Vergara si racconta: “Volevo smettere, ora sogno la Champions”

Vergara, dal pensiero di lasciare il calcio al sogno Champions: «Volevo il Napoli, ho lottato per arrivare fin qui»

Il talento azzurro racconta sacrifici, paure e ambizioni. Dopo il grave infortunio aveva pensato di mollare tutto. Ora si gioca le sue carte con Allegri e guarda anche all’Europa.

Dall’idea di abbandonare il calcio alla possibilità di ritagliarsi uno spazio importante nel Napoli. Il percorso di Antonio Vergara è passato attraverso momenti molto diversi e, nell’intervista concessa a Pino Taormina per Il Mattino, il calciatore azzurro racconta senza nascondersi le difficoltà incontrate prima di arrivare al presente.

Il momento più complicato risale alla rottura del crociato durante l’esperienza alla Reggiana. Un infortunio che lo portò seriamente a pensare di chiudere con il calcio. Vergara racconta di aver telefonato alla famiglia dicendosi pronto ad andare a lavorare nella concessionaria di famiglia a Caivano. Lo definisce senza esitazioni «un momento buio».

Eppure la voglia di arrivare non è mai scomparsa definitivamente. Dietro l’approdo al Napoli c’è infatti una storia fatta di rinunce. A 18 anni Vergara viveva praticamente solo in un monolocale a Vercelli, lontano dagli amici e dalla famiglia. Una parte della giovinezza sacrificata per inseguire il pallone, ma sulla quale oggi non sembra avere dubbi: «Ne è valsa la pena».

Il sogno Napoli diventato realtà

Indossare la maglia azzurra non è stato un traguardo arrivato per caso. Vergara spiega che diventare un calciatore del Napoli era proprio ciò che desiderava e racconta di aver «lottato e stretto i denti» per riuscirci. Quello che non immaginava era di poter arrivare a ricoprire un ruolo così significativo all’interno della squadra.

Nel suo percorso riconosce soprattutto due figure fondamentali: il padre, indicato come punto di riferimento quotidiano, e il suo agente Mario Giuffredi, al quale attribuisce il merito di aver continuato a credere in lui anche nei momenti in cui la fiducia attorno al giocatore sembrava essere venuta meno.

C’è poi il legame con il territorio e con chi, prima di lui, è diventato un simbolo per tanti giovani dell’area napoletana. Parlando di Lorenzo Insigne, Vergara lo definisce un mito per i ragazzi di Frattamaggiore che erano cresciuti guardandolo in televisione.

Con Allegri nessuna pretesa: «Voglio convincerlo in allenamento»

Adesso c’è il presente e c’è la concorrenza per conquistare spazio nel Napoli di Massimiliano Allegri. In vista della partita contro il Como, Vergara non pretende una maglia da titolare: vuole guadagnarsela sul campo e convincere l’allenatore durante gli allenamenti.

E se dovesse partire ancora dalla panchina? Nessun problema. Dopo quanto accaduto a Genova, sarebbe disposto a mettere la firma per entrare a gara in corso, segnare, servire un assist e soprattutto contribuire alla vittoria della squadra.

Anche la sua duttilità può diventare un’arma. Definire esattamente il ruolo di Vergara non è semplice: negli ultimi anni ha giocato da esterno alto, trequartista, mezzala e quinto di centrocampo. La sua filosofia è essenziale: «Dove mi dicono di mettermi, là mi metto». E quando nell’intervista gli fanno notare che non è ancora chiaro quale sia realmente il suo ruolo, risponde scherzando: «Tranquillo, neppure io».

La Champions e quel sogno ancora aperto

Nelle parole di Vergara c’è spazio anche per l’Europa. La notte di Champions contro il Chelsea è rimasta nella sua testa, ma con un retrogusto amaro per il risultato e il mancato passaggio del turno. Un ricordo che continua a tornare nei suoi sogni, ogni volta con un finale diverso.

E quando deve scegliere tra scudetto e semifinale di Champions League, Vergara si sbilancia. Pur riconoscendo la difficoltà della scelta, indica proprio il grande traguardo europeo: «Ahi, se proprio devo: la semifinale in Champions».

Le ambizioni personali, invece, rimangono molto concrete. La priorità nasce inevitabilmente da ciò che ha vissuto: «Non farmi male, per prima cosa». Poi c’è il campo, con l’obiettivo di aumentare il numero di gol e assist rispetto alla passata stagione.

È forse questo il passaggio che meglio racconta il momento di Vergara. Qualche anno fa un grave infortunio lo aveva portato a immaginarsi lontano dal calcio; oggi può pensare a una maglia da titolare nel Napoli e persino a una semifinale di Champions. Una distanza enorme, percorsa senza dimenticare quanto sia stato difficile arrivare fin qui.