Franco Ordine: “Numero spropositato di errori arbitrali. Le squadre di Serie A devono coalizzarsi!”
FRANCO ORDINE A RADIO CRC: «Numero spropositato di errori arbitrali. Le squadre di Serie A devono coalizzarsi! Qualcuno chieda un cambio di guida tecnica, non è mai accaduta una cosa del genere in Serie A. Moviola in campo? È stata introdotta dopo Fiorentina-Juventus. Marotta League barzelletta da bar»
Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’editorialista Franco Ordine.
Di seguito le sue parole:
«Siccome quest’anno c’è stato un numero incredibile e spropositato di macro errori di dimensioni industriali da parte della classe arbitrale, le squadre che hanno esternato la propria insoddisfazione si devono coalizzare affinché creino una nuova e forte maggioranza che possa fare un cambiamento reale e chiedere e reclamare un cambio di guida tecnica alla conduzione della classe arbitrale come accade nelle squadre di calcio con gli allenatori.
Adesso siamo alla vigilia di una riforma che trasformerà la classe arbitrale in una società di professionisti guidata da tre consiglieri indipendenti e un direttore tecnico che sarà una specie di CT. Un numero così spropositato di errori concentrati in una sola stagione non è mai accaduto nella storia del calcio italiano. La causa risiede nel cambiamento e nella modifica giornata dopo giornata, episodio dopo episodio, delle linee guida da adottare nelle decisioni.
L’introduzione della moviola in campo è avvenuta dopo Fiorentina-Juventus, in occasione del fallo di Ranieri su Vlahovic nel quale Doveri prima ha assegnato il calcio di rigore alla Juventus, poi Guida lo ha richiamato al Var e la decisione è stata trasformata dal calcio di rigore per i bianconeri al calcio di punizione per la Fiorentina. Il giorno dopo ad Open Var, Rocchi ha dichiarato, commentando l’episodio: “Meglio una verifica in più che una in meno”.
Questa confusione è scaturita proprio dal continuo cambiamento delle linee guida che ha comportato lo smarrimento della classe arbitrale. La Marotta League e l’Aurelio League sono barzellette da discussione dal bar che devono rimanere lì, ma le squadre che si sono esposte sul tema devono coalizzarsi e chiedere un cambio di guida tecnica della classe arbitrale. Non è mai accaduto di vedere così tanti errori dalla prima all’ultima giornata di Serie A. Parliamo di 3-4 errori a giornata. Quando una squadra di calcio non funziona, ecco che l’allenatore viene mandato via, questo vale anche per la squadra arbitrale.
Non dimentichiamoci che gli arbitri sono gli stessi della passata stagione con l’introduzione di qualche giovane leva. Il 23 marzo ci sarà un vertice di Serie A a Milano tra il designatore Rocchi e le squadre di Serie A. In quell’occasione verranno trasmesse alla Federazione quali sono le idee delle squadre di Serie A. Staremo a vedere!»
MAURIZIO DE GIOVANNI A RADIO CRC: «Riferimento di Cazzullo alla camorra evidente scivolone. CI spieghi come faccia a parlare di matrimoni di camorra! Sal Da Vinci grandissimo e popolare artista. Non mi piace, ma rispetto a chi ne ha decretato il successo. Io amo Salerno e tutta la Campania, basta con l’odio tra la nostra città e quella di Salerno.»
Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto lo scrittore Maurizio De Giovanni.
Di seguito le sue parole:
«Il riferimento alla camorra di Aldo Cazzullo sulla canzone di Sal Da Vinci è un evidente scivolone. Mi rattrista e mi sorprende che uno straordinario e stimato giornalista come Aldo Cazzullo abbiamo potuto mostrare delle posizioni anti meridionaliste e antinapoletane. Stiamo parlando di un grandissimo uomo di cultura. Mi ha davvero sorpreso.
Per lui potrà essere la canzone più brutta del mondo, ma non lo è per i tanti italiani che ne hanno decretato l’enorme successo. I gusti popolari sono gusti, dovremo tutti accettarlo e capirlo. Provate a cantare la canzone di Olly che ha vinto l’anno scorso, nessuno se lo ricorda neanche dopo cinque minuti dalla vittoria. Tra l’altro, non so quanto lui possa frequentare i matrimoni di camorra per parlarne con così tanta precisione.
Sal Da Vinci è un grandissimo artista che è molto popolare come lo sono io da scrittore. Ha 40 anni di carriera alle spalle, con “Rossetto e Cafè” ha venduto un numero esorbitante di copie e non è un 17enne che se esce con una canzoncina o un tormentone dell’ultimo minuto. Lui è uno di quegli artisti che riempie l’Arena di Verona o lo Stadio S. Siro. Tutti i critici musicali dell’ultimo minuto dovrebbero imparare ad essere meno apocalittici e usare l’espressione “A mio parere”.
Io non sono mai stato accostato ai grandi premi letterari, ma sono felicemente e orgogliosamente uno scrittore popolare e non lo farei a cambio con nessuno, anche se sono stato tradotto in 48 lingue. Io non amo molto i generi di Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio, ma non per questo contesto i gusti dei tanti italiani o faccio l’equazione con la musica napoletana. Io rispetto i gusti delle persone.
Da una parte c’è la critica, dall’altra ci sono i gusti della gente. Ho letto persino che la canzone di Sal Da Vinci contenga dei riferimenti patriarcali e antifemministi. Io credo che stiamo perdendo la testa, non capisco dove sia stata letta questa cosa. Ricordiamoci che parliamo sempre del Festival di Sanremo e non del Premio Tenco. Se io vado in gelateria, mi aspetto di trovare i gelati e non la carne arrosto o i piatti gourmet.
Io non mi stancherò mai di ripeterlo: io amo Salerno così come amo tutta la Campania. Questo, però, non vuol dire che io trovi accettabile quando durante Salernitana-Roma sono stati intonati cori che recitavano “Odio Napoli” o “Vesuvio lavali col fuoco”. Questo non va bene. Io sono tutto tranne che anti salernitano, ma non riesco a farlo capire. Tra l’altro a Salerno ho molti amici e lettori dei miei libri».

