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Esclusiva – Enzo Tamborra: ” Con il Verona ho visto un Napoli spento “

Il pareggio del Napoli contro il Verona, maturato in una serata carica di tensioni, polemiche e riflessioni profonde, rappresenta uno snodo delicato della stagione azzurra. Non solo per il risultato in sé, ma per ciò che racconta sullo stato mentale, fisico e strutturale della squadra allenata da Antonio Conte.

A leggere con chiarezza questo momento ĆØ Enzo Tamborra, intervenuto nel corso della trasmissione Casa Serie A, offrendo un’analisi che va oltre il tabellino e si spinge dentro le dinamiche più complesse del calcio moderno.

Un Napoli spento, poi costretto a reagire

Tamborra non usa giri di parole nel descrivere l’approccio del Napoli alla gara del ā€œMaradonaā€. La sua prima fotografia ĆØ netta:

ā€œIo ho visto il Napoli dei primi 20 minuti, la prima mezz’ora, un Napoli spento, un Napoli poco adrenalinico, un Napoli che si ĆØ svegliato soltanto dopo che ĆØ andato sotto di due golā€.

Una lettura che individua il problema principale non tanto nella qualitĆ  tecnica, quanto nell’atteggiamento. Il Napoli, secondo Tamborra, ha pagato una partenza mentale sbagliata, quasi distratta, contro una squadra che invece ha affrontato la gara con fame e intensitĆ . Il Verona, pur reduce da risultati negativi, ha colpito proprio grazie a un impatto emotivo superiore.

Il giornalista sottolinea come questo tipo di blackout non sia un episodio isolato, ma una tendenza che talvolta emerge nel percorso degli azzurri:

ā€œNapoli oggi ha bucato alla grande. Non ĆØ la prima volta che succede, perchĆ© il Napoli ogni tanto si concede delle pauseā€.

Il peso della fatica e della continuitĆ 

Nel suo intervento, Tamborra invita però a non isolare la partita dal contesto. Il calendario fitto, gli impegni ravvicinati e la pressione costante giocano un ruolo determinante:

ā€œNon ĆØ mai facile vincere partite a distanza cosƬ ravvicinata, perchĆ© si sta giocando praticamente ogni tre giorniā€.

Una riflessione che riporta l’attenzione sulla gestione delle energie, fisiche e mentali. Secondo Tamborra, la fatica accumulata può incidere soprattutto sull’approccio iniziale alle gare, ed ĆØ lƬ che il Napoli rischia di pagare il prezzo più alto.

Il pareggio col Verona: punto guadagnato o occasione persa?

Alla domanda se il 2-2 possa essere letto come un punto guadagnato o due persi, Tamborra prende una posizione chiara, allineandosi a una visione più severa:

ā€œIo vedo il bicchiere non mezzo pieno, lo vedo mezzo vuotoā€.

Il motivo ĆØ legato soprattutto alla condizione dell’avversario:

ā€œIl Verona era in grande difficoltĆ , una squadra reduce da un 3-0 in casa con il Torinoā€.

In questo senso, il Napoli aveva l’obbligo di imporre il proprio gioco sin dall’inizio, evitando di rincorrere. Recuperare due gol ĆØ indice di carattere, ma non può cancellare una prestazione iniziale giudicata insufficiente.

Il grande tema: Napoli e il mercato bloccato

Il cuore dell’intervento di Tamborra si sposta poi sul tema mercato, dove emerge una delle contraddizioni più evidenti del calcio italiano. Il Napoli, societĆ  virtuosa e con liquiditĆ , si trova di fatto impossibilitata a operare liberamente:

ā€œIl Napoli ĆØ la societĆ  in Italia che ha più liquiditĆ  in cassa per fare mercato ed ĆØ paradossale che non lo possa fareā€.

Tamborra definisce questa situazione ā€œparadossaleā€ e punta il dito contro meccanismi regolamentari che, a suo avviso, non funzionano:

ā€œC’è qualcosa che non va nei meccanismi di soliditĆ  economica dei clubā€.

Il confronto con realtà come la Sampdoria, capace di investire nonostante difficoltà economiche evidenti, rende il quadro ancora più distorto:

ā€œQualcuno mi spieghi come mai societĆ  in difficoltĆ  possono comprare e il Napoli noā€.

Il blocco del mercato e la necessitĆ  di vendere

Secondo Tamborra, il problema non ĆØ la mancanza di risorse, ma l’obbligo di vendere prima di acquistare:

ā€œNapoli ha questo problema del blocco, nel senso che deve vendere un calciatore per acquistarne un altroā€.

Un vincolo che rallenta ogni operazione e rende complicato intervenire in corsa per correggere le lacune della rosa. Questo spiega perchƩ, al momento, non si intravedano trattative realmente vicine alla chiusura.

Raspadori, Cancelo e i nomi che non decollano

Tra le voci di mercato, Tamborra ridimensiona l’entusiasmo attorno ad alcuni profili:

ā€œĆˆ un mercato abbastanza apatico, anche perchĆ© migliorarsi, per le squadre messe meglio, non ĆØ facileā€.

Su Raspadori il giudizio ĆØ pragmatico:

ā€œĆˆ un calciatore buono, ma non ti sposta in assoluto gli equilibriā€.

Lo stesso vale per Cancelo, nome circolato con insistenza ma destinato, secondo Tamborra, a prendere altre strade:

ā€œCancelo alla fine andrĆ  a giocare altroveā€.

I veri affari di gennaio: profili sostenibili

Per Tamborra, gennaio non ĆØ il mese dei colpi sensazionali, ma delle intuizioni intelligenti:

ā€œĆˆ difficile fare un’operazione clamorosa a gennaioā€.

In questo contesto, indica un profilo interessante visto proprio contro il Napoli:

ā€œGiovanni del Verona ĆØ un giocatore interessante. Se fai un’offerta da 10-15 milioni, oggi puoi andare su questo tipo di calciatoreā€.

Una filosofia chiara: investire su profili emergenti, sostenibili e funzionali, piuttosto che inseguire nomi irraggiungibili.

Inter-Napoli, la partita della svolta

Lo sguardo di Tamborra si allarga infine alla corsa scudetto e alla sfida imminente contro l’Inter, che assume un valore quasi spartiacque:

ā€œSe l’Inter si presenta con un +4, ĆØ una palla break, per usare una terminologia del tennisā€.

Recuperare punti ai nerazzurri, secondo Tamborra, diventerebbe estremamente complicato, anche dal punto di vista psicologico:

ā€œL’inerzia del match si sposta tutta dalla parte dell’Interā€.

Arrivare a quella sfida dopo il pareggio col Verona non ĆØ lo scenario ideale per il Napoli, che rischia di portarsi dietro dubbi e tensioni.