo del portiere ducale a negare la gioia agli azzurri. Il primo tempo si chiude senza reti e con la sensazione che l’episodio del gol annullato abbia cambiato l’inerzia emotiva della gara.

Nella ripresa il Napoli riparte all’assalto. Chiede subito un rigore per un presunto fallo di mano di Circati, ma l’arbitro e il VAR lasciano correre. Conte, dalla tribuna, prova a cambiare la partita con i cambi: dentro Neres, Spinazzola ed Elmas. Ma nemmeno le forze fresche riescono a scalfire il muro gialloblù.

Il Parma è pragmatico, ordinato, disposto a soffrire fino all’ultimo secondo. Difende basso, chiude gli spazi e porta a casa un punto pesantissimo in chiave salvezza. Il Napoli, invece, ci prova fino alla fine, ma resta a secco. È il terzo pareggio consecutivo in campionato, dopo quelli con Verona e Inter, e questo pesa di più.

A fine gara è Cristian Stellini a metterci la faccia.

Ci è mancata un pizzico di fortuna, spiega il vice di Conte, abbiamo avuto tanti episodi in area, ma anche poca energia. Giochiamo da tempo sempre con gli stessi e questo si è visto. I ragazzi stanno dando più del 100%.

Poi sugli infortuni: «Neres ha sentito di nuovo dolore, Anguissa ha avuto un piccolo intoppo nel recupero. Non sappiamo quando tornerà.

Il Maradona, però, non fischia. Canta.

Subito dopo il gol annullato, lo stadio intona “Un giorno all’improvviso m’innamorai di te”. È un messaggio chiaro: squadra e tifosi sono un unico blocco. Più forti della fatica, degli infortuni, dei centimetri del VAR. “Never give up”.

Il Napoli resta imbattuto in casa da 23 gare ufficiali, ma ora rischia di vedere Inter e Milan allungare. Servirà recuperare energie e uomini, a partire dalla prossima sfida contro il Sassuolo.

La corsa non è finita. Ma il gelo, questa sera, al Maradona si è sentito tutto.