Napoli – Sassuolo: Basta pareggi, Lobotka firma il riscatto
Napoli, basta pareggi: Lobotka firma il riscatto contro il Sassuolo.
Azzurri ancora in corsa, ma l’emergenza non dà tregua
Il Maradona risponde presente, come sempre. In una domenica di gennaio che vale molto più di tre punti, il Napoli ritrova il sorriso battendo il Sassuolo 1-0 e rimane agganciato alla scia dell’Inter, distante ancora sei lunghezze. Una vittoria sofferta, essenziale, figlia della resilienza più che dello spettacolo, maturata senza Antonio Conte in panchina e con una rosa falcidiata dagli infortuni.
La storia sorride agli azzurri. In Campania, Napoli e Sassuolo si erano affrontate 12 volte prima di oggi: 9 successi partenopei, 2 pareggi e una sola vittoria neroverde, datata Serie A 2020/21. Da allora, per il Sassuolo solo pareggi e sconfitte contro il Napoli, incapace di battere gli azzurri dall’1 novembre 2020.
Tra i protagonisti attesi, Domenico Berardi resta il miglior marcatore del Sassuolo al Maradona con tre reti, ma oggi il copione è diverso. Grosso sfida Conte (a distanza), Furneau dirige, e il Napoli sa di non potersi permettere altri passi falsi dopo tre pareggi consecutivi che avevano rallentato la rincorsa alla vetta.
Prima del fischio d’inizio, il Maradona si ferma: un minuto di silenzio in memoria di Rocco Commisso, omaggiato dalla FIGC e da tutto il calcio italiano. Un momento solenne, condiviso da due squadre divise dagli obiettivi ma unite dal rispetto.
Il Napoli parte con il piglio giusto e colpisce subito. Al 7’, Stanislav Lobotka trova il primo gol in Serie A dopo oltre tre anni e mezzo: controllo di prima e piattone preciso sulla respinta del portiere al tiro di Elmas. È una rete pesante, simbolica, che indirizza il match senza chiuderlo.
Senza Conte, squalificato, è Stellini a guidare gli azzurri dalla panchina. Il Napoli controlla il primo tempo, crea le occasioni migliori e sembra poter raddoppiare, ma non affonda. Il Sassuolo resta in partita e nella ripresa alza il baricentro, costringendo i padroni di casa a una gestione più prudente. Servono attenzione, sacrificio e almeno due interventi decisivi di Milinković-Savić per blindare il risultato.
Il successo pesa ancora di più se si guarda all’infermeria. Già privo di diversi titolari, il Napoli perde anche Neres nel riscaldamento, lancia dal primo minuto Vergara (ottima prova, salutata dagli applausi del Maradona) e durante la gara deve fare i conti con gli stop di Elmas, Rrahmani e, nel finale, Politano, rimasto in campo solo per onor di causa a cambi esauriti. Un bollettino che preoccupa, soprattutto alla vigilia di un tour de force decisivo tra campionato e Champions.

Tre punti d’oro, ma quanta sofferenza
Il Napoli interrompe la striscia di pareggi, ritrova la vittoria e manda un segnale al campionato: anche in emergenza, questa squadra c’è. Non brilla, ma lotta. Non domina, ma resiste. E resta lì, in scia, mentre gennaio si annuncia durissimo.
Le parole dei protagonisti
Stanislav Lobotka, uomo partita:
«Erano due anni che non segnavo e sono felice per il gol. Ovviamente lo sono anche per il risultato, perché non vincevamo da due gare. Serata perfetta per me».

Juan Jesus guarda avanti:
«Il campionato è ancora lungo. Oggi abbiamo ottenuto tre punti importantissimi per il prosieguo. Non ci attacchiamo agli infortuni: quando un compagno si fa male dispiace sempre, ma il calcio è così. Continueremo a crederci fino alla fine per ripeterci in ottica scudetto».
Sul sogno tricolore, Lobotka è chiaro:
«Difficile dire cosa servirà. Avremo tante partite tra campionato e Coppa Italia e molto dipenderà dal calendario. Noi lavoreremo sempre al cento per cento».
Infine, un pensiero per la panchina e per il momento condiviso prima del match:
«Dispiace che Conte non fosse in panchina conclude Juan Jesus ma Stellini ci ha dato grande carica. Abbiamo tanta fiducia in lui. E ci tenevo a fare le mie condoglianze alla famiglia Commisso: è stato un grande uomo».

Il Napoli vince, stringe i denti e va avanti. In emergenza, sì. Ma ancora vivo.

