Verona-Napoli al cardiopalma tra il ritorno di Big Rom e il grande cuore azzurro – Le Pillole di CasaNapoli
Il Napoli conquista una vittoria importantissima contro il Verona con la rete di Lukaku all’ultimo respiro tra grande carattere e l’immensa resilienza
Verona-Napoli accelera un sabato pomeriggio di fine febbraio che si candidava ad essere tranquillo e sereno e che, in pochi minuti, diventa l’ardita trama dell’ennesimo thriller in salsa azzurra. La gara si mette subito in discesa con la splendida rete di Hojlund in avvio e i partenopei che subiscono poi il pari di Akpa-Akpro nella ripresa. Nel finale ci pensa Romelu Lukaku, subentrato dalla panchina e all’ultimo respiro, a regalare la vittoria ai partenopei, in un momento davvero emozionante. Tra questioni di campo, le parole dei protagonisti e le consuete polemiche, eccoci pronti a rivivere tutto con le consuete Pillole di CasaNapoli!
Un tuffo nel Medioevo
Vivere la partita dagli spalti e dalla tribuna stampa di ancora, ahimĆØ, numerosi stadi d’Italia ĆØ sempre un tuffo nel Medioevo. Tra cori beceri di discriminazione territoriale, invocazioni senza senso all’eruzione dell’amato Vesuvio in un odio immotivato, gratuito e atavico, l’aura azzurra splende come non mai, pronta a dare risposte sportive rigorosamente in campo. Per chi ha dovuto tifare e lavorare tra la tifoseria di casa, il solito diktat “la non curanza ĆØ il maggior disprezzo”, contornando il tutto con l’immancabile “meglio fare invidia che pietĆ ”. Eh sƬ, perchĆ© essere napoletani e tifosi del Napoli ĆØ sempre meraviglioso…ancor più con uno scudetto cucito sul petto.
Troppo bello per essere vero
Verona-Napoli inizia nel migliore dei modi per gli azzurri. “Ma vai a vedere che oggi ĆØ un sabato tranquillo” con la rete, splendida di Hojlund che batte Montipò e sblocca subito il risultato. Tutto bene, benissimo, se non fosse che il gol della tranquillitĆ non arriva e i giocatori azzurri vengono abbattuti come birilli ma per l’arbitro Colombo non ĆØ mai fallo e non mai giallo. Siamo alle solite. Per non parlare delle telecronache ormai faziose che dobbiamo ascoltare, musica stonata per le povere orecchie doloranti dei tifosi, insieme ai cori beceri dello stadio Bentegodi. Insomma, clima ostile, giornata storta e Napoli costretto agli straordinari, come sempre. E con estrema difficoltĆ , come sempre.
Harakiri
La panchina partenopea non offre tantissime chances, ormai ĆØ risaputo. Conte getta nella mischia come può l’ex di turno Giovane, autore di qualche buona serpentina, uno scatenatissimo Mazzocchi istillando nei supporter azzurri il serio rischio di prendere un rosso appena entrato per la grande foga, un funambolico Gutierrez e Gilmour. Per dare manforte a Hojlund c’ĆØ anche Lukaku ma prima dell’artiglieria pesante, succede l'(im)previsto: al 64′ ĆØ Akpa-Akpro a trovare la rete del pareggio, facendo esplodere lo stadio e dando ancor più fiducia al Verona, indemoniato nella ripresa per conquistare importanti punti salvezza. Si mette male per la squadra di Conte, per l’ennesimo incredibile harakiri.
Per sempre sƬ
Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare e ben lo sa Conte che ripone tutte le sue speranze nella fisicitĆ e nell’esperienza di Romelu Lukaku. Appena entrato si fa una bella sfogata con Elmas che non gli ha dato una ghiotta palla nel modo giusto e via in area, a fare a sportellate. I minuti scorrono via cosƬ come si fa sempre più vivida la paura di distaccarsi ancora dalla zona Champions. Ma il Napoli non molla e mette in campo, ancora una volta, tutto il suo cuore, il carattere e la resilienza. Al minuto 95′, il miracolo avviene: tapin di Big Rom e via, tre punti pesantissimi, con tanto di festa partenopea e le lacrime del belga. Nel post gara un’intervista meravigliosa: il momento difficile personale e sportivo e una certezza: “Prima di arrivare al Napoli ero morto”. Napoli ĆØ con te, Romelu, da sempre. E non ti curar di chi ti grida ciccione: tu sei un campione ed hai più addominali, sensibilitĆ , intelligenza e cervello di tutti loro messi insieme.
Vince Napoli
SƬ, non sarĆ stato un bel weekend per chi non ha Napoli e il Napoli a cuore. La vittoria azzurra all’ultimo respiro tra i beceri cori di discriminazione sociale e territoriale da parte di un attaccante molto contestato e quasi “odiato” dalle tifoserie del nord solo per il suo grande talento e palmares, il trionfo di Sal da Vinci a Sanremo e Stefano De Martino prossimo conduttore del Festival della musica italiana. Insomma, Napoli regna in tantissimi ambiti tra musica, eccellenze gastronomiche, sport, cinema, tv e moda, attirando molte antipatie..ma anche pacche sulla spalle e consensi. PerchĆ© Napoli non chiede permesso: entra, scuote, divide, conquista. E mentre il mondo discute, lei continua a fare ciò che ha sempre fatto: alzare il volume della vita, rendendola sempre più luminosa e ricca d’amore.
Alessia Bartiromo
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Testarda, imprevedibile, caparbia e passionale. Con la “testa nel pallone” ed i piedi in uno stadio.
