Angelo Bonfrisco: Pirlo CT? sono molto perplesso

Angelo Bonfrisco: Pirlo CT? sono molto perplesso

Ieri sera a Casanapoli . net, in diretta dal foyer del teatro di Dimaro Folgarida In Trentino, nel corso della consueta diretta serale, ĆØ stato ospite l’ex arbitro di Serie A Angelo Bonfrisco.

Alle domande del conduttore della trasmissione Max Viggiani, Bonfrisco ha detto la sua su diversi argomenti quali la scelta di Pirlo come CT della nazionale, la circolare numero 1

Sulla guida della nazionale: dopo il no di Guardiola… Pirlo!

E’ difficile tenere in piedi questo tipo di paragone.

Detto ciò Pirlo, secondo me, è stato il prototipo del calciatore, quello che io vorrei sempre vedere in un calciatore, per la correttezza, la tecnica, la bravura, la fantasia.

Però manca il curriculum per arrivare alla nazionale, è una scommessa che traduco con una semplice parola: grande perplessità.

SƬ, proprio cosƬ, sono molto perplesso.

Poi ripeto, se lui riuscirĆ  a trasferire agli altri il suo prototipoĀ  del calciatore saremo tutti felici e soprattutto magari riuscirĆ  a partecipare al prossimo mondiale.

Però sono molto perplesso sul curriculum. Oggi sembra più un aggiustamento perché abbiamo problemi economici, lo sappiamo.

Non si può investire più di un tot e quindi sembra un po’ una situazione purtroppo Ā che mi pare un po’ di ripiego.

 

Sulla circolare numero 1 uscita qualche giorno fa

Allora, la circolare numero uno non ĆØ nient’altro che il riepilogo che tutti gli anni viene fatto, che parte dal 1 luglio e certifica tutte le modifiche che l’IFAB apporta per il campionato di calcio 2026-27.

Abbiamo avuto la riprova di quello che ĆØ successo nel mondiale, quasi tutto ĆØ stato trasferito nella circolare numero 1.

Ci sono degli aspetti molto importanti che potranno fare la differenza anche a livello comportamentale, soprattutto per i calciatori.

E’ un documento di 21 pagine, ĆØ cosƬ lunga la circolare che quindi vi vorrei proporre questa sera magari solo qualche punto su cui possiamo fare una riflessione.

Ā Il primo ĆØ la sostituzione che deve essere fatta nei tempi dei 10 secondi. Cosa dice il protocollo? Il protocollo dice ā€œ ‘Nel momento in cui il quarto uomo esponeā€ .

Cosa vuol dire? Che il giocatore vede il numero e quindi prende coscienza che deve uscire ed ha 10 secondi per uscire dalla parte del campo più vicina.

DopodichƩ la sostituzione viene effettuata.

Cosa può succedere? Qual è la penalità? Qui vi invito a riflettere.

Se il calciatore ritarda la sostituzione, chi deve entrare può farlo solo dopo un minuto, perché quindi che deve uscire esce ma quello che deve entrare può farlo solo dopo un minuto a gioco fermo.

Cosa vuol dire? Che se passa un minuto ma il pallone non esce, non c’ĆØ una palla inattiva e mettiamo, facciamo un eccesso, il gioco va avanti per 3-4 minuti, quella squadra giocherĆ  in 10 contro 11 per 3-4 minuti.

Quindi secondo me questo ĆØ un atteggiamento, l’abbiamo giĆ  visto nei mondiali, che ĆØ cambiato, che ĆØ migliorato.

Però c’ĆØ una partita, non ricordo quale, dove c’ĆØ stata la penalitĆ  di un minuto e la squadra che giocava 10 contro 11 ha preso gol.

Quindi questa, secondo me, ĆØ un deterrente non indifferente per chi dovrĆ  fare le sostituzioni.

Bisogna recuperare tempo per cercare di giocare di più, per non innervosire gli avversari, per non agevolare condotte ostruzionistiche e diciamo anche per aumentare il tempo effettivo delle partite.

E chiudo dicendovi che ci sono, credo, almeno più di 20 partite del Mondiale che hanno superato i 60 minuti, l’obiettivo famoso dei 60 minuti. Ā 

Complimenti al nostro designatore FIFA che, lo sapete, ĆØ Pierluigi Collina.

Sull’arbitrare a Napoli

A Napoli ĆØ sempre bello arbitrare come sempre quando c’ĆØ tanto pubblico.

Ho avuto la fortuna di fare una partita con 80. 000 dove si faceva fatica a entrare in campo e sentire quello che mi dicevano gli assistenti.

Quindi, a prescindere, ĆØ un’esperienza bellissima per un arbitro stare in mezzo a tanta gente al centro del campo.

 

Sui portieri che lo hanno impressionato di più

Io ho conosciuto Antonioli che ha esordito, per esempio, col Milan a San Siro, che non ĆØ assolutamente, facile, a 16 anni.

Ho conosciuto Van der Sar quando era alla Juventus, Pagliuca….quindi ĆØ stato un periodo in cui di bravi ce ne sono stati tanti.

La cosa che mi faceva un po’ sorridere ĆØ che io abbinavo ai portieri ed il periodo in cui giocavano con un determinato regolamento, questa ĆØ un po’una deformazione.

Per esempio Zoff passeggiava nell’area di rigore e teneva il pallone quanto voleva, e non c’era l’esigenza di giocare coi piedi.

Fino poi ad arrivare a Meret che ha dovuto imparare a giocare coi piedi.

Poi Garella che era un portiere particolare, perchƩ lui parava con tutto.

Forse ha un po’ anticipato i tempi, perchĆ© faceva di quelle parate…. e usava molto i piedi.