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Abbonamenti – Si parla di calo, di cosa vogliono i tifosi. Ma abbiamo davvero le idee chiare?

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E’ partita col botto la campagna abbonamenti del Napoli: solo il primo giorno già 1500 tessere con un incremento di oltre il 90%.

Sediolini nuovi, prezzi popolari, campagna acquisti al momento di oltre 100 milioni. Eppure secondo l’edizione odierna de Il Mattino non decolla la campagna abbonamenti.

“Prima dei risultati in campo, l’unico effetto tangibile del mercato delle squadre di serie A è quello sul botteghino. In tal senso la campagna abbonamenti – e i suoi relativi numeri – non mentono. E allora diventa quello l’unico vero termometro per misurare la temperatura dell’ambiente. Ecco, quella in casa Napoli sembra bassa. Anzi bassissima. Non tanto in senso assoluto (perchè ad oggi sono state già sottoscritte 9 mila tessere, numero superiore a quello di due stagioni fa), ma in relazione all’andamento del borsino delle altre squadre di Serie A. In tal senso il dato è impietoso. E da questo non si scappa. Nonostante l’operazione simpatia portata avanti da De Laurentiis con una notevole riduzione dei prezzi rispetto alla campagna abbonamenti della stagione 2017/2018. Meno abbonati, infatti, ne hanno al momento fatti solo Atalanta (che però ha mezzo stadio da rifare) e Spal (che ha mezzo stadio chiuso, entrambe a 7 mila abbonati. Poi c’è il Napoli, come detto a circa 9 mila. Addirittura inferiori a quelli di Cagliari, Bologna ,Parma e udinese, squadre che l’anno scorso si sono slavate per il rotto della cuffia”.

“Tutti in città aspettano il botto, il campione capace di far ritornare a sognare, e a segnare. Perché inutile girarci intorno: qui tutti aspettano l’attaccante”.

Da questo punto di vista, infatti, parla chiaro l’andamento della campagna abbonamenti dell’Inter, che oltre all’effetto Conte (uno che di suo riesce a smuovere le masse), si è rafforzata anche con l’arrivo di Romeru Lukaku, attaccante di peso, pagato 75 milini di euro al Manchester United. E pensare che proprio l’Inter potrebbe dare una bella scossa alla campagna abbonamenti del Napoli. Perché senza giri di parole, se dovessero arrivare Icardi, il SanPaolo impiegherebbe pochissimo a popolarsi come d’incanto”.

Ne fa quindi una questione di campagna acquisti Il Mattino, come se l’arrivo di un unico giocatore, dopo quelli già presi e le trattative in dirittura d’arrivo, potesse davvero muovere una massa di 10 mila tifosi all’acquisto dell’abbonamento

Diverso il pensiero del giornalista Gianluca Agata intervenuto durante la trasmissione radiofonica Radio Gol su radio Kiss Kiss Napoli. Stadio inospitale, posti non rispettati e mancati colpi sul mercato: così nasce la disaffezione dei tifosi napoletani. “E’ un insieme di fattori che fa si che il Napoli non riesca a fare un certo numero di abbonati. Se poi metti in conto che devo arrivare a Fuorigrotta due ore prima, lottare coi parcheggiatori abusivi, pagare una bibita il doppio; ecco che arriva una riflessione che ti porta a non andare allo stadio: per una famiglia c’è un costo enorme. A quel punto la tessera Sky è una soluzione e la partita la vedi a casa. Ingenuo pensare che con i sediolini nuovi e i bagni nuovi i tifosi tornino al San Paolo”.

Ma siamo davvero in presenza di un calo di abbonati o piuttosto è in calo l’attaccamento del tifoso ?

Perché, cifre alla mano, il calo oggettivo non c’è. Lo scorso anno, complici i lavori strutturali e di ammodernamento dello Stadio San Paolo che si sarebbero svolti a singhiozzo presso tutta la struttura, la campagna abbonamenti non è proprio partita.

Possiamo fare dunque un raffronto con gli anni precedenti:

  • stagione 2017/18 gli abbonamenti sono stati 5.888
  • stagione 2016/17 n° abbonati 6.000

Il bacino di utenza dei tifosi napoletani è composto da varie fasce differenziate: per una famiglia assistere alla partita è dispendioso. Meglio sceglierne solo qualcuna a prezzi o con sconti particolari (ridotti per donne o minori gratis) per poterla vivere tutti insieme. Uno zoccolo duro di abbonati resiste, nonostante le difficoltà oggettive dello stadio scomodo. Altri aspettano i mini abbonamenti per le coppe europee visto che da 9 anni che il Napoli figura tra le grandi in  Europa: la scelta economica si differenzia anche per il prestigio degli avversari. Ovviamente non si può non considerare che un abbonamento Sky/DAZN permette all’utente di spaziare con le visioni di tutte le partite dei campionati italiani a cui si affiancano i campionati esteri. Sicuramente occorre aggiungere una importante fetta di tifosi che osteggia la società: ogni anno si attende la campagna acquisti per poter trovare nuove ragioni di contestazione.

Nel corso degli anni le contestazioni da parte dei tifosi sono state motivo fondamentale per il numero esiguo di abbonamenti.

L’anno scorso l’arrivo di un grande allenatore come Ancelotti è passato quasi inosservato. Il rammarico e le lacrime erano tutte per il partente Sarri e per il mancato arrivo di nomi altisonanti in organico. Che sarebbe stato un anno di transizione era stato annunciato, ma il tifoso vuole tutto e lo vuole subito. Alla luce delle scelte sportive dello stesso compianto “comandante” e dello scarto di 11 punti dalla terza classificata, considerata l’imponente campagna acquisti che al momento non è ancora terminata ma già registra una spesa di oltre 100 milioni. La sottoscrizione di 9 mila abbonamenti in 2 settimane si può considerare una prima vittoria ma certamente non ci si deve accontentare.

Che negli scorsi anni lo stadio fosse impraticabile è certo: sediolini divelti, bagni fatiscenti e l’incertezza di poter assistere alla partita in modo agevole non invogliavano i tifosi. Ed anche la questione prezzi è stata oggetto di aspre critiche: addirittura nella stagione 2016/17 la somma dei biglietti per singola partita risultò inferiore all’abbonamento pagato. Fatto increscioso per cui la SSC Napoli è stata condannata a risarcire chi ne ha fatto richiesta in sede legale.

Quello che resta inspiegabile è come mai alla luce dei lavori di ammodernamento dello stadio (anche grazie alle Universiadi) e con la fidelizzazione dei tifosi attraverso una campagna abbonamenti dai prezzi popolari, il numero delle tessere sia inferiore addirittura a  quello di squadre neopromosse.

Perché quello che fa scalpore è che le squadre appena arrivate nella massima serie hanno il doppio degli abbonamenti staccati. Non c’è stato l’incremento auspicato inizialmente, ma le variabili in gioco sono tante: intanto siamo ancora in attesa che termini la campagna acquisti. Il 2 settembre ci potrebbero essere ancora delle importanti modifiche nell’organico azzurro. Se poi l’andamento della squadra nelle prime partite dovesse essere davvero buono, un ulteriore incremento nelle vendite si potrebbe vedere.

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