L’Arezzo passa 3-1, ma il vero test era un altro
Napoli, il primo passo di Allegri:ad agosto conta più delle risposte. L’Arezzo passa 3-1, ma il vero test era un altro
Più che un’amichevole, è stato un laboratorio a cielo aperto. La prima uscita stagionale del Napoli di Massimiliano Allegri, terminata con la sconfitta per 3-1 contro l’Arezzo nel ritiro di Dimaro, non era una partita da giudicare attraverso il risultato, bensì un banco di prova per il nuovo allenatore azzurro.
Per Allegri è stato il primo vero contatto con la sua squadra in una situazione di gara: novanta minuti utili per osservare, analizzare e scrutare ogni dettaglio. Movimenti, sincronismi, interpretazione degli spazi, condizione atletica e atteggiamento dei singoli. Tutti elementi fondamentali per iniziare a costruire quel Napoli che il tecnico livornese ha in mente.
Come già accaduto nella scorsa stagione, gli azzurri cadono nella prima amichevole estiva. Un ko che, nel calcio di luglio, pesa relativamente. Le gambe sono inevitabilmente appesantite dai carichi di lavoro e diversi nazionali devono ancora aggregarsi al gruppo. È il periodo in cui si semina, ben sapendo che i frutti arriveranno soltanto tra qualche settimana.
Davanti a un Carciato gremito di tifosi curiosi di vedere all’opera il nuovo Napoli, Allegri ha schierato inizialmente un 4-3-3 molto fluido, che in fase di non possesso si trasformava spesso in un 4-4-2, con Lindstrom vicino a Hojlund. Proprio il danese, insieme al giovane Prisco, era tra gli osservati speciali della giornata.
L’avvio è stato inevitabilmente condizionato dalla condizione fisica. Dopo una buona occasione capitata a Hojlund, è stato l’Arezzo a trovare il vantaggio con Alberto Cerri, sfruttando una delle poche disattenzioni difensive degli azzurri. Tra le note più interessanti del primo tempo c’è stata la vivacità di Alisson Santos, più volte protagonista sulla corsia sinistra con accelerazioni e iniziative personali.
Nella ripresa Allegri ha rivoluzionato l’intera squadra, cambiando praticamente tutti gli interpreti e continuando il suo lavoro di valutazione. Sono entrati, tra gli altri, Lobotka, Politano, Spinazzola e Lucca, mentre Milinkovic-Savicaveva già rilevato Meret nel corso della prima frazione.
L’Arezzo ha trovato anche il raddoppio con Gilli, ma il Napoli ha reagito con il gol di Politano, bravo a ribadire in rete la respinta sul calcio di rigore. Gli azzurri hanno provato ad aumentare ritmo e pressione, senza però riuscire a riequilibrare la sfida. Nel finale è arrivato anche il definitivo 3-1 firmato da Mawuli.
Nel dopogara è stato proprio Matteo Politano a invitare tutti alla calma, con il sorriso di chi conosce bene le dinamiche del ritiro: “L’Arezzo è la nostra bestia nera in ritiro… No dai, c’è tempo. Dobbiamo essere tranquilli e sereni.” Parole che fotografano perfettamente il momento. L’esterno azzurro ha poi sottolineato l’impatto positivo del nuovo allenatore: “Mi ha colpito la sua spensieratezza. Ci tiene al lavoro, ma quando c’è da ridere e scherzare lo fa. Inoltre, con lui utilizziamo molto di più il pallone durante gli allenamenti.”
Sono dichiarazioni che raccontano un ambiente sereno e già ricettivo alle idee del nuovo tecnico. Allegri sta iniziando a trasmettere la sua filosofia, fatta di equilibrio, intensità e cura dei dettagli, senza rinunciare a creare un clima disteso all’interno del gruppo.
Il risultato, oggi, passa inevitabilmente in secondo piano. Le prime amichevoli servono a questo: sbagliare, correggere, sperimentare e capire su chi poter contare durante una stagione che si preannuncia lunga e ricca di impegni. La sconfitta contro l’Arezzo rappresenta semplicemente il primo fotogramma di un percorso ancora tutto da scrivere.
Domenica, contro la Carrarese, il Napoli tornerà in campo con qualche certezza in più e tante indicazioni raccolte. Perché il primo Napoli di Allegri non cercava una vittoria estiva, ma le risposte necessarie per iniziare a costruire il futuro.

