Esclusiva – Jeda Neves: “Contro Il Napoli il Cagliari dovrà essere perfetto”

Jeda e quella sfida che ritorna: Cagliari–Napoli

Jeda, l’uomo delle rinascite: dal Brasile alla Serie A, fino al richiamo eterno di Cagliari–Napoli

 

Ci sono storie che non seguono una linea retta. Storie fatte di cadute, ripartenze e orgoglio. Storie vere.

Quella di Jeda è una di queste.

Nato a Santarém, cresciuto tra sogni e sacrifici, Jeda non è mai stato il talento “facile”. È stato qualcosa di più raro: un combattente. Uno di quelli che si costruiscono ogni centimetro di carriera con il lavoro, con la fame, con la capacità di rialzarsi quando tutto sembra finito.

Dalle origini brasiliane al sogno italiano

Il viaggio parte dal Brasile, con l’União São João, dove i primi gol raccontano già il suo istinto naturale per la porta. Poi l’occasione che cambia tutto: l’Italia.

A portarlo nel calcio europeo è il Vicenza Calcio, dove debutta in Serie A. Un sogno che si realizza… ma che subito si complica. La squalifica legata al caso passaporti rischia di fermare tutto.

E invece no.

Perché Jeda torna. E lo fa come fanno i più forti: senza rumore, ma con determinazione.

È in Serie B che costruisce davvero se stesso. Tra AC Siena, Vicenza e Palermo FC, dove contribuisce alla promozione, Jeda impara a diventare decisivo.

Poi tappe fondamentali: Piacenza,  Catania,  Crotone e Rimini.

Gol, sacrificio, leadership. Sempre con quella qualità tecnica che lo rende diverso: seconda punta, esterno, trequartista… ma soprattutto collante tra centrocampo e attacco. Un giocatore che fa giocare gli altri.

Cagliari, casa, identità, leggenda

Poi arriva il momento che cambia tutto: Cagliari Calcio.

Nel 2008 i rossoblù lo accolgono in un momento difficile. La squadra è ultima. Sembra finita. E invece è solo l’inizio.

Jeda diventa protagonista della salvezza. E nella stagione successiva, sotto la guida di Massimiliano Allegri, è uno dei simboli di un Cagliari sorprendente, capace di chiudere a metà classifica contro ogni pronostico.

Gol pesanti. Personalità. Carisma. Non è solo un attaccante: è un leader.

Dopo le esperienze con Lecce e Novara Calcio, la carriera di Jeda attraversa tutte le categorie del calcio italiano. Dalla Serie A fino ai dilettanti.

Ma senza mai perdere dignità.

Anzi, trovando una nuova dimensione: quella del leader, del capitano, dell’uomo spogliatoio.

Fino al ritorno in campo nel 2024 e alla nuova avventura con la FC Zeta Milano, dove nel 2025 vince campionato e coppa regionale. Ancora una volta da protagonista. Ancora una volta da capitano.

Perché certi giocatori non smettono mai davvero.

Cagliari–Napoli: una partita che sa di storia

E ora il destino rimette tutto in fila.

Venerdì, alla Unipol Domus, si gioca Cagliari contro SSC Napoli.

Una partita che vale punti, tensione, obiettivi diversi ma ugualmente pesanti.

Il Cagliari cerca certezze e salvezza. Il Napoli rincorre ambizioni più grandi, con lo sguardo rivolto in alto.

E non è un caso che si giochi in anticipo: la sosta per le nazionali impone un calendario diverso, dando ai convocati il tempo di raggiungere le rispettive selezioni.

Ma al di là degli orari, resta il campo.

Resta la sfida.

E resta quel filo invisibile che lega storie come quella di Jeda a partite come questa.

Perché chi ha vissuto certe battaglie… sa esattamente cosa significa.

 

5 domande per Jeda

 

Guardando indietro al tuo percorso, tra Serie A, Serie B e dilettanti, qual è stata la tua più grande vittoria personale, oltre ai gol?

La mia più grande vittoria sta nel fatto che ho coronato il mio sogno… quello di aver giocato in serie A

 Cagliari per te è stata casa: cosa rende quella piazza così speciale e quanto può incidere il fattore ambiente in una partita come quella di venerdì?

Assolutamente Cagliari per tanti aspetti mi ricorda casa mia è un posto speciale con persone speciali che mi hanno fatto sentire il loro amore e tuttora a questo rapporto rimane e rimarrà. Il fattore ambientale è determinante ma bisogna saper approfittare.

 Il Napoli arriva con grandi ambizioni: che idea ti sei fatto della squadra e dove pensi possa fare la differenza?

Il Napoli è una grande squadra con grandi campioni… purtroppo gli infortuni hanno limitato gli azzurri ma sono convinto che finiranno bene…. L’attacco ovviamente è il suo punto di forza

 Se fossi nei panni del Cagliari, quale aspetto del Napoli proveresti a mettere in difficoltà?

Ma non c’è un aspetto in particolare… purtroppo sono partite in cui devi essere perfetto. Questo dovrà fare il Cagliari essere perfetto

Negli ultimi mesi si è discusso molto di episodi arbitrali: secondo te alcuni errori hanno inciso davvero sulla classifica di questo campionato?

Purtroppo è un problema abbastanza frequente gli errori arbitrali. Sicuramente hanno condizionato qualche partita ma non sono stati determinanti ai fini di classifica.