Napoli, un’altra notte amara: Lukaku delude, Vergara incanta
Un’altra notte amara per il Napoli, che saluta la Coppa Italia dopo una sfida intensa e contraddittoria. A raccontarla è l’edizione odierna de Il Mattino, che mette sotto la lente d’ingrandimento soprattutto la prova di Romelu Lukaku, ancora lontano dalla migliore condizione e simbolo di una squadra che alterna lampi di grande calcio a blackout improvvisi.
Il match sembrava essersi messo sui binari giusti grazie alla serata di grazia di Tony Vergara, spavaldo e demoniaco, capace di accendere il secondo tempo con giocate di tecnica e personalità. Il suo guizzo, su sponda di Rasmus Højlund, aveva riacceso il sogno azzurro dopo un primo tempo complicato. Il Napoli aveva reagito con pressing alto, ritmo e aggressività, trovando in Vergara e Højlund le armi migliori.
Poi, però, qualcosa si è inceppato. Le scelte di Antonio Conte hanno cambiato l’inerzia della gara: fuori proprio gli uomini più imprevedibili, dentro soluzioni più prudenti. Una mossa che ha finito per spegnere l’entusiasmo e accompagnare la partita verso l’epilogo dei rigori. E lì, il destino si è fatto beffardo.
Lukaku ha fallito dal dischetto, apparendo appannato e rallentato. Il suo errore pesa, perché arriva in un momento chiave e conferma uno stato di forma non ancora all’altezza delle aspettative. Dall’altra parte, il Como è stato glaciale: rigori trasformati con precisione, eccezion fatta per Perrone, mentre il Napoli si è sciolto sotto la pressione.
Anche Stanislav Lobotka ha vissuto una serata emblematica: prima il rigore parato, poi l’errore decisivo che ha chiuso la contesa. Una fotografia della stagione azzurra, segnata da infortuni, assenze pesanti come quella di Scott McTominay e una costante difficoltà nel trovare continuità.
Il dato più evidente, però, riguarda proprio Lukaku. Il confronto con un Højlund stanco ma mobile è impietoso. Il danese, pur affaticato, ha garantito dinamismo e presenza, mentre il belga è apparso macchinoso, lontano parente dell’attaccante dominante visto in passato. Il rigore sbagliato diventa così il simbolo di un Napoli che costruisce, lotta, recupera, ma poi si perde sul più bello.
La Coppa Italia poteva rappresentare una consolazione in una stagione complicata. Invece resta soltanto il campionato, con l’obbligo di ritrovare lucidità e coraggio. Perché se è vero che i rigori sono una lotteria, è altrettanto vero che la partita era già cambiata prima, quando il Napoli ha scelto di frenare invece di osare.
E in questa notte di delusione, l’unica luce resta Vergara: talento e sfrontatezza su cui ricostruire. Per Lukaku, invece, serve tempo. E forse qualcosa di più.

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