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Variante Delta: un’ombra su Euro 2020 e Wembley

Euro 2020 variante Delta

Euro 2020: preoccupa la variante Delta del Covid-19

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si sofferma sull’allarme variante Delta all’Europeo

Euro 2020. Wembley, tra variante Delta e pressioni. La Uefa non sposta la finale da Londra. E i tifosi inglesi non potranno andare a Roma.

Sarà difficile, quasi impossibile, cancellare le semifinali e la finale a Wembley dei campionati europei. La variante Delta, scoppiata in Inghilterra, sta diventando prevalente in altri Paesi.

Sullo sfondo i quarti dell’Inghilterra a Roma, dove i fan inglesi non possono in teoria andare per la quarantena e perché il Regno Unito non ha aderito al passaporto vaccinale.

Uefa: nessuno stop a Wembley

Sarà difficile, quasi impossibile, cancellare le semifinali e la finale a Wembley di Euro 2020. Le pressioni dell’Unione Europea per giocare in condizioni di maggior sicurezza, di fronte al rialzo dei contagi Covid nel Regno Unito – ieri 20.479 nuovi positivi – sotto la spinta della variante Delta, non hanno per ora intaccato la posizione dell’Uefa.

La variante Delta – sottolinea La Gazzetta dello Sport trattando l’argomento – sta diventando prevalente in altri Paesi, ma in Inghilterra le cifre sono davvero preoccupanti. La vaccinazione massiccia – l’84,6% della popolazione ha ricevuto la prima dose, il 62,1% ha completato il ciclo – protegge dal virus gli adulti, ma gli Under 30 sono i più colpiti da quella che ormai viene classificata come terza ondata.

Organizzare tre gare a Wembley, con 60 mila spettatori a match, significa che in cinque giorni si ammasseranno 180 mila persone. Sullo sfondo, i quarti dell’Inghilterra a Roma, dove i fan inglesi non possono in teoria andare per la quarantena e perché il Regno Unito non ha aderito al passaporto vaccinale.