Inter-Napoli: notte amarissima a San Siro: dal 2-0 al 3-2, Lautaro decide al 91’

Inter-Napoli 3-2, il Napoli accarezza l’impresa e cade al 91′. Lautaro firma la beffa

Ci sono sconfitte che fanno male per il risultato e sconfitte che fanno ancora più male per come arrivano.

Quella del Napoli a San Siro appartiene alla seconda categoria.

Perché per quasi un’ora gli azzurri avevano fatto quello che sembrava necessario per trasformare una serata difficile in una notte da ricordare. Avevano resistito, sofferto, aspettato il momento giusto e poi colpito l’Inter due volte nel giro di appena tre minuti.

Politano prima. Hojlund poi.

Il Napoli era avanti 2-0 a San Siro. E per un attimo il grande colpo sembrava davvero possibile.

Poi il calcio, quello spietato, ha deciso di presentare il conto. L’Inter si è rialzata, ha trovato la forza dei suoi uomini migliori e ha completato una rimonta folle. Lautaro al 91′ ha firmato il 3-2, trasformando la festa nerazzurra nella notte più amara possibile per il Napoli.

Una notte che poteva cambiare tutto

La terza giornata aveva già il sapore delle grandi sfide. Tre big match in calendario, tre appuntamenti che sembravano quasi voler ricordare che il campionato, nonostante sia appena cominciato, sa già regalare partite capaci di lasciare il segno.

Per il Napoli, però, questa partita aveva un peso ancora maggiore.

Dopo la sconfitta interna contro il Como, gli azzurri avevano bisogno di una risposta. Non necessariamente di una vittoria, ma di un segnale.

E per lunghi tratti quel segnale era arrivato.

Massimiliano Allegri aveva preparato una partita fatta di attesa, equilibrio e capacità di sfruttare gli spazi lasciati dall’Inter. Non era un Napoli spettacolare, ma era un Napoli che sapeva cosa fare.

E quando è arrivato il momento di colpire, lo ha fatto con una precisione quasi chirurgica.

Politano apre la ferita

Il primo colpo arriva al 50′.

Un pallone perso dall’Inter mette Politano nelle condizioni di provarci due volte. La prima conclusione viene murata da Barella, la seconda invece trova la porta.

Gol. 0-1. San Siro improvvisamente si ferma.

Il Napoli ha trovato quello che cercava: il vantaggio. Ma non si accontenta.

Passano soltanto tre minuti e arriva il raddoppio.

L’Inter crede che il pallone stia per uscire in fallo laterale. I nerazzurri si fermano, Di Lorenzo invece continua a giocare. Il terzino raggiunge la sfera e la mette dentro per Hojlund.

Il danese non esita. Sinistro potente. Secondo palo.

2-0.

È il momento in cui il Napoli può davvero pensare all’impresa. Due gol a San Siro contro l’Inter. Due gol arrivati nel giro di appena tre minuti.

Per qualche istante sembra che la notte possa cambiare volto al campionato azzurro.

Il problema è che l’Inter non muore mai

Ed è qui che il Napoli deve fare i conti con la realtà.

Perché l’Inter può essere ferita, può andare in difficoltà, può concedere spazi. Ma difficilmente si arrende.

La squadra di Chivu cambia ritmo. Il Napoli comincia ad arretrare. E il primo gol nerazzurro diventa la scintilla che riaccende San Siro.

Dimarco trova Lautaro, che non sbaglia.

2-1. La partita cambia completamente.

Il Napoli non riesce più a controllare gli spazi come aveva fatto fino a quel momento. Le squadre si allungano, l’Inter aumenta la pressione e il pallone comincia a viaggiare sempre più vicino all’area azzurra.

Poi arriva Thuram. Cross dalla trequarti, inserimento, colpo di testa.

2-2.

In pochi minuti tutto quello che il Napoli aveva costruito sembra improvvisamente svanito.

Eppure gli azzurri hanno ancora la possibilità di vincerla. Ed è forse questo il rimpianto più grande.

Le occasioni che fanno ancora più male

Sul 2-2 il Napoli non è ancora morto. Anzi.

Ha due occasioni enormi. Prima Neres. Poi Anguissa.

Due palloni che avrebbero potuto riscrivere completamente il finale. Due centimetri, due dettagli, due occasioni che non diventano gol.

E nel calcio i dettagli spesso sono tutto.

Il Napoli aveva avuto la possibilità di tornare avanti. Non ci riesce.

L’Inter invece continua a crederci. E quando una squadra sente che la partita può essere sua, ogni pallone diventa pericoloso.

Il 91′ che spezza il cuore

Poi arriva il minuto 91.

Una mischia. Una sponda di Akanji. Il pallone resta lì. Lautaro è nel posto giusto.

Sinistro. Gol.

3-2.

È una pugnalata.

Il Napoli aveva visto la vittoria. L’aveva quasi toccata. Aveva avuto il doppio vantaggio. E in pochi minuti si ritrova senza nulla.

Lautaro corre verso la curva. San Siro esplode.

Dall’altra parte rimangono i giocatori del Napoli, increduli, consapevoli di aver perso una partita che per larghi tratti sembrava poter diventare il riscatto dopo la sconfitta contro il Como.

È la crudele bellezza del calcio.

Allegri: “Bisognava non prendere gol”

Massimiliano Allegri, a fine partita, non cerca scuse.

Il tecnico riconosce che il Napoli ha pagato troppo caro alcuni errori.

«Bisognava non prendere gol, dovevamo stare più attenti».

E forse è proprio qui la fotografia della partita.

Il Napoli non ha perso perché non ha avuto occasioni. Non ha perso perché l’Inter lo ha dominato per novanta minuti.

Ha perso perché, dopo essere riuscito a costruire un vantaggio enorme, non è riuscito a difenderlo.

Allegri difende anche le proprie scelte, compreso l’ingresso di Badiashile: «L’Inter è una squadra forte. Purtroppo avevo a disposizione questi cambi».

E sul mercato è categorico: «Il mercato non c’entra nulla».

Il messaggio è chiaro: la strada è ancora lunga e il Napoli deve lavorare soprattutto sulla gestione delle partite.

Politano: “Dovevamo portarla a casa”

Anche Matteo Politano racchiude tutto il rammarico azzurro in poche parole.

«Questa partita lascia tanto rammarico, dovevamo portarla a casa».

È difficile dargli torto.

Perché il Napoli aveva avuto tutto. Il vantaggio. Il doppio vantaggio. La possibilità di chiuderla. Le occasioni nel finale.

E alla fine è uscito da San Siro con zero punti.

È la seconda sconfitta consecutiva. Una partenza che diventa la seconda peggior degli ultimi quindici anni per gli azzurri.

Ma il calendario non aspetta e il Napoli deve reagire immediatamente.

Non tutto è da buttare

Sarebbe però troppo facile fermarsi al risultato.

Perché dentro questa sconfitta c’è anche qualcosa che il Napoli può portarsi dietro.

Per un’ora gli azzurri hanno messo in difficoltà una delle squadre più forti del campionato. Hanno saputo soffrire. Hanno colpito. Hanno mostrato personalità.

Il problema è stato tutto ciò che è successo dopo il 2-0.

L’Inter ha alzato il ritmo e il Napoli non ha più trovato le stesse certezze.

Allegri lo sa. I giocatori lo sanno. E proprio da qui dovrà ripartire il lavoro.

Perché una squadra che vuole tornare protagonista non può permettersi di perdere una partita già indirizzata dalla propria parte.

Una lezione che arriva presto

Forse questa sconfitta arriva nel momento migliore possibile.

Non perché perdere faccia bene, ma perché siamo soltanto alla terza giornata.

Il Napoli non ha perso un campionato. Ha perso una partita.

Ma ha perso una partita che può insegnargli molto.

Il calcio non premia chi gioca bene per un’ora. Non premia chi segna due gol in tre minuti. Non premia chi sfiora il terzo quando la partita sembra scivolare dalla propria parte.

Il calcio premia chi riesce a rimanere lucido fino all’ultimo pallone.

E il Napoli, questa sera, quell’ultimo pallone lo ha perso.

Al 91′.

Proprio quando sembrava che il punto fosse ormai in tasca. Proprio quando la grande impresa sembrava a un passo.

È finita 3-2. E forse la cosa più dolorosa, per il Napoli, è sapere che questa partita avrebbe potuto raccontare una storia completamente diversa.

Ora la testa va alla Champions League

Adesso, però, non c’è tempo per piangersi addosso.

La testa va subito alla Champions League.

Mercoledì, al Maradona, arriva l’Arsenal per la prima sfida europea della stagione.

Un’altra notte da vivere, un’altra grande sfida, un’altra occasione per trasformare la rabbia e il rammarico di San Siro in energia.

Il Napoli dovrà ripartire proprio da lì: dalla voglia di reagire, dalla consapevolezza di essere stato capace di mettere in difficoltà l’Inter e dalla necessità di imparare dai propri errori.

Perché le grandi squadre non sono quelle che non cadono mai. Sono quelle che, dopo una caduta, trovano subito la forza di rialzarsi.

E adesso il Napoli ha davanti a sé il palcoscenico più bello.

Il Maradona, la Champions, l’Arsenal.

La notte di San Siro è già alle spalle.

Mercoledì comincia un’altra storia.