Venezia-Napoli 1-0, Stankovic spegne la rimonta, il Napoli si smarrisce nella Laguna
Cosa succede, Napoli? Il risultato fa male, ma a preoccupare è soprattutto la sensazione di una squadra che fatica a ritrovarsi.
Dopo un primo tempo sottotono, gli azzurri reagiscono troppo tardi e si arrendono davanti a uno Stankovicstraordinario. Ora serve ritrovare compattezza, orgoglio e voglia di lottare tutti insieme, nella stessa direzione. Perché le partite si possono perdere, ma non si deve mai smarrire l’identità di squadra.
Un primo tempo senza anima
Al Pier Luigi Penzo va in scena un Napoli lontano da quello che i suoi tifosi vorrebbero vedere. Allegri sceglie il turnover, anche in vista dell’impegno europeo, ma le seconde linee non riescono a sfruttare l’occasione. Il possesso palla è sterile, le idee scarseggiano e il Venezia, ben disposto in campo, chiude gli spazi con ordine e disciplina, senza concedere profondità agli avversari.
Gli azzurri faticano a trovare varchi e a costruire occasioni pericolose. L’unico vero brivido arriva su calcio piazzato, con Rrahmani che trova la conclusione, salvata sulla linea da Haps. Poco dopo, sul cross basso di McTominay, Lucca manca clamorosamente l’impatto con il pallone.
Si va al riposo sullo 0-0, ma la sensazione è che al Napoli manchi qualcosa: ritmo, lucidità e soprattutto quella capacità di giocare da squadra che, nei momenti difficili, dovrebbe fare la differenza.
Il Venezia colpisce, il Napoli si sveglia troppo tardi
La ripresa comincia nel peggiore dei modi per gli azzurri. Su una ripartenza, Akor Adams approfitta di un rimpallo favorevole e della deviazione decisiva di Rrahmani, che mette fuori causa Meret. Il Venezia passa in vantaggio e il Napoli è costretto a inseguire.
Da quel momento Allegri corre ai ripari, affidandosi ai cambi per dare nuova energia alla manovra. Entrano De Bruyne, Politano e Højlund: la squadra cambia volto, aumenta la pressione e comincia finalmente a spingere con maggiore convinzione.
Al 66′ arriva l’occasione che potrebbe cambiare la storia della partita. Moreno atterra Højlund in area e l’arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Kevin De Bruyne, ma il suo tiro viene neutralizzato da uno Stankovic monumentale. È il momento che spegne le speranze azzurre e accende definitivamente il pomeriggio del portiere veneziano.
Il Napoli si riversa in avanti, assedia la porta avversaria e prova a rimediare a una giornata nata male. Ma quando la fortuna non gira e manca la necessaria precisione, anche la volontà rischia di non bastare.
Stankovic alza il muro, Badiashile merita gli applausi
Nel finale il Venezia si affida al suo uomo migliore. Stankovic diventa insuperabile: prima chiude la strada a Højlund, poi si supera sulla conclusione a giro di Lobotka, confermandosi decisivo fino all’ultimo pallone.
Il Napoli cerca il pareggio con generosità, ma senza riuscire a trovare la giocata vincente. Il triplice fischio certifica una sconfitta pesante, maturata contro una squadra che ha saputo difendersi con ordine, soffrire e colpire al momento giusto.
Complimenti a Badiashile, protagonista di una prova di grande sacrificio e attenzione: in una giornata amara per gli azzurri, è giusto riconoscere anche chi ha saputo rispondere presente.
Il Venezia festeggia tre punti preziosi, mentre il Napoli incassa la terza sconfitta in sette giornate di campionato e resta fermo a quota dieci. Un bottino che impone una riflessione, soprattutto per una squadra chiamata a ritrovare certezze e continuità.
Allegri: «Bisogna trasformare la delusione in rabbia»
Nel dopopartita, Massimiliano Allegri invita l’ambiente a non farsi travolgere dalla preoccupazione, pur riconoscendo gli errori commessi.
«In questo momento qui essere preoccupati non serve a niente», ha dichiarato il tecnico, sottolineando come il Napoli abbia creato molto, ma sia stato nuovamente penalizzato dagli errori. E sul modo per uscire da questo momento difficile, la ricetta è chiara: «Io conosco solo un modo per uscirne ed è lavorare, mettendoci più attenzione e trasformare la delusione in rabbia».
Parole che chiamano in causa tutto il gruppo. Perché il tempo per reagire c’è, ma bisogna farlo subito, a cominciare dal prossimo impegno europeo contro il Bodø/Glimt. Anche sul fronte degli infortuni, però, non arrivano buone notizie: AlissonSantos ha accusato un nuovo risentimento muscolare, un’altra tegola per una squadra già chiamata a gestire tante partite ravvicinate.
Una sconfitta non cancella il valore di una squadra, ma può mettere a nudo ciò che ancora non funziona. Il Napoli deve ritrovare equilibrio, compattezza e fiducia, evitando che le difficoltà individuali diventino problemi collettivi.
Perché non basta cambiare uomini, modulo o strategia: serve tornare a essere un gruppo, aiutarsi nei momenti difficili e combattere su ogni pallone, tutti dalla stessa parte.
Napoli, rialzati. La delusione fa male, ma può diventare la scintilla per ripartire. A patto che nessuno pensi di poterlo fare da solo.

