fbpx

Napoli: quarto posto e Champions sono rimasti gli unici orizzonti possibili…

Quel che resta(va) del Napoli tricolore, ieri si è definitivamente estinto.

Napoli. Partiamo da un quesito romantico: chissà cosa avrà pensato Luciano Spalletti nel vedere all’opera i rimasugli del suo Napoli cercare di tenere botta ad un Inter nettamente superiore in ogni settore del campo. Certo, l’arbitraggio del signor Rapuano ha condizionato fortemente la gara. Poco da dire. Ma quel che resta(va) del Napoli tricolore, ieri si è definitivamente estinto. Va anche sottolineato, ad onor del vero, che gli azzurri visti all’opera contro Lautaro e soci hanno sciorinato una gara fatta di volontà ed orgoglio. Al netto delle assenze e di una direzione di gara quasi unilaterale.

Mazzarri, in pratica, si è ripresentato con lo stesso schieramento tattico che aveva fruttato la vittoria in semifinale contro la Fiorentina, lanciando un galvanizzato Zerbin dal primo minuto e abbassando – nuovamente – Di Lorenzo nel ruolo di centrale destro. Questa volta, però, il 5-3-2 mascherato da 3-4-2-1 non ha partorito granché, se non un attendismo ai limiti del catenaccio di Trapattoniana memoria. Decisamente poco per una squadra che si era guadagnata l’accesso alla Supercoppa grazie al trionfo ottenuto nello scorso campionato maramaldeggiando sugli avversari. Inter compresa.

L’attuale stato delle cose, invece, ci racconta di una stagione che ha preso una piega malinconicamente storta, decadente, come non se ne vedevano da una quindicina d’anni (almeno). Roba che il 1991 post-Maradona, al confronto, appare in discesa come una vecchia stradina di Posillipo. Domenica, per esempio, si andrà a giocare a Roma contro la Lazio con ben nove assenze sul groppone. Nove. Compresa quella di Kvara. Per il tecnico di San Vincenzo risulterà alquanto difficile scegliere l’undici titolare, un pò quel che accadeva ai “vecchi” giocatori di PES – durante la Master League – con Minanda e Castolo.

Intanto, sul Mercato, il radar continua ad essere puntato su sottopunte ed esterni d’attacco, come se il problema – reale – non fosse la mancanza di un leader difensivo capace di guidare Rahamani (in netta ripresa, va detto) e compagni. In conferenza stampa, però, il presidente Aurelio De Laurentiis si è detto piuttosto fiducioso circa il futuro dei Campioni D’Italia, complimentandosi con la squadra per l’impegno (indiscutibile) profuso in quel di Riad. A questo punto, piazzarsi al quarto posto e provare ad andare il più avanti possibile in Champions, restano gli unici due obiettivi alla portata dei partenopei.

Va da sè, naturalmente, che presentarsi con un atteggiamento così difensivista al grande ballo d’Europa – contro il Barcelona – potrebbe rappresentare una sorta di trappola, nonché di suicidio sportivo vero e proprio. Difendersi va bene. Fare di necessità virtù, soprattutto in una tale situazione d’emergenza, appare sacrosanto. Ma consegnarsi completamente all’avversario – come per buona parte della gara di ieri con l’Inter – è rischioso. Rischiosissimo. Ad ogni modo, ci sarà tempo per pensare al match con i Blaugrana. Oggi è tempo di leccarsi le ferite. E di riflessioni. Le stesse che – tornando al quesito iniziale – avrà fatto Spalletti guardando la gara dei suoi ex pupilli.

E menomale che ci hanno pensato le “comparse” arabe – nelle vesti di tifosi – a dare un pò di colore ad una kermesse, quella dell’odierna Supercoppa Italiana, che è un pessimo spot per l’organizzazione calcistica tutta.