Napoli-Lazio 0-2, le pagelle: Naufragio al Maradona, Buongiorno da incubo e De Bruyne irriconoscibile

Un Napoli irriconoscibile e privo d’anima crolla al Maradona sotto i colpi della Lazio

Il Napoli crolla tra le mura amiche dello Stadio Maradona, incassando un 0-2 senza appello contro una Lazio che ha banchettato sulle macerie di una difesa allo sbando. A cinque giornate dal traguardo, la squadra di Conte decide di staccare la spina nel momento meno opportuno, trasformando la corsa Champions in un thriller per cuori forti. Una prestazione desolante, priva di orgoglio e di idee, che lascia i tifosi con un interrogativo atroce: dov’è finita la squadra che avrebbe dovuto dare filo da torcere all’Inter sino all’ultimo istante? In campo si sono visti spettatori non paganti di un monologo biancoceleste.

Di seguito, le pagelle degli azzurri:

Milinkovic-Savic 6,5: L’unico a non aver dimenticato i guantoni negli spogliatoi. Ipnotizza Zaccagni dagli undici metri evitando che il passivo assumesse i contorni di un’umiliazione storica. Predicatore nel deserto.

Beukema 4,5: Passa la serata a cercare di capire da che parte arrivi il vento, senza mai riuscire a chiudere uno spiraglio.

Buongiorno 4: Una collezione di orrori che non trova giustificazioni. Si fa schiacciare sul primo gol, apre il tappeto rosso a Noslin per il rigore e buca ogni intervento centrale. La versione sbiadita del muro ammirato nei momenti migliori.

Olivera 5,5: Una prestazione incolore, dove la timidezza difensiva fa il paio con l’assenza totale in fase di spinta.

Politano 5.5: Parte con le migliori intenzioni, risultando l’unica scintilla di un Napoli spento. Nella ripresa, però, si adegua al grigiore generale e sparisce dai radar fino al cambio.

Mazzocchi (dal 27′ st) 5.5: Entra in una nave che ha già imbarcato troppa acqua. Prova a correre, ma è una corsa nervosa e priva di direzione.

Lobotka 5: In apnea perenne. Prova a fare legna nel traffico, stende Noslin in area per disperazione e, paradossalmente, è una delle poche cose sensate della sua gara visto il rigore poi parato. Per il resto, manovra troppo lenta.

Giovane (dal 18′ st) 5: Lanciato nella mischia per ravvivare un attacco clinico, si limita al compitino senza mai accendere la luce.

Anguissa 4,5: La sua marcatura su Taylor in occasione dell’1-0 è un manifesto di passività. Non riesce a liberarsi dalla morsa laziale e vaga per il campo senza una meta precisa.

Elmas (dal 1′ st) 5: Entra, trotterella e non sposta minimamente l’inerzia del centrocampo.

Spinazzola 4,5: Si dimentica Cancellieri sul raddoppio, un errore di lettura scolastico che chiude i giochi. Offensivamente non pervenuto, come se giocasse in un’altra dimensione.

McTominay 5,5: Lontano anni luce dalla forma smagliante di poche settimane or sono. È un fantasma che si aggira per la trequarti senza mai trovare il guizzo o la giocata fisica.

De Bruyne 5: Sbaglia passaggi che solitamente farebbe ad occhi chiusi e sembra in perenne lite con il pallone. Un pomeriggio di ordinaria follia.

Alisson Santos (dal 1′ st) 5.5: Entra col piglio di chi vuole spaccare il mondo, ma finisce per sbattere contro il muro biancoceleste con una confusione tattica disarmante.

Hojlund 5: Ingabbiato, isolato e, infine, rassegnato. La coppia centrale della Lazio lo chiude in un cassetto e butta la chiave. Non vede mai la porta, non sente mai il profumo del gol.

All. Conte 5: Più che la sconfitta in sé, spaventa l’assenza totale di una reazione nervosa e l’apparente incapacità di leggere la partita. Il suo Napoli non c’è stato né nelle gambe né nella testa. Adesso le chiacchiere stanno a zero: bisogna blindare la Champions, prima che questa stagione diventi un rimpianto colossale.