Napoli – Cremonese: Al Maradona 4-0 senza pietà, ma il rimpianto ora pesa il doppio
Nella cornice dello Stadio Diego Armando Maradona, il Napoli ritrova sé stesso e lo fa nel modo più fragoroso possibile: 4-0 alla Cremonese, una prestazione dominante che riaccende entusiasmo e, almeno per una notte, rimanda la festa tricolore dell’Inter.
I numeri raccontavano già una storia chiara: Napoli imbattuto nei 15 precedenti casalinghi contro i grigiorossi, con 12 vittorie e 3 pareggi. L’ultima affermazione lombarda risaliva addirittura al 1994. Un divario storico che questa sera è diventato anche tecnico, evidente, quasi brutale.
Eppure, alla vigilia, le domande erano tante. Un Napoli reduce da due prestazioni opache, sterile contro Parma e fragile contro la Lazio. Dov’era finita quella squadra brillante che aveva alimentato sogni di titolo?
La risposta arriva dopo appena tre minuti. Il Napoli entra in campo con ferocia, intensità, fame. Subito gol, subito ritmo, subito pressione: McTominay apre le danze e dà il via a uno show senza pause.
La squadra di Antonio Conte è un’orchestra perfetta: pressing alto, verticalità, qualità pura. La Cremonese di Marco Giampaolo, invece, è travolta, incapace di reagire, schiacciata da un possesso palla dominante e da un’intensità fuori portata.
Il primo tempo è un monologo:
- Autogol di Terracciano per il raddoppio
- Prima rete in azione per De Bruyne
- Sensazione costante che il Napoli possa segnare a ogni affondo
Nella ripresa il copione non cambia: Alisson cala il poker, mentre il rigore sbagliato da McTominay è l’unica nota stonata di una serata perfetta.
Una partita che, senza esagerare, poteva finire con un passivo ancora più pesante
E allora la domanda nasce spontanea:
cosa è cambiato rispetto alle ultime due uscite?
Difficile dirlo. Forse la testa, forse la pressione, forse semplicemente il calcio, che a volte non segue logiche. Quando il Napoli poteva davvero riaprire il campionato, è mancato. Quando tutto sembrava ormai indirizzato, ha tirato fuori una prestazione da grande squadra.
Risposte che probabilmente resteranno sospese. Ma una cosa è certa: questo Napoli esiste, ed è bellissimo.
A fine gara, Conte è lucido e diretto:
“Con la Lazio ci siamo fatti del male da soli. Oggi siamo stati più attenti e feroci. I ragazzi meritano di finire al meglio. Abbiamo alzato il livello.”
Un messaggio chiaro: il Napoli non vuole mollare proprio adesso.
chiudere con orgoglio
A poche giornate dalla fine, la stagione entra nel suo momento decisivo. Lo scudetto sembra ormai indirizzato, ma il calcio non è solo vittoria finale.
È identità. È continuità. È dignità.
E allora questo Napoli deve essere il punto di partenza:
una squadra che si diverte, che domina, che fa emozionare.
Perché, anche se il tricolore può sfuggire, resta l’obbligo, e l’orgoglio di chiudere da grande squadra.
E magari lasciare, negli occhi dei tifosi, l’immagine più bella:
quella di una squadra che, anche quando è tardi, ricorda al mondo quanto può essere forte.

