Esclusiva – Maurizio De Giovanni: “Allegri? Capisco la scelta, ma non sarebbe stata la mia”
Maurizio De Giovanni a CasaNapoli.Net: “Conte ha chiuso un ciclo. Allegri? Capisco la scelta, ma non sarebbe stata la mia”
Dal Mondiale FIFA 2026 all’addio di Antonio Conte, passando per il possibile approdo di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra. Maurizio De Giovanni si racconta ai microfoni di CasaNapoli.Net nell’intervista esclusiva condotta da Gennaro Di Franco al Caffè Gambrinus.
Il celebre scrittore napoletano, da sempre tifoso del Napoli, ha affrontato senza filtri i temi più caldi dell’attualità calcistica, soffermandosi sul futuro del club azzurro e sulle polemiche che stanno accompagnando il Mondiale FIFA 2026.
Conte, l’addio e la fine di un ciclo
Tra gli argomenti più attesi c’era inevitabilmente l’addio di Antonio Conte. De Giovanni ha voluto offrire una lettura personale delle parole pronunciate dal tecnico nel momento della separazione dal Napoli.
“Io sono un giallista, quindi come tale sono dietrologo e complottista”, ha esordito sorridendo. “Non credo che Conte si riferisse soltanto alla stampa o a una parte dell’opinione pubblica. Penso che abbia fatto riferimento anche a una frattura interna, non meglio identificata. Non so dirti se della dirigenza, ma più probabilmente tra i calciatori”.
Secondo lo scrittore, tuttavia, il motivo principale della separazione sarebbe un altro.
“Io penso che semplicemente Conte abbia sentito concluso un ciclo. Conte non è uno che lancia i giovani, è uno che lavora sul consolidato, sullo sperimentato. Sono più propenso a credere che abbia semplicemente visto conclusa una parabola che ha portato grandi successi”.
De Giovanni ha poi voluto sottolineare la straordinarietà dei risultati ottenuti dall’allenatore.
“Conte ha portato il Napoli a vincere uno Scudetto e ad arrivare secondo. Il Napoli nella sua storia ha vinto quattro Scudetti ed è arrivato nove volte secondo. Con i suoi due anni ha inciso in maniera enorme sulla storia del club. Questo dà la dimensione della straordinarietà della sua gestione”.
Allegri al Napoli: “Capisco la logica, ma non è una scelta che avrei fatto”
Il discorso si è poi spostato su Massimiliano Allegri, indicato come il principale candidato alla successione di Conte.
De Giovanni non nasconde qualche perplessità dal punto di vista tecnico.
“La mia opinione personale è che non sia l’allenatore che avrei scelto. Dal 2019 Allegri non vince. È uno che ha un gioco che, a mio modo di vedere, è superato, vecchio”.
Una critica che però non si trasforma in una bocciatura totale.
“Capisco la logica di questa scelta. Il Napoli non può fare salti nel vuoto. L’anno successivo a Spalletti abbiamo visto cosa è accaduto con scelte sbagliate. È l’anno del Centenario e non si può sbagliare”.
Per lo scrittore, infatti, la società ha scelto la strada della sicurezza.
“Allegri è uno abituato all’alta quota, è carismatico, ha un passato che lo rende autorevole nei confronti della squadra e dei giocatori. Mi auguro che la scelta sia giusta. Non è una scelta che avrei fatto io, ma qualsiasi altra scelta avrebbe rappresentato un salto nel vuoto”.
Mondiale FIFA 2026, De Giovanni attacca: “Sono disgustato”
Tra i passaggi più forti dell’intervista c’è sicuramente quello dedicato al Mondiale FIFA 2026.
Le parole dello scrittore sono durissime.
“Mi sono disgustato da questo Mondiale”, ha dichiarato senza mezzi termini.
De Giovanni ha criticato alcuni episodi verificatisi durante la manifestazione.
“Sono disgustato dalle ispezioni che sono state fatte alle squadre che arrivavano. Sono disgustato dall’arbitro somalo mandato via perché somalo. Credo che, se Infantino fosse stato un uomo corretto, avrebbe dovuto chiedere immediatamente giustificazioni per questo atteggiamento”.
Lo scrittore ha poi spiegato la sua posizione personale.
“Ognuno sceglie per come è. Io scelgo di distanziarmi da questo Mondiale”.
Particolarmente forte il riferimento a Fabio Cannavaro.
“Vedere Cannavaro accolto ai piedi della scaletta dalla polizia e perquisito come se fosse l’ultimo dei delinquenti mi ha profondamente disgustato”.
Lukaku e De Bruyne: “Li terrei, ma devono sposare il progetto”
De Giovanni ha parlato anche dei grandi campioni del Napoli, soffermandosi su Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne.
“Io sono un tifoso e non un commercialista, quindi non entro nel merito del peso sul monte ingaggi. Dal punto di vista tecnico sono due giocatori di straordinario valore”.
Lo scrittore guarda già al prossimo Mondiale.
“Sono convinto che faranno un Mondiale di alto livello”.
Ma l’aspetto decisivo, secondo lui, resta uno.
“Se rimangono devono aderire con gioia e con forza al progetto tecnico. Se accettano di restare, devono rendere al Napoli quello che il Napoli ha dato loro. Se rimangono, devono essere loro al servizio della squadra e non la squadra al loro servizio”.
L’amore per il Napoli e il valore dell’identità
Nel corso dell’intervista De Giovanni ha ribadito il legame profondo tra la città e la squadra.
“Napoli è l’unica grande metropoli meridionale con una sola squadra che si mantiene ai vertici e partecipa stabilmente alle coppe. Chiunque oggi ritrovi l’orgoglio della propria condizione di essere meridionale diventa prima simpatizzante e poi tifoso del Napoli”.
Un sentimento che continua a rappresentare uno dei tratti distintivi del popolo azzurro e che, anche alla vigilia di una stagione cruciale come quella del Centenario, resta il vero collante tra squadra, città e tifosi.
L’intervista integrale a Maurizio De Giovanni sarà disponibile sui canali ufficiali di CasaNapoli.Net.

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