Como – Napoli: Politano ci prova ma il Como resiste

Como-Napoli 0-0, un punto che pesa: il Como crea, il Napoli resiste e sfiora il colpo con Politano

Ci sono campi che non raccontano mai partite banali. Il Sinigaglia è uno di questi.

Como e Napoli si sono ritrovate ancora una volta su quel ramo del lago dove, nel tempo, si sono incrociate storie, ricordi e snodi decisivi. Fu qui, nel 1987, che il Napoli di Maradona mise una mano sul primo scudetto. Fu qui che Italo Allodi individuò in Ottavio Bianchi l’uomo giusto per costruire un sogno diventato leggenda. E fu ancora qui, appena un anno fa, che gli azzurri inciampando contro il Como lasciarono per strada una notte pesante.

I precedenti al Sinigaglia raccontavano già equilibrio e tensione: diciassette confronti, quattro successi lariani, otto pareggi e cinque vittorie partenopee. Per il Napoli, inoltre, c’era un dato che pesava come un macigno: in Serie A gli azzurri non vincono a Como dal 1989.

Ecco perché quella di oggi era molto più di una semplice partita. Per il Como l’occasione di avvicinarsi a un altro pezzo di storia. Per il Napoli di Antonio Conte un passaggio cruciale nella corsa Champions, con la possibilità di compiere un passo quasi decisivo verso l’Europa che conta.

Il Como parte forte, il Napoli soffre

L’inizio è subito intenso, nervoso, vivo. Si capisce immediatamente che nessuna delle due ha intenzione di aspettare. Il Como aggredisce alto, muove il pallone con personalità e prova a mettere il Napoli sotto pressione.

La prima grande occasione arriva all’8’. Nico Paz disegna una traiettoria perfetta che sorprende la linea azzurra. Douvikas scappa via, salta Milinkovic-Savic con lucidità e sembra avere davanti una porta spalancata. Quando il Sinigaglia sta già per esplodere, Amir Rrahmani compie un recupero straordinario e salva sulla linea un gol che sembrava fatto.

Il Como continua a spingere. Diao è una costante minaccia sulla corsia, Baturina si inserisce con continuità, Nico Paz illumina la manovra. Al 23’ proprio Diao mette in mezzo un pallone velenoso che attraversa tutta l’area, mentre pochi minuti più tardi Smolcic sfiora il vantaggio sugli sviluppi di un corner.

Il Napoli fatica a trovare ordine e pulizia tecnica. Lobotka e McTominay vengono spesso schermati dal pressing lombardo, la squadra di Conte fatica a risalire il campo e si affida soprattutto alla solidità dei suoi difensori.

Milinkovic tiene in piedi gli azzurri

Al 30’ il Como costruisce un’altra occasione nitida. Nico Paz inventa ancora, apre sulla destra per Diao che si presenta libero dentro l’area. Stavolta è Milinkovic-Savic a tenere in vita il Napoli: uscita perfetta, specchio chiuso, intervento decisivo.

È il simbolo di un primo tempo nel quale il Como fa di più, crea di più e dà la sensazione di poter colpire da un momento all’altro. Il Napoli arriva all’intervallo sullo 0-0, ma con la consapevolezza di aver sofferto parecchio.

Nella ripresa il Napoli cresce

Il secondo tempo si apre con ritmi più bassi, ma con lo stesso copione. Il Como continua a palleggiare e a gestire il possesso, mentre il Napoli prova lentamente a rialzarsi.

Al 64’ i padroni di casa sfiorano ancora il vantaggio. Nico Paz trova centralmente Baturina, che riesce a liberarsi al tiro. Una deviazione sporca la traiettoria e ancora una volta Milinkovic-Savic è straordinario nel togliere il pallone dall’angolo basso con un colpo di reni da portiere di altissimo livello.

Conte capisce che serve cambiare energia. L’ingresso di Anguissa porta fisicità e metri. Il Napoli comincia ad alzare il baricentro, ad avere più coraggio, a guadagnare campo.

McTominay spreca, Politano colpisce il palo

Nel finale la partita cambia volto. All’80’ Buongiorno avvia l’azione, Gutierrez trova il corridoio giusto e McTominay si presenta davanti a Butez. Il sinistro sul primo palo, però, termina fuori di poco.

È il preludio al brivido più grande della serata.

All’84’ il Napoli riparte velocemente. La palla arriva a Matteo Politano, nella sua zona preferita. L’esterno si accentra, prende la mira e lascia partire il suo classico sinistro a giro. Il tiro è perfetto, il portiere è battuto, ma il pallone si stampa sul palo. Per un istante il Napoli vede il colpo grosso, poi resta soltanto il rumore secco del legno.

Dopo quattro minuti di recupero, il triplice fischio di Fabbri chiude una gara intensa, vera, combattuta.

Le parole di Conte: “Se non possiamo vincere, non dobbiamo perdere”

C’è tutta la filosofia di Antonio Conte in quella frase pronunciata prima del recupero: “Se non possiamo vincere, non dobbiamo perdere.”

Nel post-partita il tecnico azzurro ha analizzato con lucidità la prestazione: “È stata una buona prova, perché senza una partita vera non esci indenne da un campo così. Ci giocavamo tantissimo. Nel secondo tempo siamo cresciuti e abbiamo avuto occasioni importanti”.

Conte ha poi spiegato anche le difficoltà iniziali: “I due centrocampisti erano troppo distanti quando muovevamo palla. Ci è mancata coordinazione e abbiamo perso palloni banali che ci hanno creato apprensione. Poi siamo saliti di livello”.

Parole anche su De Bruyne: “Sta come la settimana scorsa. Ci sono partite in cui riesce a esaltarsi di più, altre meno. È stato ordinato, poi ho preferito inserire Anguissa e spostare McTominay”.

Un punto che lascia pensieri diversi

Il Como esce dal campo con il rimpianto di non aver concretizzato la mole di gioco costruita soprattutto nel primo tempo. Il Napoli, invece, si porta via un punto di sofferenza, maturità e resistenza.

Non è stata la serata del calcio brillante, né quella delle certezze assolute. È stata però una notte che racconta bene questo finale di stagione: quando le gambe pesano, quando ogni pallone vale una fetta di futuro, anche un pareggio può avere un significato profondo.

Il Napoli non sfata il tabù Sinigaglia, ma resta in piedi. E a volte, quando il traguardo è vicino, saper restare in piedi conta quasi quanto vincere.