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Victor Osimhen: “Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo”

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Victor Osimhen

Nell’ultima intervista rilasciata alla La Gazzetta dello Sport, Victor Osimhen ha deciso di rompere il silenzio e raccontare la sua verità sul rapporto con il Napoli, sul presunto interesse della Juventus e sul legame con Luciano Spalletti. Parole forti, a tratti dolorose, che fanno luce su una rottura maturata nel tempo e culminata con l’addio.

L’elogio a Spalletti: “Mi ha fatto crescere come uomo”

Osimhen ha voluto innanzitutto smentire le voci di tensioni con Luciano Spalletti: “Si diceva che litigassimo, però non era vero: lo stimo tanto”. L’attaccante nigeriano ha ricordato l’impegno quasi ossessivo del tecnico durante la stagione dello scudetto: “Ha dormito per mesi nel centro sportivo del Napoli, lavorando giorno e notte per convincerci che potevamo vincere”.

Un lavoro meticoloso che, secondo Osimhen, ha portato al massimo rendimento giocatori come Kim Min-jae, André-Frank Zambo Anguissa e Khvicha Kvaratskhelia, oltre allo stesso centravanti. “Pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore”, ha aggiunto, riconoscendo il ruolo decisivo di Spalletti nella conquista di uno storico scudetto, atteso a Napoli da decenni.

La chiamata della Juve: “Quando ti chiama, devi ascoltare”

Uno dei passaggi più delicati dell’intervista riguarda l’interesse della Juventus. Prima che iniziasse la trattativa con il Galatasaray, Osimhen ha rivelato di aver ricevuto una chiamata da Cristiano Giuntoli, oggi dirigente bianconero.

“Ho parlato con un paio di persone del club, mi hanno mostrato interesse, ma sapevo che lui non mi avrebbe lasciato partire”, ha spiegato, riferendosi al presidente azzurro. Tuttavia, l’attaccante non nasconde che l’interesse della Juventus fosse concreto: “Quando ti chiama la Juve, a prescindere da tutto, devi sederti e ascoltare”. Una frase destinata a far discutere i tifosi partenopei.

La rottura con il Napoli: “Dopo quel video qualcosa si è spezzato”

Il capitolo più amaro riguarda la fine del rapporto con il SSC Napoli. Osimhen parla apertamente di delusione e mancanza di rispetto: “Mi dispiace per i tifosi, anche perché io non ho mai parlato di quanto è accaduto”. Racconta di confronti diretti con alcuni sostenitori, presentatisi sotto casa sua per chiedere spiegazioni.

Il punto di non ritorno sarebbe stato un controverso video pubblicato dal club su TikTok: “Dopo quel video qualcosa si è rotto definitivamente. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via”. Parole pesanti, che riaprono una ferita mai del tutto rimarginata.

Osimhen rivela anche l’esistenza di un “gentlemen agreement” che gli avrebbe permesso di partire l’estate successiva, accordo che però – a suo dire – non sarebbe stato rispettato pienamente. “Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane”, afferma senza mezzi termini.

Il mancato lavoro con Conte e le scuse mai arrivate

L’attaccante ha infine raccontato che Antonio Conte avrebbe voluto trattenerlo: “Mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, ma ormai avevo fatto la mia scelta”. La priorità, spiega, era ritrovare serenità: “Non volevo continuare a lavorare in un posto in cui non mi sentivo felice”.

A chiudere, una stoccata significativa: “Nessuno si è mai scusato pubblicamente per quello che è successo”. Un passaggio che certifica come, al di là dei successi sportivi, il rapporto tra Osimhen e il Napoli si sia incrinato in modo irreversibile.

L’intervista alla Gazzetta lascia un segno profondo nel mondo del calcio italiano: tra riconoscenza verso chi lo ha aiutato a crescere e amarezza per un addio tormentato, Osimhen racconta il lato umano di una vicenda che va oltre il campo.