“Ossaje comme fa ’o core”: McFratm, Napoli ti aspetta
Ci sono momenti in cui anche il calcio, per un attimo, deve fermarsi. Il pallone può aspettare, una partita può essere rimandata, una classifica può fare a meno di un giocatore.
Perché prima di tutto viene l’uomo.
E allora capita che proprio Scott McTominay, uno dei simboli più belli del Napoli degli ultimi anni, debba fermarsi. Non per una squalifica, non per un infortunio muscolare, non per un contrasto di gioco. Questa volta è il suo cuore a chiedergli di rallentare.
E sembra quasi uno scherzo del destino.
Perché proprio lui, McFratm, quello che ha conquistato Napoli con la forza delle gambe, con i gol, con la personalità e con quella capacità tutta sua di buttarsi dentro l’area come fosse un centravanti, oggi deve semplicemente ascoltare il battito del proprio cuore.
Il destino, a volte, sa essere davvero ironico.
Da Manchester a Napoli, fino a diventare “uno di noi”
Scott McTominay è arrivato a Napoli nell’estate del 2024 dopo essere cresciuto nel Manchester United, il club nel quale aveva trascorso praticamente tutta la sua carriera.
Avrebbe potuto essere semplicemente un altro calciatore arrivato dall’estero.
Invece è diventato qualcosa di diverso.
A Napoli Scott si è trasformato. Antonio Conte lo ha reinventato, facendone una mezzala capace di inserirsi, segnare, correre e trascinare la squadra. E lui ha risposto nel modo migliore possibile: con il calcio.
Dodici gol e due assist nella prima stagione in Serie A. Dieci reti e due assist nella seconda. Numeri importanti, soprattutto per un centrocampista.
Ma i numeri, quando si parla di McTominay, raccontano soltanto una parte della storia.
Perché Scott ha conquistato qualcosa che non si compra e non si programma: l’amore della gente.
Ha vinto uno Scudetto, una Supercoppa italiana, è stato eletto miglior giocatore della Serie A e ha finito per diventare uno dei volti del nuovo Napoli.
E poi è arrivato quel soprannome, nato quasi per gioco e diventato una dichiarazione d’affetto:
McFratm.
Da quel momento Scott non è stato più soltanto lo scozzese arrivato da Manchester.
È diventato, a tutti gli effetti, uno di famiglia.
Poi, improvvisamente, lo stop
L’inizio di questa nuova stagione sembrava poter essere un’altra storia da scrivere.
E invece McTominay ha giocato soltanto le prime due partite di campionato, prima di fermarsi.
Prima le vesciche ai piedi, fastidiose e persistenti. Poi un problema al cuore, un’aritmia definita benigna, che ha portato il Napoli e il calciatore a scegliere la strada dell’intervento di ablazione.
Una decisione presa per tutelare la salute del giocatore e permettergli di tornare nelle migliori condizioni possibili.
Il club ha spiegato la situazione. Scott, invece, ha scelto di tranquillizzare direttamente i suoi tifosi.
«Sto bene, quello al cuore non è un problema. Lo metterò a posto e tornerò presto».
Parole semplici.
Le parole di chi vorrebbe già essere in campo.
Ma questa volta non c’è fretta.
Perché Napoli può aspettare Scott.
“Ci vediamo presto Napoli”
C’è una frase, più di tutte, che racconta il legame che si è creato tra McTominay e la città.
«Ci vediamo presto Napoli. Non ci metterò molto tempo».
Un messaggio affidato ai social che ha immediatamente scaldato il cuore dei tifosi.
Perché in fondo Napoli non vuole soltanto rivedere il suo centrocampista correre sul prato del Maradona.
Vuole rivedere Scott.
Quello che esulta. Quello che sorride. Quello che scherza. Quello che ha imparato a vivere Napoli e a farsi vivere da Napoli.
Quello che ha accettato con ironia il soprannome McFratm.
Quello che dopo il pareggio di San Siro contro l’Inter aveva parlato da leader, ricordando a tutti quanto fosse difficile affrontare una squadra quando mancano tanti uomini importanti.
Uno scozzese che forse non parla ancora perfettamente italiano, ma che una cosa l’ha capita benissimo:
a Napoli, il calcio si gioca con i piedi, ma si vive con il cuore.
E adesso arrivano anche i dubbi sul futuro
Ed è proprio qui che la storia diventa ancora più delicata.
Perché mentre Scott deve pensare alla propria salute, intorno a lui hanno già iniziato a circolare interrogativi sul futuro e sul rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2028.
A Milano, durante il Gran Galà del Calcio AIC, alla domanda sul possibile rinnovo ha risposto:
«Non lo so, non ne abbiamo parlato. Nel calcio i contratti vanno e vengono, non è la cosa più importante in questo momento».
Una frase che può essere interpretata in mille modi.
Ma forse, semplicemente, va ascoltata per quello che è.
In questo momento il contratto non è la cosa più importante.
Lo è la salute.
Lo è tornare a stare bene.
Lo è ritrovare quella tranquillità necessaria per tornare a fare ciò che Scott ama di più: giocare a calcio.
Il resto verrà dopo.
Il cuore di McFratm
Ed è qui che entra in scena quella splendida vignetta de Il Palo Esterno.
Un bambino, piccolo tifoso del Napoli, guarda Scott e gli domanda:
«Quando torni?»
E McTominay risponde:
«Ossaje comme fa ’o core».
Una frase che sembra scritta apposta per questa storia.
Perché forse questa volta è proprio il cuore ad aver chiesto a Scott di fermarsi.
Di prendersi cura di lui.
Di respirare.
Di aspettare.
Di ricordargli che non tutto deve essere conquistato correndo.
Ci sono partite che non si giocano sul campo.
E questa è una di quelle.
Napoli può essere la sua medicina
Scott ha ancora davanti a sé tanti chilometri da percorrere, tanti gol da segnare e tante notti da vivere.
Potrebbe tornare dopo la sosta. Potrebbe volerci qualche settimana in più.
Non importa.
Questa volta non bisogna guardare il calendario.
Bisogna guardare l’uomo.
E quando finalmente tornerà al Maradona, quando rimetterà piede sul prato e sentirà nuovamente quel boato che ormai conosce bene, forse capirà ancora una volta quanto sia grande il legame che ha costruito con questa città.
Perché Napoli lo ha adottato.
Lo ha trasformato in McFratm.
Lo ha visto diventare campione.
Lo ha visto trascinare una squadra verso lo Scudetto.
E adesso lo aspetta.
Senza fretta.
Con affetto.
Con pazienza.
Con quella stessa passione che Scott ha imparato a conoscere.
E forse, quando tutto sarà passato, quando il cuore sarà tornato a battere senza paura e il pallone tornerà a rotolare sotto i suoi piedi, sarà proprio Napoli a sussurrargli una cosa.
Una frase semplice.
Una frase che, per uno come McTominay, potrebbe significare tutto:
«Scott… ’o ssaje comme fa ’o core.»
E forse, in quel momento, McFratm capirà che il suo cuore non ha soltanto bisogno di essere ascoltato.
Ha già scelto dove vuole stare.
A Napoli.


