Esclusiva – Massimo Agostini: “Il VAR è diventato un problema. Ai nostri tempi si restava in piedi”
Massimo Agostini a Casa Serie A: “Il VAR sta diventando un problema”
Ospite della trasmissione Casa Serie A, format prodotto da Casa Napoli Network e condotto da Max Viggiani, è intervenuto l’ex attaccante Massimo Agostini. Il “Condor” ha analizzato senza filtri il momento del calcio italiano, soffermandosi soprattutto sul tema VAR e sulle polemiche arbitrali.
L’intervento di Massimo Agostini a Casa Serie A arriva in un momento delicato del campionato, con le polemiche post Atalanta-Napoli ancora accese.
Agostini contro il VAR: “Doveva essere un aiuto”
Il tema centrale dell’intervista è stato il VAR. L’ex attaccante non ha usato mezze misure:
“Il VAR doveva essere un aiuto agli arbitri, sta diventando invece un problema, soprattutto per l’efficienza decisionale degli arbitri. Succede ogni domenica, ogni partita.”
Secondo Massimo Agostini, qualcosa nel sistema si è inceppato negli ultimi anni:
“Sembrava che dopo il primo o secondo anno si fosse sistemato tutto con dei miglioramenti. Invece mi sa che, andando avanti con gli anni, ci sono stati dei peggioramenti.”
Parole chiare che riflettono un malcontento diffuso nel calcio italiano.
Il calcio di ieri e quello di oggi
Durante Casa Serie A, Agostini ha fatto un confronto tra il calcio degli anni ’80-’90 e quello attuale.
“Ai nostri tempi non è che si davano sportellate. Ci davamo gomitate, calci… ma si stava in piedi. Gli arbitri al 90% non fischiavano mai.”
Un riferimento diretto alla diversa interpretazione dei contatti fisici in area di rigore.
Secondo l’ex attaccante, oggi il livello atletico è altissimo, ma manca tolleranza sul contatto:
“Adesso i giocatori più piccoli sono 1,95 metri. Sembrano degli armadi. Se si fischiano questi falli, ogni domenica ci dovrebbero essere quattro o cinque rigori per squadra.”
Il concetto è chiaro: il calcio resta uno sport di contatto e non può essere arbitrato come uno sport senza scontro fisico.
Il legame con Napoli e Roma
Massimo Agostini a Casa Serie A ha poi ricordato le esperienze più significative della sua carriera, soffermandosi su Roma e Napoli.
“Penso che Roma e Napoli siano le due città dove ho ricevuto tantissimo e penso di aver lasciato qualcosa.”
Il “Condor” ha sottolineato il forte legame umano costruito nelle due piazze:
“Napoli è eccezionale, bellissima. È difficile dimenticare due piazze di questo genere.”
Parole che confermano quanto Agostini sia ancora legato all’ambiente azzurro.
Perché il soprannome “Condor”
Spazio anche a un momento più leggero. Il soprannome “Condor” nasce ai tempi del Cesena:
“In allenamento mi dissero: ‘Ti sei buttato come un condor sul pallone’. Da lì tutti hanno cominciato a chiamarmi così.”
Un nome che lo accompagna ancora oggi e che, come lui stesso racconta, gli ha portato fortuna.
Scudetto: Inter favorita
In chiusura, Massimo Agostini ha parlato della corsa Scudetto.
“L’Inter ha un vantaggio discreto, dieci punti non sono pochi. Se gioca come dovrebbe, lo Scudetto non dovrebbe portarglielo via nessuno.”
Secondo Agostini, la lotta è ancora aperta solo aritmeticamente, ma molto dipenderà dalla continuità della capolista.
L’intervento di Massimo Agostini a Casa Serie A conferma una linea chiara: il VAR deve tornare a essere uno strumento di supporto e non un elemento che genera polemiche ogni settimana.
L’ex attaccante ha parlato con l’esperienza di chi il calcio lo ha vissuto sul campo, offrendo un punto di vista diretto e senza filtri su arbitraggio, contatti fisici e corsa al titolo.
Per il “Condor”, il calcio moderno deve ritrovare equilibrio. E forse, anche un po’ di spirito anni ’90.

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