Esclusiva – Simone Tiribocchi: Napoli favorito contro il Lecce, ma i salentini possono colpire in contropiede

 

Simone Tiribocchi, l’attaccante del popolo: i gol, le battaglie e quel legame eterno con il Lecce

 

Ci sono bomber che fanno rumore con le coppe. E poi ci sono bomber che fanno rumore con l’anima.

Simone Tiribocchi è sempre stato così: un attaccante di sostanza, di fatica, di colpi di testa e di battaglie in area. Uno di quelli che i difensori ricordano bene e che i tifosi non dimenticano facilmente.

Nato a Fiumicino il 31 gennaio 1978, Tiribocchi non è stato il classico talento precoce destinato a bruciare le tappe. Il suo calcio è nato per strada, tra la sabbia e i campetti, con quella fame che spesso diventa il vero carburante di una carriera.

Cresciuto nelle giovanili della SS Lazio, il suo percorso è stato una lunga gavetta fatta di sacrifici e valigie sempre pronte. Dal debutto tra i professionisti con la US Pistoiese fino alle esperienze con Torino FC, AC Siena e AC Chievo Verona, Tiribocchi ha costruito la propria identità a colpi di lavoro.

 

Non era solo una punta centrale. Era una presenza fisica, una di quelle che spostano i difensori, aprono spazi e tengono viva l’area di rigore.

Forte di testa, potente, dotato di un buon senso del gol e capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, si guadagnò presto un soprannome che raccontava perfettamente il suo modo di stare in campo: “il Tir”.

Un camion lanciato verso la porta.

Lecce, dove il Tir ha lasciato il segno

Tra le tappe più importanti della sua carriera c’è sicuramente quella con l’US Lecce. Arrivato nel gennaio 2007, Tiribocchi si prende subito la scena: gol pesanti, triplette, battaglie. In poco tempo diventa un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi salentini.

La stagione 2007-2008 resta una delle più memorabili: 19 reti complessive, playoff compresi, e un contributo decisivo alla promozione del Lecce in Serie A. Gol che pesavano come macigni e che hanno scolpito il suo nome nella memoria giallorossa.

 

In due anni e mezzo nel Salento segna 42 gol, diventando uno degli attaccanti simbolo di quella squadra.

Un attaccante vero, di quelli che vivono per il gol ma che non smettono mai di lottare.

Poi Bergamo, la maturità e l’esperienza

Nel 2009 arriva un’altra tappa importante: l’Atalanta BC.

A Bergamo Tiribocchi porta gol, esperienza e leadership. Segna 11 reti nella prima stagione e altre 14 l’anno successivo, contribuendo alla promozione dei nerazzurri in Serie A.

In totale la sua carriera conta circa 150 gol tra i professionisti, di cui 39 in Serie A. Numeri importanti per un attaccante che ha costruito tutto con il lavoro quotidiano.

Non il talento mediatico, ma il calciatore del popolo, come lui stesso ama definirsi.

Dopo il campo, la voce del calcio

Conclusa la carriera da giocatore, Tiribocchi non ha mai abbandonato il pallone.

Dal 2018 al 2023 è stato commentatore tecnico per DAZN, per poi diventare opinionista radiofonico a Tele Radio Stereo e seconda voce nelle telecronache di Mediaset.

Nel frattempo è iniziata anche la carriera in panchina: oggi allena il Città di Brugherio, nel calcio dilettantistico che lui stesso definisce “quello vero, autentico”. Un ritorno alle radici del gioco.

Perché per chi è cresciuto tra sabbia, campetti e sacrifici, il calcio non è mai stato solo uno spettacolo.

È sempre stato vita.

Verso Napoli-Lecce: ricordi e presente

Sabato 14 marzo, allo Stadio Diego Armando Maradona, andrà in scena la sfida tra SSC Napoli e US Lecce.

Gli azzurri di Antonio Conte cercano continuità dopo le ultime vittorie, mentre il Lecce di Eusebio Di Francesco è in piena lotta salvezza.

I numeri raccontano una squadra salentina che fatica in attacco ma che sa difendere con ordine e intensità. I partenopei, invece, proveranno a far valere la qualità del proprio gioco e la capacità di colpire con azioni manovrate.

Sarà una partita di nervi, tattica e pazienza.

Una di quelle sfide in cui anche un ex attaccante come Tiribocchi sa bene quanto possano pesare gli episodi.

 

5 domande per Simone Tiribocchi

 

Simone, guardando alla tua carriera da quasi 150 gol tra i professionisti, quale momento rappresenta meglio il tuo percorso da calciatore?

Sicuramente le esperienze di Lecce e Bergamo sono state esperienze che mi hanno dato la consapevolezza di esser stato un attaccante di livello. Questo perché sono stati gli anni più prolifici in serie A.

 

Il Lecce è stata una tappa importante della tua carriera. Che ricordi hai di quell’esperienza e cosa ti ha lasciato quella piazza?

Ho ricordi bellissimi, specialmente del secondo anno dove abbiamo vinto il campionato di Serie B e ho fatto 19 gol. Sono stati momenti molto belli che rimarranno incisi in me per il resto della mia vita.

 

Sabato al Maradona il Lecce affronterà il Napoli: che tipo di partita ti aspetti dal punto di vista tattico?

Il Napoli rispetto al Lecce è più forte sia tecnicamente che fisicamente, anche se il Lecce, ha una buona prestanza fisica specialmente nel reparto difensivo. Quindi i salentini sicuramente faranno fare la partita al Napoli tenendo il baricentro basso, per poi sfruttare le ripartenze.

 

Il Napoli di Antonio Contesta cercando continuità di risultati: quali sono, secondo te, i punti di forza principali degli azzurri e dove invece il Lecce potrebbe provare a metterli in difficoltà?

Il Lecce è una squadra che se sta bene, può dar fastidio anche a grandi squadre, quindi il Napoli, deve creare situazioni differenti per far male, secondo me deve cercare di tenere occupati i difensori centrali giallorossi sfruttando le sponde degli attaccanti per poi andare sugli esterni, per creare situazioni di 1 contro 1, dove il Napoli è nettamente favorito.

 

Tutte le squadre italiane sono uscite dalla Champions e in questa stagione non sono mancate polemiche arbitrali. Secondo te questi fattori stanno incidendo sul livello e sulla percezione del calcio italiano?

Purtroppo quest’anno ci sono state vistose polemiche riguardanti il settore arbitrale, ma secondo me le italiane non sono uscite solo per errori arbitrali, il calcio italiano è un calcio molto più lento rispetto alla Premier o alla Liga quindi nel momento in cui le italiane affrontano squadre estere fanno molta fatica ad improntare il loro calcio. Oltretutto il calcio italiano è fra i top 5 campionati europei in cui si gioca di meno a causa delle tante interruzioni quindi questo incide molto nell’intensità.