Genoa e Napoli, una storia senza tempo: gli azzurri vincono 2-0 al Ferraris
Genoa e Napoli, una storia che il tempo non ha cancellato: il nuovo Napoli riparte dal Ferraris
Ci sono partite che vanno oltre i novanta minuti. Partite che portano con sé storie, emozioni, ricordi e quella strana sensazione che il calcio, qualche volta, sappia essere molto più di una semplice sfida. Genoa-Napoli è una di queste. Il Ferraris riapre le porte alla Serie A e lo fa accogliendo il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri. Una squadra chiamata a ricominciare, con ambizioni importanti e ancora tanta voglia di scoprirsi. E forse non poteva esserci avversario migliore per iniziare questo viaggio.
Una storia lunga più di una partita
Genova e Napoli si incontrano ancora una volta, in una notte che porta con sé una storia lunga oltre quarant’anni.
Era il 16 maggio 1982 quando un pareggio per 2-2 del Napoli contribuì alla clamorosa salvezza del Genoa e alla retrocessione del Milan. Da quella giornata nacque uno dei gemellaggi più longevi e sentiti del calcio italiano. Un’amicizia che ha accompagnato generazioni di tifosi e che, pur essendosi affievolita negli ultimi anni, resta parte della memoria collettiva di queste due città.
Due popoli di mare, due città orgogliose, due tifoserie capaci di vivere il calcio con un’intensità difficile da spiegare.
E questa sera, prima ancora del fischio d’inizio, quella storia è tornata a respirare attraverso la musica. Alfa e Gigi D’Alessio hanno cantato al Ferraris “Genova e Napoli”, un brano nato proprio dall’incontro tra due città che, viste dal mare, sembrano quasi potersi riconoscere.
Una canzone che parla di appartenenza, di sofferenza, di orgoglio. Esattamente come il calcio.
Poi, finalmente, parla il campo
Dopo l’estate dei ritiri e delle amichevoli, per il Napoli è arrivato il momento della verità.
Massimiliano Allegri debutta ufficialmente sulla panchina azzurra e sceglie il suo collaudato 4-3-3. Dall’altra parte c’è il Genoa di Daniele De Rossi, già rodato da una gara ufficiale di Coppa Italia e sostenuto dal calore del Ferraris.
Il Genoa parte meglio. Corre, pressa, aggredisce gli spazi e mette in difficoltà un Napoli ancora troppo compassato. Gli azzurri fanno fatica a trovare Hojlund, mentre i rossoblù giocano con una intensità che per buona parte del primo tempo fa la differenza.
Il Napoli prova a costruire, ma manca qualcosa. Forse ritmo, forse brillantezza, forse semplicemente quella convinzione che soltanto le partite vere possono regalare.
Poi arriva la ripresa.
E cambia tutto.
Allegri pesca dalla panchina Vergara e De Bruyne, insieme a Lang, e il Napoli cambia volto. Più qualità, più personalità, più velocità nella manovra. Gli azzurri cominciano a prendere campo, mentre il Genoa inevitabilmente paga l’enorme dispendio energetico del primo tempo.
Il Napoli cresce.
E quando una squadra di qualità prende coraggio, prima o poi arriva il momento in cui la partita può cambiare.
De Bruyne, subito decisivo
Al minuto 38 arriva il gol che sblocca la partita.
Kevin De Bruyne, uno dei grandi colpi del mercato azzurro, trova la rete al termine di un’azione destinata però a far discutere: il belga si appoggia con l’avambraccio sulla schiena di Vasquez, che finisce sbilanciato, prima della conclusione vincente.
Il Genoa protesta. Il Ferraris rumoreggia.
Ma il Napoli passa.
E poco dopo arriva anche il raddoppio, firmato da Vergara, altro protagonista della svolta dalla panchina. Il tentativo di Otoa sulla linea non basta: il pallone supera la porta e il Napoli può finalmente respirare.
Due sostituzioni, due gol.
Due ragazzi entrati dalla panchina che cambiano la storia della partita.
Buona la prima
Finisce così.
Genoa 0, Napoli 2.
Una vittoria che forse racconta già qualcosa del nuovo Napoli di Allegri: una squadra ancora da costruire, ancora alla ricerca della propria identità, ma capace di soffrire, aspettare e poi colpire.
Il primo tempo lascia qualche interrogativo. La ripresa offre invece risposte importanti.
E poi c’è quel numero, 50: tante sono le vittorie conquistate dal Napoli contro il Genoa nella lunga storia degli incroci tra le due squadre. Un’altra piccola pagina che si aggiunge a una storia fatta di partite, gol, rivalità sportive e soprattutto di emozioni.
Per Allegri c’è anche una curiosa coincidenza: il Genoa di De Rossi era stato l’ultimo avversario battuto dal tecnico prima dell’addio al Milan. Ora, ancora De Rossi dall’altra parte, ma con una storia completamente nuova da scrivere.
Il viaggio comincia da qui
Forse è proprio questo il senso della prima notte del Napoli.
Ripartire.
Dal Ferraris, da una città sorella, da una tifoseria con cui il tempo ha cambiato le distanze ma non cancellato i ricordi.
E ripartire con una vittoria.
Allegri aveva chiesto al suo Napoli di iniziare a fare sul serio. La risposta è arrivata nella ripresa, quando la squadra ha trovato coraggio e qualità.
De Bruyne e Vergara hanno messo la firma sulla prima pagina.
Ma il campionato è appena cominciato.
E se il calcio insegna qualcosa, è che ogni nuova stagione è un viaggio nel quale non conta soltanto dove vuoi arrivare, ma soprattutto come scegli di cominciare a camminare.
Il Napoli ha cominciato vincendo.
Buona la prima, Max. E buon vento Napoli.

