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Valdifiori: Quando ero a Napoli si respirava l’aria del desiderio di un trionfo…

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mirko Valdifiori, calciatore della Vis Pesaro ed ex, tra le altre, di Napoli ed Empoli
Lei ha vissuto la tragedia degli ultimi giorni in Romagna. Pericolo rientrato o si prevedono ancora intense piogge?
“Il pericolo è rientrato anche perché è tornato il sole e non si teme più il peggio. Sono stati in molti ad aver subìto il duro colpo di quanto accaduto, molte famiglie oggi si ritrovano senza nulla dopo i tanti sacrifici di una vita. Io sono stato tra i fortunati che non hanno dovuto abbandonare casa, altri invece hanno dovuto gettare via mobili e beni di una vita. Cerchiamo di andare avanti e pensare positivo. Dinnanzi a certe tragedie è fondamentale compattarsi ed andare avanti”
Uno scudetto che sente anche un po’ suo?
“Sarò sincero, direi di no. È giusto che un simile successo venga attribuito ai calciatori attuali ed al mister Spalletti. Quando ero a Napoli si respirava l’aria del desiderio di un trionfo che mancava da anni, ed è giusto godersi il meritato tricolore. In quegli anni fummo capaci di conquistare tanti punti e soltanto una Juve capace di siglarne ancor più fu capace di negarci il successo. Ciò che sento è tanta gioia per questa città”
Il sogno Scudetto, nei suoi giorni da azzurro, fu spezzato dalla rete di Zaza allo Stadium: quanto influisce, psicologicamente, un colpo come quello citato?
“Influisce tanto. Quella partita lì, senza quel gol, avrebbe potuto permetterci di tenere dietro i bianconeri. Quel successo permise alla Juve di sorpassarci, con un contraccolpo psicologico che credo abbia fatto la differenza nel restante percorso. Vedere la felicità del popolo partenopei di queste settimane non nego mi abbia fatto riflettere sulla possibilità che anche io, nonostante le soltanto otto presenze, avrei potuto vivere una gioia simile. Non è invidia, è un discorso di felicità che condivido per ragazzi che hanno saputo fare un’impresa incredibile”
Quale giocatore crede abbia potuto fare la differenza in questa stagione?
“Penso che il Napoli abbia potuto godere di un contesto incredibile. La squadra ha sempre dominato le partite sia in casa che in trasferta. Se proprio devo menzionare un giocatore dico il capitano Di Lorenzo. Calciatore che ha saputo fare una gavetta encomiabile e che, con umiltà e sacrificio, oggi raccoglie i meritati consensi”
Da ex Empoli ritiene che Pietro Accardi possa essere il profilo giusto per sostituire Giuntoli?
“Lo dirà il campo. Quel che è certo è il grandissimo lavoro che il direttore ha svolto ad Empoli. Accardi ha giocato a calcio e conosce alla perfezione le dinamiche di uno spogliatoio. Napoli sarebbe una grande opportunità e meriterebbe quel che sarebbe un passo importante per la sua carriera”
Un consiglio che darebbe a Spalletti per il suo futuro?
“Se andrà via avrà fatto una scelta precisa. Quella di abbandonare da vincente. Rimarrà nella storia del club, e non dovrà fare altro che concedersi a valutazioni del tutto personali e, sulle quali, credo influiscano tanti fattori. Su tutte la competitività della squadra dopo lo straordinario successo di questa stagione”
È davvero così difficile lavorare a Napoli, con il presidente De Laurentiis e con una piazza esigente?
“E’ il calcio in generale. Non è un discorso legato a Napoli. Dopo anni dalla mia esperienza in azzurro, ancora oggi, vivo dell’affetto dei napoletani. Se Spalletti farà la scelta di andare via sarà da imputare a tante valutazioni che una persona può fare, soprattutto gli stimoli che il tecnico ritiene di dover garantire”
Un nome per reparto degli azzurri su cui porrebbe un veto sulla cessione?
“Sono i n molti ad aver fatto la differenza quest’anno. Sicuramente, ripartirei da Di Lorenzo, capitano straordinario di questo Napoli; Osimhen, anche se non è facile trattenerlo viste le tante richieste e poi Lobotka. Lo slovacco è stato un perno del centrocampo azzurro, soprattutto sotto la gestione Spalletti”